”Bambole non c’è una lira” diceva l’impresario alle truccate ballerine del teatro di rivista alla fine del numero. E si accontentavano di un applauso e di una promessa di paga. “Cittadini non c’è un’idea”, potrebbero dire molti abitanti di città e paesi che stanno per andare alle urne in giugno per rinnovare sindaci e giunte. Amministrative 2009 come un nuovo anno zero. Sembra che si debba ripartire daccapo. Anni e anni di governi locali sembrano essersi impantanati in immobilismi pseudo burocratici o in affarismi spinti, che poco hanno a che spartire con la buona sana gestione di un ente locale. In molte città anche simbolo e fregio di una consolidata buona amministrazione della sinistra (quando c’era la sinistra) sono alla prese con il rinnovamento anche delle persone che per anni hanno interpretato queste spinte al nuovo. Ci sono innumerevoli vicende di città grandi e comuni medio piccoli che testimoniano questo cambiamento. Attorno alla ex rossa Bologna ci sono almeno tre grossi comuni i cui sindaci lasceranno dopo un solo mandato e alcuni di questi in contrasto con il loro partito. Qualcosa vorrà dire. Nella stessa Bologna post Cofferati molti prevedono che nel 2009 si ripeterà quel che successe dieci anni fa con la clamorosa vittoria di Guazzaloca, che si ricandida. Ma prendiamo l’esempio di Firenze, città d’arte e di storia a valenza mondiale, universale, planetaria, e città patrimonio dell’umanità come recitano i soavi cartelli ai punti principali d’ingresso del centro storico. Firenze città di Lando Conti e di Giorgio la Pira dopo gli anni di Leonardo Domenici si affida adesso, via primaria clamorose, a Matteo Renzi (sconfitto Lapo Pistelli), cioè una figura totalmente nuova rispetto alla storia e alla stirpe dei vecchi rappresentanti del Pci, Pds, Ds Pd, come direbbe in quasi filastrocca il nostro Cavaliere. Un giovane che invece delle scuole di partito ha fatto il concorrente vincente alla ruota della fortuna. Vuoi vedere che il cambiamento interno anche al centro sinistra comincia proprio dai palazzi comunali e nelle città simbolo del delle antiche giunte di sinistra? Cosa pagano i vecchi sindaci e le vecchie giunte? Probabilmente la voglia di nuovo ma anche tanti compromessi che hanno portato città simbolo del Paese a un bivio: cambiare o lentamente disgregarsi. Firenze è molto cambiata anche sul piano urbanistico rispetto a pochi anni fa. Un’altra faccia in molti quartieri a ridosso del centro e dell’Arno. L’area dell’Isolotto è ancora tutta sotto sopra per via del nuovo ponte pedonale tra piazza Paolo Uccello e le Cascine, e della nuova viabilità su Viale Talenti. A proposito: bisognerebbe dare un premio a chi ha progettato la rotonda sul sottopasso in contromano di viale Talenti che crea talora coda fin quasi all’imbocco della superstrada che si connette all’uscita A1 di Firenze Scandicci. Ma è proprio difficile capire che una rotonda a sole due corsie ha difficoltà di smaltimento son flussi di traffico continui in ingresso? Domanda retorica. Tutta cambiata in zona Novoli l’ex area Fiat di Firenze Nord: viale Guidoni verso l’aeroporto Vespucci sembra un altro polo architettonico. Al posto delle fabbriche ora vi sono aule universitarie, centri servizi, banche alberghi e il nuovo avveniristico palazzo di Giustizia tutto acciaio cristalli e cemento a profilo di vele. Bello da vedere. In centro tra il Battistero e il Duomo vogliono farci passare la tramvia, e questo ha diviso e dilaniato la città. Tu tocca pure i dintorni di piazzale Michelangelo ma non toccare ai fiorentini quel quadrilatero che sta tra Ponte Vecchio, Signoria, Santa Maria Novella e piazza San Marco, che è il cuore della fiorentinità, patrimonio vero dell’umanità. Insomma ci vogliono le idee ma anche il rispetto per le immagini e le cartoline della tradizione che non valgono solo per i turisti ma prima di tutto per chi ci abita.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

A dimostrazione che il “vecchio” debba sparire soprattutto da Firenze ,per lasciare spazio ,nuovamente ,al buon senso ed alla capacità creativa dimostrata nei secoli.
Ma c’è da vincere la “gratitudine” per tutti gli appalti concessi (toh ,sempre allo stesso gruppo ),per le consulenze preziose anche se incompetenti ,e per i tanti anni di favori…sarà possibile?