
Dopo una delle sue consuete uscite ad effetto – “vi riporterò all’età della pietra”, frase attribuita a dichiarazioni dure rivolte all’Iran in diversi momenti di tensione – il presidente degli Stati Uniti, torna a usare toni apocalittici, evocando addirittura l’inferno, con un richiamo che qualcuno ha accostato alla Divina Commedia. Al di là delle metafore, la sostanza resta una retorica aggressiva tipica della sua comunicazione politica, soprattutto nei confronti di Teheran. In queste ore, peraltro, il riferimento all’“inferno” non è solo retorico: Trump ha effettivamente minacciato pesanti attacchi se l’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz entro tempi molto stretti, arrivando a evocare bombardamenti contro infrastrutture strategiche. Si parla anche dei presunti “15 punti” imposti all’Iran: in realtà non esiste una lista ufficiale universalmente riconosciuta con questo numero preciso; più concretamente, nel tempo sono state avanzate richieste statunitensi su nucleare, missili balistici e influenza regionale, ma senza un documento pubblico univoco di quel tipo. Più chiari invece sono stati gli attacchi verbali agli alleati NATO, accusati più volte di contribuire insufficientemente alle spese comuni, e le tensioni con l’Unione Europea su commercio ed energia. Quanto al petrolio, l’affermazione secondo cui gli Stati Uniti si sarebbero “appropriati” di quello venezuelano è una semplificazione polemica: Washington ha imposto sanzioni al Venezuela e sostenuto un cambio politico, ma non controlla direttamente le risorse del Paese. Resta però vero che gli USA, grazie anche allo shale oil, hanno ridotto la dipendenza dalle importazioni. Infine, lo Stretto di Hormuz: crocevia strategico globale, non riguarda solo l’Europa ma l’intero equilibrio energetico mondiale. Non a caso anche Teheran ha risposto usando la stessa retorica, avvertendo che l’intera regione potrebbe trasformarsi in “un inferno” in caso di escalation. La domanda allora resta politica: escalation o negoziato? E soprattutto, chi paga davvero il prezzo di questa tensione crescente? Azzardo: tutti noi in fila al distributore di benzina? Ma non mi dire!!
Angelo Santoro

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