Ma a noi non pare che il presidente del Senato sia l’unico ad uscirne male.

Appartenere ad un partito padronale è già di per sé una cosa anomala – ha affermato Marco Sabatini, Responsabile Comunicazione del PLI – ma usare con disinvoltura i poteri attribuiti alla Seconda carica dello Stato, al limite dell’abuso, per metterli al servizio degli interessi economici del Gruppo imprenditoriale del fondatore-proprietario del proprio partito, è cosa inaudita, che meriterebbe una censura del Senato.
Non c’è dubbio alcuno che la vicenda delle nomine RAI, ancora una volta, abbia offerto l’occasione alle forze politiche, ed anche alle cariche istituzionali, per dare il peggio di se. Ma non mi pare che Schifani sia l’unico a uscirne male. Ppossibile che nessuno, politico o giornalista, abbia avuto niente da dire sulla veemente denuncia del presidente della Camera, Fini, nei confronti del collega del Senato?
Gianfranco Fini, leader di una forza politica e presidente di un ramo del Parlamento, non è forse anche lui in stridente conflitto di interessi? Non avrebbe fatto meglio a dimettersi? (n.c.)

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