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Il salto nel buio

di Giancarlo Magni | 23 Febbraio 2014

Renzi premier è il risultato dell’inadeguatezza del PD e di Forza Italia. Senza un rimescolamento delle carte non resta che fare il tifo per l’ex sindaco.

Prima segreteria del Pd - Conferenza Matteo RenziViste come si erano messe le cose al governo Renzi non c’erano alternative. Ma certo la sua riuscita è una grande scommessa. Diamo per scontato l’entusiasmo del premier e la sua buona volontà. Resta però da vedere se queste caratteristiche basteranno al Paese per uscire dalla palude. Prendiamo i due dicasteri chiave. Economia ed esteri. I prossimi mesi più che sull’avvio delle riforme si giocheranno su questi due versanti. Padoan è un ottimo tecnico che gode della fiducia dell’Europa ma proprio per questo difficilmente farà scostare il nostro Paese dall’ortodossia imposta dalla Germania tramite Bruxelles. E senza un allentamento dei parametri, su tutti quello del 3%, sarà estremamente difficile trovare le risorse per stimolare la crescita. Se poi Padoan, da sempre favorevole ad una patrimoniale, pensasse di applicare una tale misura si cadrebbe dalla padella nella brace. Situazione difficile anche alla Farnesina. Due grossi impegni sulla strada dell’Italia da qui alla fine dell’anno. La vicenda dei marò e il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea. Anche una sola brutta figura su uno di questi due fronti farebbe naufragare qualsiasi possibilità di ripresa. Speriamo di sbagliare ma non sarà facile per l’inesperta, giovane titolare del dicastero barcamenarsi fra questi Scilla e Cariddi. Staremo a vedere. Non c’erano alternative e queste sono le carte..

Bisogna domandarsi però perché siamo arrivati al punto di non avere alternative a Renzi.   E qui il discorso si fa tutto politico. A nostro avviso siamo arrivati a questa situazione perché i due maggiori partiti italiani, PD e Forza Italia, sono del tutto inadeguati alla bisogna. Il Paese sconta le loro gravissime insufficienze. Il PD ormai è diventato un’accozzaglia di piccoli cacicchi. Il modo con cui è stato fatto fuori Letta è incredibile. E’ stata messa in campo una spregiudicatezza come non si era mai vista. Al confronto i capi della vecchia DC erano dei gentiluomini in guanti bianchi. Il PD è una finzione politica che non potrà durare a lungo. Stessa cosa, sia pure per motivi diversi, per Forza Italia. Il partito della “rivoluzione liberale” è un qualcosa di unico al mondo. Un vecchio padrone, ormai prossimo agli ottant’anni, che riesce ancora ad ammaliare le persone con i suoi giochi di prestigio e che cerca di sopravvivere politicamente a se stesso. Tutta la sua azione ha questo unico fine. Attorno a lui un coacervo di uomini  e donne che si sono ritagliati un pezzo piccolo o grande di potere all’ombra del capo e che prima di cederne un pò sono pronti a vendere anche la mamma. Né al PD né a Forza Italia interessa niente del Paese e dei suoi problemi. Il loro essere e rimanere sulla scena impedisce anzi una qualsiasi evoluzione positiva della situazione. Sugli altri versanti non si vedono forze ed uomini tali da riuscire ad invertire il quadro. L’ideale sarebbe rimischiare le carte e distribuirle nuovamente. Se Letta ad esempio battesse i pugni sul tavolo e sbattesse la porta…..

A gioco fermo non resta che sperare nell’ambiziosissimo ex sindaco di Firenze. Fino ad oggi gli è andata bene ma ha sempre giocato su campi di periferia e non ha mai avuto davanti grandi avversari. Sul piano nazionale è una grande incognita. Speriamo bene.

Pubblicato in : Editoriale

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

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