
Dallo Studio Ovale il riconoscimento al leader ucraino. Poi la stoccata: “Deluso da Roma, Berlino, Parigi e Londra”.
“Volodymyr Zelensky sta facendo piuttosto bene, è coraggioso e ha un ottimo equipaggiamento militare”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato l’andamento del conflitto in Ucraina direttamente dallo Studio Ovale.
La dichiarazione segna un’importante apertura e un cambio di tono nei confronti del leader di Kiev, specie se confrontata con le passate e forti tensioni geopolitiche tra le due amministrazioni.
La svolta verbale è arrivata durante un colloquio ufficiale alla Casa Bianca. Il capo di Stato americano ha voluto sottolineare pubblicamente i progressi della resistenza ucraina.
Trump ha definito Zelensky esplicitamente “coraggioso”, un attestato di stima non scontato.
Ha confermato che il presidente ucraino “sta facendo bene” nella gestione strategica del conflitto.
Ha rimarcato come Kiev disponga oggi di un “ottimo equipaggiamento” bellico per contrastare l’offensiva russa.
Mentre allentava la pressione mediatica su Zelensky, Trump non ha risparmiato critiche verso il blocco occidentale. Il presidente USA si è detto infatti fortemente “deluso da Italia, Gran Bretagna, Francia e Germania”, riaccendendo la polemica sulla ripartizione delle responsabilità finanziarie e militari all’interno della NATO.
L’elogio della Casa Bianca giunge in concomitanza con il vertice E5 di Berlino, dove i leader europei hanno ribadito la necessità di blindare il sostegno a Kiev e di spingere per l’inclusione di Mosca in futuri tavoli negoziali di pace. Le parole di Trump sembrano quindi voler bilanciare l’intenzione di raggiungere un accordo globale senza però sminuire, in questa fase, la fermezza e i risultati ottenuti sul campo dal governo ucraino.
La diplomazia internazionale si riduce spesso a un gioco cinico di convenienza, che trasforma eroi in ostacoli secondo le necessità geopolitiche e ignora il costo umano reale del conflitto. Tra la retorica dell’Occidente e l’ipocrisia dei vincitori, emerge la solitudine di chi combatte per non morire servo.
Giuseppe Basilico

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