
L’Italia, Paese di grandi scienziati, letterati, filosofi, scultori, condottieri, eroi, navigatori, scopritori di nuove terre e di politici di grande talento, è imbrigliata in un vortice di depressione politica che rischia il fallimento.
I protagonisti politici impegnati a volare alto per carpire il potere per il proprio tornaconto non si sono accorti che si sta entrando nell’aria calda della crisi economica mondiale con il rischio di cadere senza poter rialzarsi con le proprie forze.
La crisi economica colpisce, dopo l’America, anche l’Europa e in particolar modo taluni stati europei tra cui l’Italia.
Berlusconi si rende conto di non poter affrontare da solo anche la difficile crisi economica del Paese, oltre alla quotidiana lotta feroce contro i magistrati, la minoranza parlamentare e il presuntuoso Presidente della Camera, rassegna le dimissioni fomentate peraltro dal Presidente della Repubblica.
La nomina a senatore a vita del prof. Mario Monti e poi l’incarico a formare un governo tecnico rimarrà nella storia, l’errore più imperdonabile del Presidente della Repubblica Napolitano, che per sanare una lacerazione con il PD aggrava terribilmente la precaria situazione economica e politica italiana.
E’ ben noto che Il governo tecnico non avrebbe potuto funzionare senza una maggioranza in Parlamento, cosa che s’è realizzata, strano a dirsi, con il PD in fase d’implosione per l’auto candidatura di Bersani a capo lista nelle future votazioni a dispetto dei rottamatori presenti nel PD.
I contestatori interni al PD, per non contraddire il Presidente della Repubblica, hanno dovuto sospendere ogni azione di ristrutturazione interna al partito.
Intanto, s’è aggravata la crisi economica dell’intera nazione avendo il governo tecnico operato per salvare le banche e i poteri forti loro abbinati e colpendo le classi deboli con tasse e riduzioni di utili servizi sociali.
Il Presidente Napolitano ha richiamare il prof. Monti ad agire con equità.
Il Governo ha risposto che lo stato delle cose non consente nessuna ipotesi di riduzione del peso fiscale nemmeno ai più deboli.
Una risposta che tradisce le promesse fatte all’atto dell’insediamento e della legittimazione a operare grazie anche all’errore del PDL di sostenere tale governo nella speranza di promuovere una pace sociale, purtroppo impossibile fino a quando non sarà liquidata storicamente la logica bolscevica sostenuta dalla sinistra e da altre rappresentanze politiche.
Si è parlato tanto di ridurre il numero, gli stipendi e i tanti privilegi dei parlamentari, ma solo parole come la canzone di Mina.
Ciò, ha indispettito anche il Direttore del quotidiano “Libero” che ha tentato di fare arrossire dalla vergogna il Presidente della Camera Fini che ha sistemato molto bene i suoi problemi economici, anche se il popolo lo dovesse bocciare, come meriterebbe, alle prossime elezioni.
Donna Assunta, moglie del grande lottatore politico Almirante, dichiarò la verità quando definì poco affidabile il presuntuoso Fini, terza carica dello Stato per grazia ricevuta da Berlusconi.
Oggi Fini non è più un caso unico. Ci sono problemi preoccupanti come il proposito di magistrati comunisti di accendere un fuoco su ipotesi di compromessi tra Stato e Mafia.
Si allude al Capo dello Stato, ma l’obiettivo vero è cercare con insinuazioni e strani coinvolgimenti di personaggi per arrivare a Berlusconi.
Interviene il Consiglio Superiore della Magistratura nel caso di specie e s’inalberano il Procuratore aggiunto di Palermo Ingroia e l’ex PM Antonio di Pietro che sostiene il comportamento della Procura di Palermo.
Mentre i Poteri dello Stato si confrontano per trovare soluzioni compromissorie, i problemi essenziali dei cittadini si dimenticano o si rinviano a futura memoria.
La rabbia dei senza lavori, di chi sta per perderlo, dei giovani che non possono più ricorrere ai nonni o ai genitori sta superando la linea di guardia e l’autunno potrà diventare bollente.
E nonostante tali reali allarmismi, c’è chi pensa a proporre programmi di alleanze politiche e distribuzioni d’incarichi previsti dalla Costituzione.
La vergogna non è più avvertita dai politici.

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