• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il voto latino e il Partito Democratico: più luci che ombre

latinos formano il gruppo minoritario più grande che continua a crescere essendo già divenuto il 18% (63 milioni) della popolazione statunitense. Storicamente i latinos tendono a votare per il Partito Democratico anche se la loro fedeltà politica subisce fasi leggermente variabili che dovrebbero far sorridere i repubblicani, che stanno facendo del tutto per corteggiarli, concentrandosi sui valori della famiglia tradizionale, sul lavoro sodo e l’amore per il Paese. Di Domenico Maceri

di Domenico Maceri | 3 Novembre 2022

“I latinos determineranno chi controllerà la Camera e il Senato nelle prossime elezioni”. Così Chuck Rocha, consulente e stratega del Partito Democratico, ed ex consigliere della campagna presidenziale di Bernie Sanders nel 2020. Rocha è anche fondatore di Nuestro PAC, un Political Action Committee che raccoglie fondi per incoraggiare la partecipazione dei latinos alle elezioni.

Rocha è ovviamente di parte ma non ha tutti i torti. Il voto dei latinos continua ad essere sempre più importante e gli elettori ispanici sono corteggiati da ambedue i partiti, specialmente alla luce di esiti elettorali spesso ultra competitivi.

I latinos formano il gruppo minoritario più grande che continua a crescere essendo già divenuto il 18% (63 milioni) della popolazione statunitense, ossia il 14 percento dell’intero elettorato. Gli afro-americani sono il 12% (39 milioni). La cifra dei latinos include 8 milioni di individui senza permesso di residenza legale i quali non hanno il diritto al voto. L’affluenza dei latinos alle urne è però più bassa a quella dei bianchi e degli afro-americani (54%, 62%, 71%, rispettivamente).

Storicamente i latinos tendono a votare per il Partito Democratico anche se la loro fedeltà politica subisce fasi leggermente variabili che dovrebbero far sorridere i repubblicani. Va ricordato che nell’elezione presidenziale del 2004 George W. Bush ricevette il 40% del voto latino, secondo dati del Pew Research Center, una cifra molto positiva per un repubblicano. L’allora candidato usò una politica moderata verso gli immigrati e fece anche uso della sua debole conoscenza dello spagnolo per corteggiarli. Paradossalmente anche Donald Trump nel 2020 migliorò il suo risultato con i latinos ricevendo il 35%, ossia 6 punti in più del 2016, nonostante la sua politica anti-immigranti e specialmente anti-latino.

Questo “successo” di Trump si spiega poiché l’immigrazione, anche se importante per i latinos, non è la loro preoccupazione numero 1. Altri fattori influenzano i loro voti. Per le prossime elezioni di mid-term, che sono già iniziate in quegli Stati che concedono il voto anticipato in presenza o per corrispondenza, le priorità dei latinos sono molto simili a quelle dell’americano medio. La questione numero uno è l’inflazione (31%), seguita dal diritto all’aborto (20%), la violenza (10%) e l’immigrazione (5%). Sorprende che l’immigrazione non sia molto più importante considerando che 16 milioni di famiglie ispaniche in America includono un mix di membri con cittadinanza statunitense, altri solo con residenza legale, e altri senza permesso di residenza legale.

C’è anche da tenere presente la questione della provenienza degli antenati dei latinos. Per quelli con radici in Messico il Partito Democratico ottiene i migliori risultati. Questo avviene soprattutto in California e nel Sudovest del Paese. I grandi centri urbani favoriscono ancora i democratici. Un’eccezione si è però vista nell’elezione del 2020 dove Trump ha ricevuto il 47% dei voti latinos in alcune contee al Sud del Texas. La Florida, invece, è un caso a parte per diverse ragioni. In primis la forte presenza dei latinos con radici in Cuba (30%) con tendenze elettorali conservatrici. Il resto dei latinos sono divisi tra colombiani, portoricani, e messicani. Questi ultimi tre pendono verso i democratici. Infatti la maggioranza dei latinos in Florida sono registrati al Partito Democratico (645 mila) comparati a 476 mila per i Repubblicani.

Il fatto che l’amministrazione di Joe Biden, con la maggioranza democratica alla Camera e quella risicata al Senato, non sia riuscito a modificare la legge sull’immigrazione non avrà dato ragioni ai latinos per appoggiarli alle urne. Ciononostante, a livello nazionale, il 53% dei latinos sono registrati col Partito Democratico e solo 28% coi repubblicani. Inoltre i latinos preferiscono rappresentanti democratici al Congresso con ampi margini ( 63% vs. 36%), secondo un sondaggio della Abc News. Da aggiungere anche che i latinos credono che i democratici stiano lavorando per conquistare i loro voti (71%), secondo un sondaggio del Pew Research Center.

I repubblicani però stanno facendo del tutto per corteggiare i latinos, concentrandosi sui valori della famiglia tradizionale, sul lavoro sodo e l’amore per il Paese. Le previsioni sono che come altri gruppi di immigrati venuti dall’Europa i latinos si comporteranno in modo simile. A mano a mano che si integreranno, divideranno il loro supporto in maniera più equa fra i due maggiori partiti nelle contese elettorali.

=============
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: amministrazione, bush, elezioni, europa, immigrazione, lavoro, partito democratico, pew research center

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti