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IL RISO NON SI CUOCE CON LE CHIACCHIERE

Federico Baldini è andato al Tavolo dei Volenterosi e ci riferisce che “c’erano radicali, socialisti craxiani, repubblicani, liberali, cattolici liberali e tutti accomunati dal desiderio di mettere in soffitta questo sistema politico fatto solo di pietosi teatrini con attori di pessima qualità”.

di Federico Baldini | 1 Febbraio 2007

Lunedi’ scorso attratto dalla curiosità degli argomenti e dalla convinzione che questo convegno segnasse un passaggio utile per superare questo bipolarismo che non ha fatto altro che regalare all’Italia ingovernabilità e fine della politica ho partecipato al convegno dei Volenterosi.
Al di là delle singole proposte riguardo Welfare, Pubblica Amministrazione e Liberalizzazioni(le quali in grandissima parte mi hanno trovato concorde e che magari andrebbero approfondite in un’altra occasione) mi piacerebbe rendere partecipi tutti voi amici di Pensa Libero dell’atmosfera e delle sensazioni che questo convegno mi hanno trasmesso. Prima di tutto lo slogan molto azzeccato tratto da un proverbio cinese “il riso non si cuoce con le chiacchiere” e in questa mondo politico attuale dove si parla solo di contenitori, democratici o della libertà che siano, o di successioni come neanche nella monarchia britannica senza mai soffermarsi sui contenuti e sui problemi reali degli italiani mi è sembrato già un notevole passo avanti.
Il convegno nasce dall’idea di Daniele Capezzone, di Bruno Tabacci, di Nicola Rossi, di Antonio Polito e di Paolo Messa, direttore della rivista Formiche e già da qui si può notare come siano politici che oggi si trovano in partiti diversi dalla Rosa nel Pugno alla Margherita, all’Ulivo e all’UDC ma che tutti siano accomunati da una cultura riformista vera e da un’idea della necessità di modernizzazione dell’Italia. Gli interventi di Giuliano Da Empoli, che ha fatto una battuta strepitosa parlando della sinistra che da maoista si è trasformata in taoista poichè nulla vuole mai cambiare, di Francesco Giavazzi che ha dimostrato la solita lucidità e chiarezza, del giornalista economico Enrico Cisnetto(del cui intervento parlerò in seguito) e di Alberto Alesina in collegamento da Harvard solo per citare quelli che più mi hanno colpito sono stati tutti di livello notevole per conoscenza della materia e per originalità delle proposte.
Prima di tornare sul succo degli interventi, soprattutto di quelli di Capezzone, Tabacci e Cisnetto, vorrei dirvi chi c’era a questo convegno, che al di là della sala piccola la quale ha amplificato l’effetto folla ed il fatto che fosse dentro ad un convento il chè dava al tutto un’aria se non proprio giacobina almeno da giuramento della Pallacorda, ha visto moltissima gente parteciparvi. Al di là dei politici e personaggi noti che andavano da Giorgio La Malfa e Francesco Nucara del PRI, a Gianni De Michelis e Mauro Del Bue del Nuovo PSI, al ministro della Margherita Lanzillotta, a Marco Pannella, che si è fatto vedere solo fuori ma vabbè sorvoliamo, al Presidente della Provincia di Milano Penati, all’ex ministro Cirino Pomicino, a Vietti dell’UDC, a cani sciolti come l’ex sindaco di Milano Pillitteri, al radicale storico Cicciomessere fino a Marco Taradash mi ha colpito la gente che era presente. Non che non mi abbia fatto impressione vedere in una piccola sala tutti coloro che nel bene e nel male rappresentano gran parte del mondo attuale laico e riformista e gran parte della sua storia ma ancor più me ne fatta parlare con le persone che da Milano ma non solo erano venute piene di entusiasmo e di aspettative nei confronti di questo primo incontro dei Volenterosi. C’erano infatti radicali, socialisti craxiani, repubblicani, liberali, cattolici liberali e tutti accomunati dal desiderio di mettere in soffitta questo sistema politico fatto solo di pietosi teatrini con attori di pessima qualità. Moltissimi, come me e come noi, erano gli scontenti di questo sistema politico e quasi tutti sognavano un’unione di tutti coloro che l’Italia la vogliono cambiare e modernizzare liberi da queste coalizioni che ci hanno imprigionato. Per questo motivo credo che anche da questo convegno si debba ripartire con la proposta degli Stati Generali dei laici, dei liberali e dei riformisti(chiamiamoli volenterosi se vogliamo visto l’abuso che si fa della parola riformisti..). Capezzone nel suo intervento ha fatto una proposta molto interessante e che secondo me dovremmo fare nostra: una marcia degli outsiders, dei volenterosi, di coloro che in questo sistema non si riconoscono e nel quale non sono tutelati in nessun modo, una marcia che come quella dei quarantamila a Torino segni una svolta nella scena politica italiana ; proposta difficile da attuare ma nell’anno del bicentenario della nascita di Garibaldi forse qualche follia garibaldina noi laici ce la dovremmo anche concedere. Cosa è mancato, se non negli interventi di Cisnetto e Tabacci che hanno posto più o meno direttamente il problema, nel convegno dei Volenterosi? Non certo il coraggio di porre problematiche e soluzioni scomode e di dire le cose come stanno, accusando l’attuale maggioranza di governo di conservatorismo facendo il paragone, davvero imbarazzante per Prodi, D’Alema, Fassino e Rutelli, tra ciò che ha fatto Tony Blair e quello che sta facendo questo Governo ma un altro coraggio. Il coraggio di dire chiaramente che per portare avanti le proposte dei Volenterosi occorre una forza politica, un partito dei Volenterosi perchè le politiche, usando un’espressione usata dal Senatore Polito, senza un partito che su una precisa linea politica le porti avanti non verranno mai realizzate. Ecco è mancato il coraggio di dire senza peli sulla lingua che questo sistema politico è fallito e che è arrivato il momento che il simile politicamente stia con il simile perchè anche di think thank di questo livello ha bisogno la politica italiana ma ancor più di un qualcosa che riaggregando i veri riformisti rimasti senza casa dopo la fine della Prima Repubblica si rivolga a tutti coloro che vogliono cambiare l’Italia nel segno della modernità, della libertà e della giustizia.

Federico Baldini

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Puccio Cartoni

    2 Febbraio 2007 alle 19:25

    Si tratta di verificare se ciò che anima certi signori è il desiderio ( vero !)di “mettere in soffitta questo sistema politico fatto solo di pietosi teatrini “, oppure prevale il recondito interesse di togliere di mezzo gli “ attori di pessima qualità”diversi da loro . Personalmente ,la presenza di molti ,vecchi ,soliti noti non aiuta certo a risolvere il dilemma . Il nodo cruciale per risolvere le impasses mi pare proprio quello accennato da Baldini a conclusione del suo resoconto : “ un partito che su una precisa linea politica “ porti avanti proteste contro l’attuale sistema ma con proposte degne di seguito generale.
    La ipotizzata marcia – magari capeggiata dai soliti noti ,sia pure alternativi -resta in sé solo folklore ,senza la guida morale di una seria elaborazione politica. L’Italia non può aver come gravi problemi da risolvere solo i “ pacs “,la liberalizzazione delle droghe , la riforma delle pensioni dei soli lavoratori (sapete quanto valgono le pensioni onorevoli ?) ,la santificazione dei clandestini o la base di Vicenza ……

    Rispondi
  2. Federico Baldini

    2 Febbraio 2007 alle 17:54

    Secondo me la grande sfida è proprio questa: riuscire a rioccupare quello spazio politico che storicamente hanno occupato i partiti laici e il PSI di Craxi attuando un’OPA ostile nei riguardi di quell’elettorato laico e riformista che oggi vota con pochissima convinzione per il centrodestra o per il centrosinistra. Io sono convinto che lo scontento nei confronti dell’attuale classe politica sia enorme e che l’elettorato che non ne vuole più sapere nè di Berlusconi nè di Prodi sia una percentuale considerevole. Sta a noi intercettarlo e farlo contare nella politica italiana. Anche negli anni ’70 sembrava inevitabile che il PSI e i partiti laici come PRI e PSDI dovessero finire schiacciati nella morsa del compromesso storico tra DC e PCI ed invece grazie al coraggio politico,anche magnificamente corsaro, di Bettino Craxi e alla statura politica e culturale di Giovanni Spadolini gli anni ’80 non segnarono la fine dei laici e dei riformisti come molti avrebbero pronosticato negli anni ’70 ma la loro, la nostra, età dell’oro.

    Rispondi
  3. carmelo latino

    2 Febbraio 2007 alle 17:44

    Condivio l’ansia dei riformisti storici, all’area dei quali mi sento di appartenere. Ma l’esperienza di questi ultimi torbidi anni mi porta a pensare che una fusione tra simili dell’uno e dell’altro schieramento (non esistendo spazio poliktico per una pposizione terza) equivale, come è avvenuto finora, a compiere il primo passo irreversibile per essere fagocitati dalla sinistra egemonizzata dagli eredi del pci.

    Rispondi
  4. alberto

    2 Febbraio 2007 alle 15:25

    in altre occasioni pensalibero ha stimolato i suoi lettori/ sostenitori ad essere più concreti e pragmatici: meno chiacchiere e più fatti. Allarghiamo l’appello ai Volenterosi in modo che diventino anche “operosi”: si provi a dare gambe ad un progetto per una nuova Politica che porti il nostro paese nel novero delle democrazie e dei paesi “seri” non in grembo di uno dei due Poli ( di solito quello che “paga” meglio). Persone, Programmi, Metodi ed Etica: coraggio!

    Rispondi
  5. carola

    2 Febbraio 2007 alle 08:02

    Nemmeno io capisco niente di politica. Sopratutto di questa politica. Di questa coalizione e di questa opposizione e di tutti questi bla bla mediatici.
    Mi è più facile seguire il percorso dei “Centouno” attraverso le periodiche news. La riunione dei “volenterosi” di cui si parla nell’articolo mi ha incuriosito perchè mi è sembrato di trovare molte idee di base in parallelo a questo gruppo. La prima avventata conclusione è: “prendiamo contatto, dialoghiamo”, ma non sempre, in politica ciò che sembra è ciò che è. Al di là dei facili entusiasmi, però io i “volenterosi” li terrei d’occhio.

    Rispondi
  6. mari

    2 Febbraio 2007 alle 01:22

    ancora io, l’ho già detto in un altro mio commento che…non ci capisco molto di politica, un pò perchè non ho abbastanza… cultura e un pò ho l’impressione che molti argomenti siano trattati volutamente in modo poco semplice in modo che la “massa” non…indaghi. Logicamente non mi riferisco a Voi che anzi mi aiutate a capire, per quanto posso, ma ai politici. Ho timore che si formi una terza coalizione, un terzo polo, indipendentemente da quale sia, perchè mi verrebbe sempre il dubbio che venga “corteggiato” da uno degli altri due e… ceda per interesse ma non quello del popolo. Mi scuso se il mio intervento non è proprio appropriato ma credo che se si è volenterosi…ognuno cominci a cambiare qualcosa nel proprio partito senza auspicarne altri che già ce ne sono troppi !

    Rispondi

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