• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il silenzio su Israele

Zingaretti ha espresso soddisfazione sia per l’elezione del nuovo presidente americano che per la scelta di un nuovo leader del Partito laburista britannico, Starmer. Tra i punti sui quali per il segretario PD ci può essere una convergenza, manca quello dei rapporti con Israele.

di Valentino Baldacci | 30 Novembre 2020

In un intervento su la Repubblica di lunedì 23 novembre (“Biden-Starmer e i progressisti italiani”) il leader del Pd Nicola Zingaretti esprime la propria soddisfazione sia per l’elezione del nuovo presidente americano che per la scelta di un nuovo leader del Partito laburista britannico indicando anche tutta una serie di punti programmatici sui quali ci può essere una convergenza tra le posizioni del Partito democratico e quelle dei laburisti e dei democratici americani. Non entro nel merito dei punti esposti sui quali si può essere anche d’accordo, magari limando un po’ la patina ideologica che non manca mai nel linguaggio dei dirigenti che provengono dal PCI. Ma non si può non rilevare una “dimenticanza”, quella relativa al Medio Oriente, che poi significa soprattutto quella dei rapporti con Israele.
Biden è un leader che in tutta la sua carriera politica è stato costantemente amico di Israele e non ha mancato in varie occasioni di manifestarlo. Si può ragionevolmente presumere che la politica americana verso Israele quale si è andata strutturando negli ultimi quattro anni non subirà sostanziali modifiche; sarà certamente usato un linguaggio diverso, perché Biden non è Trump – e questo non è male – ma la sostanza rimarrà immutata, il sostegno a Israele resterà un punto fondamentale della politica estera degli Usa, l’ambasciata americana resterà a Gerusalemme, proseguirà il sostegno alla politica di reciproco riconoscimento tra lo Stato ebraico e gli Stati arabi, anche perché si tratta di una politica che viene portata avanti in autonomia dal governo israeliano e da quelli arabi interessati; sull’Iran ci sarà probabilmente un cambiamento di linguaggio, ma Biden sa benissimo che lo Stato degli ayatollah resta il principale pericolo per l’equilibrio del Medio Oriente.
Per quanto riguarda Starmer, una delle sue principali preoccupazioni appena divenuto leader del Labour Party è stato quella di condurre una lotta decisa contro tutte le forme di antisemitismo che si erano fatte strada nel partito e che avevano trovato copertura in Jeremy Corbyn. Antisemitismo che significava in primo luogo odio contro Israele, come d’altra parte avviene un po’ dappertutto. Quanto decisa sia stata in questa direzione la lotta di Starmer lo dimostra la recente decisione di escludere Corbyn dal gruppo parlamentare laburista.
A fronte di queste chiare linee politiche dei leader progressisti americano e britannico, quale è la politica del Partito Democratico? Non credo di esagerare dicendo che la stessa parola “Israele” è pressoché tabù in quell’ambiente e se viene pronunciata è solo per condannare lo Stato ebraico per le sue presunte colpe nei confronti dei palestinesi. In realtà non mancano nel Pd figure anche rilevanti, sia a livello nazionale che locale, che hanno nei confronti di Israele una posizione radicalmente diversa; ma le loro voci non si odono, anzi sono soffocate nel generale conformismo. Si sentono invece, e con grande strepito, le voci di organizzazioni come l’Arci e l’Anpi (in quest’ultimo caso con la felice eccezione di Milano) che sono diventate il ricettacolo del peggior estremismo antiisraeliano e da dove partono le iniziative a favore del Bds, il movimento che promuove il boicottaggio economico, e non solo, dello Stato ebraico. Arci e Anpi non sono strutture del Pd, è vero, ma sono espressioni di quella sinistra diffusa che alla fine trova soprattutto nel Pd la sua espressione politica e parlamentare. D’altra parte l’ostilità verso Israele trova una manifestazione ufficiale nei voti espressi dal governo italiano, di cui il Pd è un sostegno essenziale, nelle votazioni dell’Assemblea generale dell’Onu, e dove la delegazione italiana vota costantemente contro Israele, anche sulle questioni nelle quali potrebbe senza fatica fare una sforzo di autonomia. Particolarmente odioso è il periodico voto, confermato anche pochi giorni fa, a proposito della denominazione da usare nei confronti del luogo di Gerusalemme che per gli ebrei è il Monte del Tempio, per il quale è ammessa la sola denominazione araba (Haram al-Sharif), a significare il rifiuto del riconoscimento di ogni legame non solo con la tradizione ebraica ma anche con quella cristiana: se quel luogo diventa sacro solo con la conquista islamica, dove è andato il bambino Gesù a discutere con i sapienti e da dove lo stesso Gesù ha cacciato i mercanti?
Il silenzio del leader del Pd su queste questioni toglie forza alla sua volontà di unirsi a Biden e a Starmer in uno schieramento progressista mondiale. Apra perciò, come ha fatto Starmer, un dibattito sulle forme di antisemitismo che sono presenti nel Pd sotto forma di antisionismo, di odio verso Israele. Sarebbe un’esperienza salutare che porterebbe alla luce posizioni che finora sono di fatto costrette al silenzio. E sarebbe un dibattito e una riflessione tanto più salutare perché altrimenti sembra che in Italia le uniche forze politiche vicine a Israele siano quelle di destra. Della recente vicinanza a Israele delle forze politiche sovraniste non ci si dovrebbe d’altra parte lamentare perché ogni revisione delle posizioni antisemite che storicamente hanno caratterizzato una parte della destra italiana non può che essere salutata favorevolmente; ma non si deve nemmeno dimenticare che ancora oggi esistono tra le posizioni della destra sovranista e alcuni gruppi dell’estrema destra pericolose contiguità che richiedono anch’esse di essere recise.

Valentino Baldacci  (Pagine ebraiche-Moked)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, arci, bambino, espressione, governo, governo italiano, italia, la repubblica, labour party, manifestazione, merito, milano, movimento, organizzazioni, partito democratico, pd, politica americana, repubblica, sostegno, usa

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    1 Dicembre 2020 alle 21:22

    Nulla da eccepire: ottimo articolo.
    Condivido.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti