Il testo proposto dal Governo, che per altro va valutato in combinato disposto con la coeva proposta di riforma della legge elettorale, prefigura un vero e proprio “furto di democrazia”.

Spero che la sua lunghezza non ne scoraggi la lettura; tuttavia, chi non fosse interessato all’evolversi della vicenda parlamentare nel periodo tra il 1983 ed il 2013, può saltare il capitolo 4 (“la lunga strada della riforma: un percorso ad ostacoli”) e riprendere a leggere la parte che va dal n. 5 in poi, dove provo a dimostrare il “furto di democrazia” che si consumerebbe se la riforma del Senato venisse approvata nel testo proposto dal Governo, che per altro va valutato in combinato disposto con la coeva proposta di riforma della legge elettorale, addirittura peggiorativa rispetto alle norme del c.d. “porcellum” recentemente cancellate dalla Corte Costituzionale.
La relazione è stata pubblicata nei giorni scorsi nella newsletter n. 16 della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, e sui siti web della Camera Civile di Messina, dell’Associazione ex Parlamentari della Repubblica, e delle Associazioni politicheLibMov-Movimento Liberale e ALI-Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia (che ringrazio per l’ospitalità) e potrà anche essere letta online, cliccando su uno dei seguenti link.
http://www.cameracivilemessina.it/?p=237
http://deputati.camera.it/exparlamentari/attivita/temi/palumbo_senato_in_italia.pdf

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