Silvio Berlusconi, pur molto provato dalle sue condizioni fisiche non ottimali, non vuole mollare la scena politica. Emette l’ ultimo ruggito.Tenta di dare vita ad una formazione unitaria del centrodestra. Mentre la Lega e la Meloni si contendono il primato nei sondaggi e Forza Italia vivacchia intorno al sette per cento, Berlusconi comprende che è necessario fare un decisivo passo in avanti. La sua proposta è netta, un nuovo partito che possa accogliere alla pari tutte le forze che ad oggi si contendono con il centrosinistra la guida del Paese. Quello che ha in mente è molto chiaro: governare lasciandosi alle spalle le divisioni e gli errori del passato. Fa riferimento, con evidente contraddizione, sia all’ esperienza laburista che a quella gollista. Anche se il suo obiettivo è il partito repubblicano americano. Non quindi una federazione o la solita appannata alleanza, ma qualcosa che partendo dal basso possa arrivare all’unificazione dei gruppi dirigenti. Non a freddo. Da un tempo di due anni a partire proprio dai territori che dovranno essere il motore del nuovo partito unico. Una strada tutta in salita ed irta di ostacoli, soprattutto per i personalismi di Salvini e della Meloni. Operazione complessa e quasi impossibile, ma se andasse in porto rappresenterebbe l’ unica novità in grado di scuotere gli appassiti scenari politici italiani.
Roberto Caputo

Si ritiene – credo anche a ragione – il “primus inter pares”