“Può darsi anche che Veltroni riesca per lo meno ad aiutare la navigazione del governo Prodi oltre gli scogli referendari e per un altro tratto ancora. In questo caso i problemi saranno tutti per il leader del Pd”.
I repubblicani sono assai scettici sulla possibilità che l’attivismo di Walter Veltroni possa dare risultati per la riforma elettorale, per il suo partito e per lui stesso. “Veltroni è talmente sotto pressione- si legge in una nota diffusa dal PRI- che ci muove perfino simpatia e dunque non gliene vogliamo se in tanto attivismo gli sfuggono amenità tipo: “Non si può importare il modello elettorale ¬-si riferisce a quello tedesco – di un altro paese nel nostro”. Quando il primo a farlo è stato lui parlando di proporzionale alla spagnola”.
Fallimentare, secondo i repubblicani, l’esito dell’incontro del Sindaco di Roma con il leader di AN. “Fini ha visto Veltroni ma ci è parso pensare soprattutto a Berlusconi, prima chiedendo unità al popolo di centrodestra e poi caldeggiando un bipolarismo che non sembra offrire spazi proporzionalistici più ampi di quelli attuali”.
Dunque, “può darsi anche che Veltroni riesca per lo meno ad aiutare la navigazione del governo Prodi oltre gli scogli referendari e per un altro tratto ancora. In questo caso i problemi saranno tutti per il leader del Pd, perché se questo governo soddisfa le esigenze del Partito democratico, tanto da proseguire il suo mandato anche all’indomani del referendum, quando mai si vedrebbe “l’Italia nuova” chiesta a gran voce da Veltroni? Evidentemente l’Italia nuova è quella di Prodi. E quella promessa da Veltroni tra due anni apparirebbe già sufficientemente vecchia”.
Sulle consultazioni il PRI “sfotte” veltroni
“Può darsi anche che Veltroni riesca per lo meno ad aiutare la navigazione del governo Prodi oltre gli scogli referendari e per un altro tratto ancora. In questo caso i problemi saranno tutti per il leader del Pd”.

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