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IMPARARE DAI KNOCK OUT

La Merkel al tramonto, spettacolare successo socialdemocratico. La SPD torna al 35% (alle europee 2009 era al 17%). di Felice Besostri

di Felice Besostri | 12 Settembre 2011

Dal trionfo alle elezioni federali del 2009 la coalizione CDU-FDP ha registrato soltanto sconfitte alle elezioni regionali, con l’eccezione della Sassonia Anhalt. Le sconfitte non si sono tutte tradotte in una estromissione della CDU dal governo dei Laender, poiché in Turingia e nella Saar, dove erano possibili maggioranze rosso-rosso-verdi, la SPD ha preferito, rispettivamente, una grande coalizione con la CDU e i Verdi un’alleanza con CDU e FDP.
Il Meklenburg è il più povero Land della Germania, dove la socialdemocrazia è sempre stato il partito più forte dopo l’unificazione, ma con una PDS prima e Linke poi, terzo partito, con percentuali superiori al 15%. I risultati del Secondo voto, quello proporzionale, non lasciano dubbi rispetto alle precedenti elezioni del 2006: SPD 35,7% (+5,5), CDU 23,1% (-5,7), LINKE 18,4% (+1,1), VERDI 8,4% (+5) NDP 6% (-1,3), FDP 2,7% (-6,9). I liberali escono dal Landtag, dove erano entrati nel 2006, mentre entrano i VERDI, che ne erano esclusi. Il partito di estrema destra NDP supera lo sbarramento e resta nella Assemblea dove era entrato in forza nel 2006, nel 2002 aveva un misero 0,8%.
Spettacolare il recupero della SPD non tanto rispetto al 2006, ma all’anno orribile 2009 con il 16,7% alle Europee e il 16,6% alle federali. Di converso la Linke migliora rispetto al suo zoccolo duro 16,4% della PDS nel 2002 e 16,8% del 2006, resta lontana dal 29% delle Federali 2009, tutto guadagnato a spese della SPD.
Questo sarà il tema decisivo del dopo elezioni perché nel Meklenburg SPD e PDS avevano governato nel 2002-2006 con una maggioranza del 57%, ma dopo le elezioni 2006 con i 2 partiti al 47% la SPD aveva preferito allearsi con la CDU. Sulla carta ci sono tre maggioranze possibili una riedizione dl governo uscente, una maggioranza rossa-rossa con una maggioranza del 54,1% o addirittura rosso-rosso-verde con 62,5%. La chiave in mano ce l’ha la SPD e in parte dipenderà da scelte nazionali, se cioè punta a nuove elezioni ovvero a fare una riedizione della Grosse Koalition, ma anche dalle prossime elezioni di Berlino dove SPS sono alleate, come nel Brandeburgo, ma con i Verdi in crescita.
I rapporti tra Linke e Verdi sono pessimi in generale. Tuttavia un insegnamento si può trarre dalla Germania, che non è quello di santificazione della Link in funzione anti-socialdemocratica, ma del superamento di diffidenze antiche (DDR e unificazione forzata nella SED di comunisti e socialdemocratici) e recenti (scissione di Lafontaine). Se l’espansione dei 2 partiti avviene a spese dell’altro abbiamo una sinistra perdente nel 2006 SPD e Linke non raggiungevano il 50% e nello stesso Land nel 2009 in base alle elezioni federali la sinistra raggiungeva appena il 45%, mentre ora supera il 54%.
Bene, ma ci sono elementi di preoccupazione in quanto la partecipazione elettorale è scesa del 59,1% del 2006 al 51,4% e sia la SPD (-7.567 voti) che la LINKE (-13.751) hanno perso voti in assoluto. Se la dinamica unitaria dovesse proseguire e i risultati di Berlino saranno decisivi ci sarebbe la prova che la sinistra ha la possibilità di vincere e questa possibilità sarebbe maggiore con una complessiva interlocuzione con il socialismo europeo. In Italia manca un partito a sinistra dell’asse mediano del PD, in grado di impedire le rinascenti tentazioni centriste.

Felice Besostri (www.avveniredeilavoratori.eu)

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