
Il grande Henri Poincaré diceva:
“La scienza è fatta di dati come una casa di pietre, ma un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa”.
La cultura occidentale, al pari di un mobile Ikea smontato, è un ammasso di conoscenze scollegate e peggio ancora incompatibili, che nessuno è mai riuscito a comporre in SISTEMA capace di proteggere i popoli, da epidemie, carestie e guerre.
La “cultura matrigna” tenta di assumere il controllo di Madre Natura, e riesce a fare persino meglio, ma solo in produttività di catastrofi.Cultura, politica, mercato e finanza si fingono da secoli persino SistemaGlobalizzato, ma non potranno mai garantire all’intera umanità qualcosa che sia veramente salvifico per tutti, perché profitti e garanzie sono riservati a poche decine di super Paperoni mondiali. Mentre costi e danni alimentano quotidianamente la competizione e la guerra tra tutti i 200 popoli del mondo.
È come se la scienza medica fosse riuscita a produrre in laboratorio ogni minimo particolare del corpo umano, persino meglio di Dio, ma non avesse ancora e non avrà mai, una razza di chirurghi capaci di assemblare i singoli organi fino a comporre un essere umano vivente e pensante. Come dire che la scienza è imbattibile nella produzione di mezzi; ma gli autisti per guidarli con intelligenza e in funzione del bene comune non li ha ancora inventati.
Quindi, essendo insufficiente il sapere umano, per produrre mezzi e patentare veri autisti, ogni minimo particolare della Scienza spacciato come parte essenziale del sistema Stato, è una truffa, è un costo, è un danno o peggio un crimine contro l’umanità che non vedrà mai quel costo tramutato in giustizia sociale, pace e qualità della vita.
Ora, grazie alla scienza, qualunque popolo si ritrova sul groppone un’accozzaglia conflittuale di istituzioni mangia soldi, pagate da 8 miliardi di umani, ma che fanno una fatica cane a conservare in vita persino i sacerdoti della cultura.
Tutti gli altri, come fossimo ancora uomini di Neanderthal alfabetizzati, restiamo affidati a Madre Natura, libera di accopparci, se e dove il mondo della cultura ha già distrutto le condizioni naturali per vivere, a colpi di epidemie, carestie, recessioni, devastazioni ambientali e guerre, tutto progettato “scientificamente” per arricchire Paperoni.
I miracoli di matrigna cultura sono tutti qua. Durante l’ultima pandemia, in aggiunta alle camionate di malati passati a miglior vita, la quantità di medici e infermieri che ci ha rimesso la pelle è a dir poco spaventosa. E tanto basta per capire che la cultura è un pessimo surrogato della natura. È un “sistema-non-sistema”, ma che ci costa quanto un super Stato.
La truffa culturale ormai vecchia di secoli andrebbe smascherata senza se e senza ma, perché gli addetti non si sono limitati solo a derubare i sistemi sociali di finanziamenti miliardari per scuola stampa e scienza; hanno alterato il rapporto numerico, “ignoranti-istruiti”, impoverendolo di veri lavoratori e imprenditori e arricchendolo di presunti o finti pensatori, e scatenando un uragano mondiale di flussi migratori alla ricerca di salari, e fuga di cervelli laureati a caccia di stipendi, che da oltre trent’anni fa più danni di una pandemia assassina.
Perché nessuno stato al mondo è in grado di integrare la marea di immigrati che gli arrivano e riprendersi tutti i cervelli che gli scappano.Qualunque sistema economico ha bisogno di tempo per adattarsi ad una forma di produttività diversa senza scoppiare. Altrimenti si trasforma come l’Italia in una giostra di matti e una montagna di debito pubblico crescente e impagabile.
Perché i poveri del mondo cercano l’integrazione economica, ma rifiutano in blocco quella culturale, anzi pretendono che sia il popolo ospitante ad integrarsi alla loro sacra cultura.
Insomma, prima ci convinciamo e meglio è. Se ad un sistema socio economico alteri velocemente la composizione delle classi sociali, perché l’istruzione obbligatoria tende ad impoverirlo di lavoratori e arricchirlo di pensatori, candidi qualunque popolo alla guerra civile.
Nel 1950 gli istruiti erano il 10% e gli ignoranti il 90%. Ora il rapporto è invertito: gli istruiti sono il 90% e gli ignoranti il 10%.I bisogni alimentari dell’umanità continuano a crescere perché la crescita della popolazione mondiale è inarrestabile.Ma l’istruzione obbligatoria non ha solo rallentato la crescita di addetti, l’ha fatta collassare.
I figli dei contadini pastori e pescatori ora tutti diplomati o laureati, coltivano, pascolano e pescano ma in poltrona aspettando lo stipendio. O in giro per il mondo a caccia di cattedre e scrivanie.Nessuna guerra atomica avrebbe avuto la forza di fare danni peggiori.
Chi pensa che la politica ha tutto ciò che serve per governare la Giostra dei matti, tappando a cambiali i buchi e le voragini da malacultura e famedica finanza, è un povero illuso.
Franco Luceri

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