• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La riforma cruciale è quella elettorale

di Alfonso Siano | 9 Luglio 2012

Più importante di quella del lavoro. 

La Camera ha recentemente approvato il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro, già passato al Senato lo scorso 31 maggio.
Stando agli obiettivi dichiarati, con la riforma del mercato del lavoro il Governo si propone di favorire l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili, confermando la centralità del lavoro subordinato a tempo indeterminato e valorizzando l’apprendistato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Allo stesso tempo con la riforma si vogliono ridistribuire in modo più equo le tutele dell’impiego, rendere più efficiente il sistema degli ammortizzatori sociali e contrastare l’uso elusivo di forme contrattuali esistenti.
Per raggiungere questi obiettivi viene così introdotta una maggiore flessibilità in entrata ma con il limite di 36 mesi ai rapporti di lavoro a tempo determinato, ma anche una maggiore flessibilità in uscita, con una rimodulazione e riduzione delle tutele a favore dei lavoratori.
Ma non si vuole qui entrare più di tanto nel merito di questa riforma, che molti mal di pancia ancora suscita, per opposte ragioni, alle forze politiche di destra e di sinistra. Quanto piuttosto si intende discutere dell’opportunità di dare priorità a questa riforma rispetto ad altre, quale, ad esempio quella sulla spending review.
Come si ricorderà nell’agosto dello scorso anno, la Banca Centrale Europea inviò una missiva al Primo Ministro italiano allora in carica, di fatto subordinando l’intervento della BCE a sostegno dei nostri titoli di Stato alla realizzazione di alcune riforme strutturali che “modernizzassero” la nostra economia e dessero agli investitori esteri le necessarie garanzie sulla stabilità del nostro Paese. Tra le altre, in tale lettera, veniva menzionata la riforma del mercato del lavoro.
Da circa un anno poi siamo quotidianamente aggiornati sull’andamento degli spread dei nostri titoli di Stato rispetto a quelli tedeschi, quasi fosse il termometro di una febbre.
La Banca Centrale Europea ed i mercati finanziari dettano la nostra agenda politica condizionando dunque la nostra vita democratica. Lo stesso Monti ha chiesto di accelerare l’approvazione della riforma del mercato del lavoro, che pure non è stata ancora metabolizzata dalle forze politiche, da un lato per rispettare il diktat della Banca Centrale Europea, il cui intervento a questo punto potrebbe essere ancora necessario per calmierare il costo del nostro debito pubblico, e dall’altro per non presentarsi a mani vuote al Consiglio Europeo di fine giugno. Insomma la riforma del mercato del lavoro sembra oggi la cura per ridurre gli spread e ci viene presentata come fondamentale per aumentare il nostro peso in Europa.
Vedremo se sarà davvero così ma intanto non possiamo non registrare che è in atto una devoluzione fattuale di poteri alle istituzioni europee, poteri che storicamente sono sempre stati a livello nazionale o addirittura regionale. Ma se questo fenomeno può in qualche misura essere considerato teoricamente positivo – andando verso un’unione europea dai maggiori connotati politici e quindi maggiormente in grado di rispondere alle sfide mondiali – occorrerebbe dall’altro ricordare che oggi solo per gli Stati sovrani esistono strumenti di controllo democratico e che le istituzioni che governano attualmente l’Europa sono più lontane dalla democrazia rispetto a quelle nazionali.
Il Parlamento europeo, l’unico organismo eletto direttamente dai cittadini, in realtà ha poteri molto limitati. Al contrario, la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea, pur composti da membri designati dai vari Stati membri, in realtà sono organismi autoreferenziali e che rispondono solo a sé stessi. Vero è che in Italia, prima con la legge elettorale “porcata”, poi con il governo dei tecnici e supertecnici, ci siamo già allontanati da un sistema realmente democratico, ma è bene ogni tanto ricordare questi aspetti per uscire dal sopore in cui sembriamo caduti.
Fra meno di un anno si tornerà dunque a votare e dovremmo tutti pretendere di poter tornare a far pesare il nostro voto, da un lato esprimendo la preferenza per il nostro candidato favorito e dall’altro auspicando che, pur nella salvaguardia della stabilità politica del Paese, il nuovo Parlamento sia il più rappresentativo  possibile delle forze politiche presenti nel Paese. Solo così potremo avere una classe dirigente politica degna di questo nome e capace di essere pesante, proprio perché democratica, anche in Europa.
In questo contesto, l’approvazione in Parlamento della riforma del mercato del lavoro, è formalmente un atto politico e democratico ma sostanzialmente un atto indotto da un’istituzione europea non democratica, eppure necessaria per la nostra sopravvivenza. Se così è, la democrazia è davvero ridotta male e la soluzione non è la riforma del mercato del lavoro, ma piuttosto una nuova legge elettorale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alfonso Siano

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Rodolfo Marchini

    14 Luglio 2012 alle 10:26

    A mio parere, prima di tutto viene la riforma della Costituzione da fare attraverso un’Assemblea Costituente, come richiesto dai Riformisti Italiani. Certamente è vero che andare al voto col Porcellum è un’assurdità. Ma con quanti Parlamentari sarà rinnova la Camera e con quanti Senatori il Senato? Pensate veramente che alle prossime elezioni si registrerà la riduzione dei parlamentari e il superamento del bicameralismo? Dunque, come è evidente, per fare ciò che serve al Paese, bisogna indire l’elezione di un’assemblea Costituente formata da 100 eminenti e riconosciute personalità, che diano nuove basi a questa sgangherata Italia in questa sgangherata Europa.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti