Si e’ detto che la fine del secolo scorso e’ coincisa con quella del comunismo, che insieme al fascismo ha segnato la sorte delle nazioni e tragicamente le popolazioni europee.
Ma e’ proprio cosi’?
Il 2 dicembre ci saranno le elezioni in Russia ed i sondaggi d’opinione indicano il partito di Putin, Russia Unita con il 47-56% dei voti mentre quello comunista ha circa il 15%. La nuova legge elettorale voluta da Putin per eliminare l’opposizione ha innalzato dal 5 al 7% la soglia di sbarramento per entrare alla Duma.
Ironia della storia: sara’ il partito comunista a garantire il regime democratico come unica forza d’opposizione al partito Russia Unita di Putin. Guardando oltre la Russia ci si accorge che i partiti comunisti hanno una significativa presenza in tutti i Paesi dell’est Europa, e’ ormai il terzo partito italiano, governa in Indocina e uno stato dell’India, e’ popolare in tutta L’America latina, comanda a Cuba. Poi c’e’ la Cina. Il partito comunista e’ al potere in un Paese che e’ la seconda potenza economica, destinata a diventare la prima tra 15/20 anni per quando ha gia’ programmato una missione umana sulla Luna.
Se il comunismo fosse un bene di consumo da promuovere, le agenzie di marketing si scannerebbero per avere l’esclusiva.
Con un target del 70% della popolazione mondiale (tutti meno i mussulmani, capitalisti, cristiani sinceri e nordamericani), un brand
(la falce e il martello) noto come e forse piu’ della CocaCola, un messaggio conciso e diretto (ridistribuzione della ricchezza), il potenziale e’ immenso. Senza contare opportunita’ uniche di iniziative promozionali come quella suggerita dall’on. Diliberto di organizzare un tour della salma imbalsamata di Lenin nelle capitali europee, propio come la mostra itinerante della mummia di Tuthankamen che ha fatto tappa a Londra in questi giorni, attraendo 2 milioni di visitatori.
Il futuro dei rossi e’ rosa.
IL RITORNO DEI COMUNISTI NEL MONDO
Si e’ detto che la fine del secolo scorso e’ coincisa con quella del comunismo, che insieme al fascismo ha segnato la sorte delle nazioni e tragicamente le popolazioni europee.
Ma e’ proprio cosi’?
Il 2 dicembre ci saranno le elezioni in Russia ed i sondaggi d’opinione indicano il partito di Putin, Russia Unita con il 47-56% dei voti mentre quello comunista ha circa il 15%. La nuova legge elettorale voluta da Putin per eliminare l’opposizione ha innalzato dal 5 al 7% la soglia di sbarramento per entrare alla Duma.
Ironia della storia: sara’ il partito comunista a garantire il regime democratico come unica forza d’opposizione al partito Russia Unita di Putin. Guardando oltre la Russia ci si accorge che i partiti comunisti hanno una significativa presenza in tutti i Paesi dell’est Europa, e’ ormai il terzo partito italiano, governa in Indocina e uno stato dell’India, e’ popolare in tutta L’America latina, comanda a Cuba. Poi c’e’ la Cina. Il partito comunista e’ al potere in un Paese che e’ la seconda potenza economica, destinata a diventare la prima tra 15/20 anni per quando ha gia’ programmato una missione umana sulla Luna.
Se il comunismo fosse un bene di consumo da promuovere, le agenzie di marketing si scannerebbero per avere l’esclusiva.
Con un target del 70% della popolazione mondiale (tutti meno i mussulmani, capitalisti, cristiani sinceri e nordamericani), un brand
(la falce e il martello) noto come e forse piu’ della CocaCola, un messaggio conciso e diretto (ridistribuzione della ricchezza), il potenziale e’ immenso. Senza contare opportunita’ uniche di iniziative promozionali come quella suggerita dall’on. Diliberto di organizzare un tour della salma imbalsamata di Lenin nelle capitali europee, propio come la mostra itinerante della mummia di Tuthankamen che ha fatto tappa a Londra in questi giorni, attraendo 2 milioni di visitatori.
Il futuro dei rossi e’ rosa.

finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. Viva il comunismo! Viva il marxismo-leninismo! Viva Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao!
Se da oltre mezzo secolo il pensiero critico non si fosse affossato nei luoghi comuni, fino a rinunciare ad essere pensiero critico, forse milioni e miliardi di disperati non ricomincerebbero a guardare al comunismo come all’unica via d’uscita dalla storia coatta che stiamo vivendo. M.S.