Tredicesimo secolo : si sviluppa in città lungo la val di Bisenzio la fabbricazione dei tessuti. I lanaioli pratesi si specializzano nell’impiego della lana e si dedicano all’arte di calimala ( lavorazione per rendere i panni più morbidi e belli.)
Sedicesimo secolo : il sacco del 1512, consumato dalle milizie spagnole dà un duro colpo all’economia di Prato.
Da quel momento in poi è stato un continuo sviluppo del settore tessile con conseguente crescita economica della città. Un fenomeno che ha portato la città ad un livello di serie A con una forza economica da fare invidia a qualsiasi città del Nord, creando ricchezza, benessere ed occupazione, attraendo forze lavoro da tutte le parti d’Italia ed anche dall’estero. Tutto bene, fino a quando qualcuno decide di fare l’eroe, credendo di conoscere gli sviluppi dell’economia a livello internazionale, dichiarando che la Cina era un’opportunità. Oggi, gli amministratori locali e regionali, consapevoli delle improvvide previsioni sulla opportunità cinese, corrono , cercando di fermare l’acqua con le mani,
preoccupati, con le elezioni alle porte, mentre il mondo reale vive una fase drammatica.
Ventunesimo secolo: Prato ha subito un altro sacco. E’ singolare che questo sia avvenuto senza l’uso delle armi , ma con la quotidiana attività di amministratori proiettati verso il futuro avendo come riferimento le loro stesse improvvide previsioni.
I Socialisti per le Liberta’ chiedono al Governatore Martini: era difficile prevedere,
Che mai i cinesi creassero le opportunita’ per noi?
Francesco Mazzeo – segretario de “I Socialisti Per le Libertà”

Chi pretende di avere sempre ragione caro Puccio e’ in malafede in quanto dovendo vivere di politica, ma di una politica senza progetti, riesce a dichiarare cercando di convincere gli altri, che Cristo e’ morto nel sonno. Non si capisce per quale strano mistero e’ durata cosi’ tanto, ma ora e’ finita, e’ arrivato il momento di andare a lavorare. E solo lavorando questi signori potranno capire cosa vuol dire non contare piu’ niente in casa tua, dove anche il commercio e’ gestito direttamente dai cinesi , solo in Italia poteva accadere una cosa del genere.
A me sembra paradossalmente di vivere un razzismo al contrario.
Qualsiasi fenomnologia ,lasciata sviluppare senza controllo ,rischia ( ma è più una certezza )di sopraffare la realtà nella quale si è sviluppata. Adeso corri il rischio concreto,caro Mazzeo ,di passare per “razzista” ,secondo gli slogans di chi pretende di aver sempre ragione….