C’era una volta e c’è ancora il triangolo delle Bermude, localizzato nel tratto di Oceano Atlantico che ha per vertici la Florida, Portorico e, naturalmente, l’isola delle Bermude. Una leggenda sinistra lo accompagnava: aerei e navi che si trovavano a passare nella zona sparivano in grande quantità inghiottiti misteriosamente dalle acque profonde, tragedia dopo tragedia. Nessuno sapeva dare spiegazioni, ma la fama si spargeva sempre più in tutti gli angoli della terra sospinta da giornali, libri e film. Tanto che ancora oggi, pur essendosi appurato che gli incidenti non erano statisticamente maggiori di quanti se ne verificano in altre zone per ragioni climatiche, tecniche o umane, si continua a parlare del mistero delle Bermude.
Il triangolo delle Bermude della politica italiana ha per vertici tre partiti: 5Stelle, Lega e PD. Nell’area compresa fra questi tre partiti si consumano da tempo le tragedie che affliggono il nostro Paese. E’ un triangolo, ancorchè sembri assurdo, a geometria varabile, nel quale, di tanto in tanto, i vertici cambiano di posto. 5 Stelle e Lega hanno governato per oltre un anno e il PD stava all’opposizione. Oggi che governano 5Stelle e PD, all’opposizione ci sta la Lega. Domani, chissà. La variabilità crea precarietà, ma ha i suoi vantaggi. Per esempio, ora che è all’opposizione, la Lega rinfaccia ai 5Stelle i disastri del reddito di cittadinanza e del blocco delle grandi opere. E pretende di fare dimenticare che ne è essa stessa responsabile, perché faceva parte del governo autore di quelle sciocchezze. Parimenti, i 5 Stelle portano la responsabilità delle nefandezze della Lega (quota 100, decreto sicurezza, campagne di odio verso gli immigranti e le minoranze) per il medesimo motivo: le hanno condivise stando al governo assieme. E la maledizione colpisce anche il PD, che pure a suo tempo si oppose. Perché oggi che è al governo con i 5 Stelle, sa benissimo che qualsiasi misura per favorire la ripresa economica è impedita dai macigni rappresentati da reddito di cittadinanza e quota cento. Sono provvedimenti demagogici che stanno bruciando una quindicina di miliardi senza alcun beneficio per il Paese, e, alla lunga, nemmeno per coloro che ne sono stati i beneficiari. Ora che governa, diventa grave colpa, per il PD, non rimuovere questi macigni, sfidando gli alleati, costi quello che costi. Se non si scrollerà questa immagine di impotenza, non gli basterà avere scongiurato l’aumento dell’IVA per non pagare pegno.
Resta, come per il triangolo delle Bermude, il mistero: perché mai i tre partiti che condividono i maggiori insuccessi di questa fase politica sono anche i tre partiti più votati dagli italiani. Ma alla fin fine, nemmeno in questo caso siamo di fronte ad un vero mistero. Potrebbe essere che passare dal triangolo 5Stelle-Lega-PD sembri obbligatorio. Almeno fino a quando altri navigatori coraggiosi non riescano a tracciare rotte diverse.
Resta, come per il triangolo delle Bermude, il mistero: perché mai i tre partiti che condividono i maggiori insuccessi di questa fase politica sono anche i tre partiti più votati dagli italiani. Ma alla fin fine, nemmeno in questo caso siamo di fronte ad un vero mistero. Potrebbe essere che passare dal triangolo 5Stelle-Lega-PD sembri obbligatorio. Almeno fino a quando altri navigatori coraggiosi non riescano a tracciare rotte diverse.
Nicola Cariglia

Il Pd ha perduto l’anima quando ha votato coi 5 stelle il taglio dei seggi del Parlamento. Picconata fatale alla Costituzione.
Caro Bonavia,
lei mi fa tenerezza e al tempo stesso mi mette in allarme. E’ pieno di benevolenza oltre ogni ragionevole limite, nei confronti di partiti che continua a considerare nuovi, nonostante che ormai siano invecchiati o per motivi anagrafici (Lega, Fratelli d’Italia) o perchè rotti ormai a tutte le esperienze, comprese quelle inconfessabili (Movimento 5 Stelle).
Lei è come quei genitori che per eccessiva indulgenza o per aver messo al centro di tutto il loro piccolo focolare domestico, allevano figli come i più classici dei “bamboccioni”. Si svegli, attribuisca a quelle che considera ancora giovani creature politiche le loro responsabilità. Farà loro del bene. Non faccia come fecero i seguaci di Renzi (che erano più di quelli di Salvini e dei 5Stelle). Lo osannavano oltre ogni limite e pudore; molti ci scrivevano lettere come le sue quando noi di Pensalibero lo criticavamo civilmente (ed ora lo offendono sguaiatamente per emendarsi dai loro peccati). E soprattutto consideri che, in momenti come questi, la critica è assai più preziosa del consenso. E’ vero che la critica talvolta può essere pregiudiziale. Ma il consenso può nascondere conformismo e piaggeria. Che è molto peggio. Un caro saluto.
Caro direttore, eccomi a Lei che riesce spessissimo ad indurmi a farLe visita… Allora:
Che moltissimi italiani votino i due partiti ed il movimento 5S piuttosto che dei rimasugli della vecchia politica, vedo che pigramente Ella non se ne dà una spiegazione. In verità, da un attento attore della vita politica italiana, mi aspetterei uno slancio di energia a favore dei tanti lettori ad Ella fedeli. La Sua carriera editoriale e televisiva avrebbe facilmente permesso di vergare due righe sul momento drammatico e dei cittadini italiani e dell’Italia in quanto Paese. così (ma so che nel segreto Ella lo comprende) facile presa hanno provvedimenti legislativi diretti ed immediatamente percettibili dai molti concittadini in gravi difficoltà economiche (RDC) o in una condizione lavorativa che non regge il passo dell’evoluzione contemporanea (quota 100)
Nelle poche e sussurrate mie parole, ben si comprende l’adesione ai due “scellerati” provvedimenti di cui Lei bistratta il valore sociale il primo ed economico produttivo il secondo.
Non mi riesce benissimo nascondere il disappunto verso chi, pascio della propria condizione finanziaria (riguardo al RDC) e comodo nel Suo status di Pensatore Libero (riguardo a quota 100), scrive senza tener conto del diffuso invecchiamento lavorativo e delle precarie condizioni sociali di questo nostro derelitto Paese.
Spero gradisca il cordiale ed affettuoso buongiorno, sempre con stima ed interesse, Marco Bonavia