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Un dopo “Equitalia” ma con nuove leggi

di Roberto Fronzuti | 26 Maggio 2014

La violenza dei provvedimenti, emessi da Equitalia, costituisce un problema, perché i suicidi che si verificano in tutt’Italia hanno scosso e scuotono le coscienze delle persone sensibili.

equitalia2--400x300Il problema Equitalia merita ancora un nostro editoriale, in considerazione dei molteplici aspetti che, a causa del suo operato, toccano la vita della stragrande maggioranza dei cittadini. Parliamo di problema, perché Equitalia, per il contesto legislativo in cui opera e per le conseguenze che l’applicazione delle normative che è chiamata ad attuare comporta, è divenuta un problema sociale ed economico. La violenza dei provvedimenti, emessi da Equitalia, costituisce un problema, perché i suicidi che si verificano in tutt’Italia hanno scosso e scuotono le coscienze delle persone sensibili. Il problema è anche economico, perché le ammende, le sanzioni e gli interessi, innescano un meccanismo perverso, che porta a raddoppiare e a triplicare le somme dovute. La parola problema è volutamente ripetuta perché in alcuni casi alle famiglie viene pignorato tutto: casa, conto corrente e mezzi di lavoro.

Non si comprende come sia potuto accadere che lo Stato italiano abbia messo in piedi una macchina infernale che al cittadino, che oggi non può pagare le tasse, l’anno prossimo gli presenta un conto raddoppiato e quello successivo triplicato. Le tasse –va detto senza mezzi termini- vanno pagate, anche con l’aggiunta dell’interesse legale, ma occorre abolire questo meccanismo perverso, che getta sul lastrico le famiglie e porta le persone al suicidio. Ma vediamo com’è iniziata la triste storia di Equitalia …

Con decreto legge numero 203 del 30 settembre 2005, convertito nella legge 248 del 2 dicembre 2005, viene costituita la società chiamata Riscossione s.p.a, successivamente trasformata in Equitalia, partecipata al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’Inps. Con il decreto 233 del 4 luglio e 11 agosto 2006, venivano inasprite le misure coercitive, concedendo agli “esattori” l’accesso ai conti correnti bancari.

I più attribuiscono la paternità dei provvedimenti, che hanno portato all’imbarbarimento del sistema di riscossione di tasse e tributi, al governo Prodi e ai ministri Bersani e Visco, ma noi non assolviamo neppure Berlusconi, che avrebbe potuto far annullare (abrogare, come si dice in gergo) i provvedimenti presi dalla sinistra; in tal modo, il Paese non avrebbe avuto questa Equitalia.

Recentemente, si fa sempre più insistente l’ipotesi di accantonamento di Equitalia. Alcuni comuni, si sono già organizzati in proprio. Al di là della sigla, occorre cambiare le leggi, prima di trovarci in giro per l’Italia centinaia di piccole Equitalia, emanate dai comuni. Una tale ipotesi sarebbe peggiore del sistema attuale, perché i comuni hanno sete di soldi, stretti come sono dai tagli dei fondi provenienti dallo Stato. Per usare una metafora, si può dire che cani e porci (un tempo era una prerogativa riservata allo Stato e ai comuni) possono usare Equitalia per mandare all’incasso crediti di dubbia legittimità. L’altro elemento perverso del servizio di riscossione è costituito dal fatto che perfino le municipalizzate (società private) hanno la possibilità di far arrivare attraverso Equitalia le “cartelle pazze” per le somme più disparate.

Anche l’Ordine de giornalisti, per somme irrisorie, si serve di questo sistema assurdo, per riscuotere la tassa di iscrizione professionale, di 100 euro all’anno. Siamo alla follia pura; la quota di un albo professionale pagata attraverso la cartella esattoriale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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