non facciamo più bambini, giovani e vecchi voglia di emigrare e non ci vuole ormai nemmeno il popolo del terzomondo… che non c’è più trippa per gatti, nè indigeni nè esteri.
Confermiamo per l’ennesima volta 100 giorni per cambiare…..ipse dixit
Sono diventati 1000. Moltiplicazione dei pani e dei pesci o arrampicamento sugli specchi?
Prelievo delle rendite finanziare per finanziare una diminuzione del 10 percento di tasse sull’irap alle imprese.
E dobbiamo crederci, nella ripresa, per non spararsi in bocca. E purtroppo qualcuno non ci crede e si spara davvero.
Grandi speranze nel ragazzo di Rignano. Intelligente furbo perspicace vola al di sopra della realtà, è oltre la cosa in atto e mastica della (e la) politica con la facilità con cui un fantolino poppa il latte. Grande comunicatore come lo zio Silvio. Ma tutti ci stiamo chiedendo se farà la fine dello zio. Non sempre, ogni tanto, questo dubbio ci attanaglia.
Ci aveva detto a aprile questo, fisco, a maggio riforma giustizia, e via discorrendo. Della riforma del senato con la revisione delle camere che ha preso in questi mesi tempo prezioso francamente ce ne cale il giusto anche se comprendiamo che il senato blocca spesso l’iter parlamentare. Ma qui si sta soffocando di arretratezza cronica. E gli italiani in fondo non chiedono molto se non ciò che è sancito dalla costituzione. Il lavoro. Come?.. e cavolo.. mica lo dobbiamo dire noi. lo deve dire e fare chi governa e amministra.
Madia ha espletato il concetto nuovissimo che se un vecchio se ne va un giovane può entrare. Grazie mammina d’oro.. quando la vediamo con quel faccino stanco quasi sofferente ci viene voglia di dirle che la sua piccola l’aspetta a casa. Vada da lei e si ripresenti quando la pargola accederà alla scuola materna. Quello è il momento giusto per riprendere un lavoro di così grande responsabilità. Si dice che le donne non devono essere penalizzate per il fatto che partoriscono.. ma dare un posto di ministro a una signora incinta di otto mesi francamente pare paradossale, pare.
Non pare, lo è.
Poi c’è Mogherini, che non ci pare male. Dunque, non siamo critici tout court nei confronti del Premier, o meglio, lo siamo, nella misura in cui c’è da criticare. Pur avendolo sostenuto per mandarlo da Firenze a Roma, nonostante non si apprezzasse il suo brancolante e pericolante partito ancora frangiato di obsoletezza, non abbiamo gli occhi foderati di prosciutto e cerchiamo di essere obbiettivi. E obbiettivamente qualcosina che non va da come ci aspettavamo e come ci aveva promesso, esiste, via..
Ma, consapevoli delle auspicabili doti eccezionali in cui abbiamo creduto, ce la mettiamo tutta per crederci ancora.
Certo, ha avuto il 41 del 60 di consensi alle europee. Ma anche i bambini sanno che potrebbe essere, in parte, una bolla di sapone e che parecchi voti vengono dal centro destra deluso dallo zio.
Allora, si diceva, Mogherini all’Ue, Alfano verso gli Esteri
Ipotesi rimpasto, più spazio agli uomini di Renzi.
In uscita Lupi e Giannini possibili promozioni per Lotti e Reggi.
Spunta Letta per il Consiglio Ue
È già febbre da rimpasto, dunque, ma la sola ipotesi di nomina Mogherini ad Alto rappresentante della politica estera e sicurezza dell’Unione europea ha messo in fibrillazione i palazzi della politica. Le cancellerie europee non sembrano opporre alcuna resistenza sul nome dell’attuale titolare della Farnesina. Ma da dove vengono le perplessità? Naturalmente dall’interno. No, non dal ministero, ma dal partito. Ecco, per esempio, il Moscapensiero (Alessia neoparlamentare europea targata PD, sic ndr), che chi la conosce la evita «È proprio sul ruolo in sé che nutro qualche dubbio , il governo italiano può far valere sul piano delle trattative un risultato elettorale eccezionale e credo che, in una prospettiva strategica, forse sarebbe stato meglio puntare ad altri dossier, penso all’industria o al commercio» Wow…così parlò…
E poi Letta. Enrico, alla Presidenza… L’ex presidente del Consiglio, infatti, è molto apprezzato dalle cancellerie della vecchia Europa, in particolare da Hollande e Cameron.
Matteo intanto fa il nesci o melina insomma quel che volete per non sbilanciarsi e non si sbilancia. È sempre più concentrato sui contenuti dell’intesa che va delineandosi. Ma le scelte che farà rischiano, ovviamente, di avere un impatto anche sul governo nazionale. Un impatto enorme. E all’interno della compagine governativa son tutti in fibrilla galoppante. Per l’inevitabile ridimensionamento.
Se Mogherini va a Bruxelles chi sarà il papabile sostituto? Si vocifera di Pistelli, Lapo, o certa Marta D’assu. Non meglio identificata. Anche lo spostamento di Angelino dall’Interno a capo della diplomazia. E, a quel punto, un’uscita di Lupi, ventilata da tempo, per cercare di rattoppare con larghe pezze il partito.
Poi Lotti lavori pubblici e Reggi Miur dato che Giannini fa parte di uno schieramento ormai sotto la lente di chi l’ha visto.
dal 25 maggio.
Ma se Angelino trasloca alla Farnesina?
Siamo nell’era matteozoica dopo il quasi 41 percento e il premier deve contare su una squadra assolutamente renzizzata… venendo meno agli accordi di coalizione che sembrano appartenere a un’altra era. Ma con l’appoggio esterno di zio Silvio.
Consapevole che in quella percentuale ci son tanti voti di centrodestra…
E le riforme? Chi sale e chi scende dal carro. Fronda sul Senato elettivo… ma se ancora non ha le idee chiare chi le deve attuare.. Forse dice bene chi auspicherebbe una sospensione della democrazia, a termine. E che le cose si facciano, punto. Lungi mille miglia dal fare apologia del fascismo, il duce in ventanni fece cose che la democrazia non ha fatto in 70….
Ok ok, come non detto. E ricordiamo che morì pure povero.
Ora, sto fatto dei mille giorni…insomma non lascia proprio ben sperare anche se le prospettive e il relativo impegno pare più umanamente attuabile.
Ma, saremo ossessivi.. ma le tasse e il lavoro… e cribbio!

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