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“Il segreto dei Marò”

Martedì 16 febbraio, alle ore 18,30 presso la libreria Todo Modo, via dei Fossi 15/R a Firenze, il Circolo Culturale “Piero Gobetti” promuove la presentazione del libro del giornalista Toni Capuozzo “IL SEGRETO DEI MARÒ” edito da MURSIA, alla presenza dell’Autore.

di Redazione Pensalibero.it | 14 Febbraio 2016

Il libro non è solo una precisa e documentata disanima di un gravissimo e drammatico episodio che ha creato una profonda crisi nei rapporti tra due Paesi “amici”, Italia e India, e che purtroppo pare ben lontano da una soluzione. È anche una sconsolante descrizione delle inefficienze, superficialità, incompetenze (colpose o dolose non sappiamo) degli apparati del nostro Stato, dal governo, alla diplomazia, ai vertici militari, di cui hanno fatto le spese due valorosi servitori dello Stato, i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che da ormai quattro anni si trovano incastrati in un gioco kafkiano e perverso nel quale nessuno dei protagonisti istituzionali, in Italia e in India, sembra interessato a rispondere alla prima fondamentale domanda: “colpevoli o innocenti?”, gettando così nel tritacarne le loro vite e il loro onore, di uomini e di soldati.

Il racconto di Toni Capuozzo, contemporaneamente preciso e appassionato, ci fornisce anche una fotografia del contesto politico e socioeconomico indiano ed italiano, utilissimo a dare una chiave interpretativa del come la vicenda si sia dipanata.

“Il segreto dei Marò” è stato presentato in molte città italiane, riscuotendo sempre grande interesse da parte del pubblico. A Firenze viene promosso per la prima volta e il Circolo Gobetti è particolarmente orgoglioso di avere ideato questa iniziativa, ringraziando sentitamente la libreria Todo Modo che la ospita.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, crisi, firenze, governo, india, italia, marò, soldati, soluzione

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Il segreto dei Marò

di Maurizio Careggio | 17 Agosto 2015

Le tappe e i protagonisti della scellerata vicenda di Girone e La Torre: De Mistura, Monti,Terzi, Di Paola, Passera e, non ultimo, Napolitano.

Toni Capuozzo, noto giornalista Mediaset, ha recentemente pubblicato “Il segreto dei Marò” per dimostrare innanzitutto l’innocenza di Salvatore Girone e Massimiliano La Torre. Solitario, encomiabile e generoso, Capuozzo ci offre l’occasione per ritornare su una vicenda certo intricata, ma dolorosissima e vergognosa, che ricordiamo dura da tre anni e mezzo. A fronte della dignità e del rispetto che i due Marò hanno mostrato e meritato, lungi dallo scorgere una soluzione in tempi doverosamente brevi, aldilà delle cialtronesche promesse dei governi affatto inabili che si sono susseguiti, l’Autore individua e denuncia le responsabilità di una classe politica che li ha totalmente abbandonati.

La sua è una documentata accusa a tutto campo. Polemizza sulla riconsegna all’India, richiamando la nostra Costituzione che è stata disattesa quando esplicita che neppure gli stranieri, accusati in patria, possono essere estradati se colà vige la pena di morte. Ricorda la negligenza di chi ai vertici aveva pianificato e comandava quella missione tanto da dimenticare le dotazioni (telecamera e macchina fotografica) previste nelle operazioni anti pirateria. Condanna i vertici militari e politici comportatisi come se i due fucilieri avessero realmente sparato su pescatori inermi e fossero scelleratamente da considerare colpevoli, visto l’impropria offerta di risarcimento economico ai parenti delle vittime,

Il libro, pare unico sull’argomento, scuote e sdegna. Non v’è motivo per dubitare delle tristi complicità, della manifesta superficialità e specialmente dei nomi che Capuozzo elenca: vuoi perché ci paiono ben si attaglino ad alcune figure già considerate in altri contesti, vuoi perché i citati personaggi non hanno ravvisato alcun dolo – hai visto mai – della propria immagine tale da rivolgersi alla magistratura o perlomeno alla stampa.

Steffan De Mistura, cavaliere di gran croce e commendatore, sottosegretario agli affari esteri del governo Monti. Diplomatico errante con carta bianca che le cronache davano sempre sul punto di quagliare, pronto al balzo risolutivo e regolarmente anticipato dagli indiani che gli alzavano l’asticella, piano, un poco alla volta. Pago degli appunti consegnatigli dall’ambasciata indiana in cui si assicurava che la pena di morte, da loro, viene applicata raramente.

Giulio Maria Terzi di Sant’agata, già titolare di molteplici titoli nobiliari, nondimeno cavaliere e commendatore. Nell’occasione fu ministro degli affari esteri dimettendosi in zona cesarini. Annunciò pubblicamente che i due fucilieri, trascorsa la breve pausa concessa, non sarebbero tornati in India: proprio Monti e il resto del governo lo smentirono la settimana successiva.

L’ammiraglio Di Paola più preoccupato dei suoi galloni da lustrare che della reputazione e della tradizione della marineria italiana. Come ministro della difesa bene avrebbe fatto a dimettersi dopo l’assenso alla riconsegna dei due militari all’India. Nemmeno ci provò.

L’ex presidente Napolitano, spesso acclamato come salvatore e garante del sistema, in qualità anche di capo della magistratura omise consapevolmente di richiamarla agli obblighi dell’azione penale e la contestuale apertura di un’inchiesta in capo ai due marò. Ciò avrebbe comportato il ritiro del passaporto, il divieto di espatriare, sottraendoli non tanto ai magistrati del Kerala quanto alla (ir)responsabilità dei governi italiani.

Non ultimo Passera, l’ex banchiere, che all’epoca in qualità di ministro montiano degli affari economici rammentò, in seno al governo, quanto meglio fosse privilegiare i rapporti d’impresa e le commesse coi partners di New Deli persuadendo – senza peraltro faticare – a sacrificare La Torre e Girone. Da notare che di questi tempi Passera prova ad indossare i panni del candidato sindaco a Milano per le prossime amministrative e per conto – addirittura – dell’intero possibile centrodestra. Meglio “sacrificarlo” per un candidato più affidabile. Chissà, magari capisce l’antifona.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, classe politica, costituzione, governo, governo monti, india, magistratura, marò, mediaset, milano, ministro della difesa, monti, napolitano, personaggi, soluzione, stranieri

Info Maurizio Careggio

Ex supplente, ex bancario, ex sindacalista Ugl. Nato a Milano e suppone che ivi, un giorno, decederà. Nel mezzo, già assai ampio e a cavallo di due secoli: il lavoro per sopravvivenza, la testimonianza cocciuta, lo sdegno fecondo, l’assenza di ottimismo, la passione che talvolta si fa ironia, egoista come si dice siano tutti gli uomini. E’ da tempo in attesa sulla sponda vana, ma non più impaziente dacché Roma non è più. Che varrebbe passare ora il Rubicone… C’è dell’altro? Certo: Possedere il cielo è nulla, conquistarlo è divino.

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