Il simbolo e le liste autonome del PLI ritornano, dopo anni di assenza, sulla scheda elettorale di Camera e Senato. Ritenendo di fatto superate le coalizioni espresse dai vari laboratori politici che a danno dei cittadini da quasi due decenni si alternano nel malgoverno del nostro Paese il PLI ha accettato la sfida di creare, per la prima volta in Italia, un viatico liberale: una terza via per porre fine al duopolio deleterio del centro destra e del centro sinistra. In tutta Italia (salvo la Val d’Aosta) il PLI ha presentato liste alla Camera e al Senato, da solo, per dare “la possibilità ai cittadini italiani di scegliere tra l’oscurantismo bipartitico assistenzialista ed illiberale del PD e del PDL e l’unica vera forza liberale d’Italia”.
Dunque una scelta obbligata, dopo il fallimento di vari tentativi di alleanza. Per il segretario nazionale Stefano De Luca “ quella liberale intende porsi come una alternativa radicale di chiarezza e trasparenza, rispetto al pragmatismo, dai contorni confusi , dilagante, rimettendo l’individuo al centro della società e restituendogli in pieno la sovranità, prevista dalla costituzione, cominciando dalla reintroduzione del voto di preferenza”.
IL RITORNO DEL PLI
Liste alla Camera e al Senato per dare “la possibilità ai cittadini italiani di scegliere tra l’oscurantismo bipartitico assistenzialista ed illiberale del PD e del PDL e l’unica vera forza liberale d’Italia”.

Grazie al PLI un’alternativa da votare alla Camera soprattutto c’è. Poi dal 15 aprile bisognerà iniziare a ragionare in modo europeo se si vuole combinare qualcosa di buono e dare un’alternativa laica forte e credibile a questo deleterio bipartitismo PD-PDL.