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Pole Veronica essere uguale a Silvio?!

No, infatti lei dialoga con Cacciari e lui con la Yespica (che fica) di Chi.Bo.

di Chiara Boriosi | 1 Febbraio 2007

Lo confessiamo con assoluto narcisismo: ebbene sì, Veronica Berlusconi, prima di scrivere la lettera a Repubblica dove chiede al marito pubbliche scuse per le pubbliche offese ricevute, si è letta tutto l’archivio della nostra rubrica Pole la donna essere uguale all’omo?! E si è, come dire, galvanizzata. Perché ha scoperto di non essere sola, ma di godere invece – ahimè – della solidale compagnia di molte donne che ogni giorno si scontrano, e di solito hanno la peggio, con uomini vanesi, arroganti, infantili, immaturi, pronti a qualunque scempiaggine per un paio di tette, se rifatte ancora meglio. Insomma, la signora Berlusconi ha scoperto la Sindrome dello Sbi, da noi analizzata in una memorabile puntata che ci è quasi costata un linciaggio sulla pubblica piazza di questo sito. Ed è passata al contrattacco, potendo godere, diciamolo, di una ribalta mediatica che a noi comuni mortali è del tutto proibita.
Ah, la finezza della signora, che sceglie il quotidiano acerrimo nemico del marito, per sputtanarlo perbenino. Ah, la sobrietà di uno stile che dovrebbe essere posto ad esempio in tutte le scuole, come nuovo modello epistolare dopo quello ormai obsoleto di Madame de Stael. Ah, il sublime riferimento ad un romanzo di Catherine Dunne, La metà di niente, vero cult delle donne del terzo millennio che su quelle pagine hanno pianto, hanno riso, hanno ritrovato forza ed orgoglio, hanno visto uomini resi omuncoli dalle loro miserie, ed hanno scoperto di essere non più una parte di un’entità devastata dall’altrui egoismo, ma un tutto forte e consapevole delle proprie capacità.
Mai vendetta fu più raffinata, mai battaglia per il diritto al rispetto fu condotta più magistralmente di questa, mai lezione di vita, di stile e di valori fu impartita con maggiore incisività.
E mentre i forzisti – un nome, un programma – gridano “Complotto” come un noto comico, i commenti si sprecano, i siti di gossip vanno in tilt, l’acida battuta di Cacciari sul cattivo gusto del Cavaliere rimbalza su ogni agenzia, ma in realtà, oggi, a godere veramente siamo noi. Le donne, quelle che non possono scrivere a Repubblica e nemmeno al Bollettino delle casalinghe, a dire il vero; quelle che non sono Veronica ma si sentono esattamente come lei; quelle che hanno ingoiato umiliazioni e tradimenti senza potersi lamentare se non con le amiche: ma vuoi mettere la gogna mediatica?! Una soddisfazione senza pari. Soprattutto mentre si discute di Pacs e Berlusconi si erge a paladino della famiglia: sì, di quella degli altri. Generoso come sempre, il Cavaliere.
Di recente, abbiamo espresso la nostra stima per la signora Berlusconi a proposito di sue passate prese di posizione, soprattutto sulla Legge 40, ma oggi, ecco oggi vogliamo applaudirla pubblicamente, e sentirci sommessamente orgogliose di questa sua uscita pubblica: perché Pole la donna essere uguale all’omo è diventato Pole Veronica essere uguale a Silvio?! La risposta è, ovviamente, no. Veronica è molto più intelligente, non c’è dubbio. E dunque, con vera ammirazione: chapeau, signora.

Chi.Bo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Antonio Dani

    4 Febbraio 2007 alle 20:02

    Caro Franchini,
    dici che metto troppo carne al fuoco, può darsi, ma mi risulta intollerabile che persone intelligenti siano completamente abbindolate nel neo-conformismo, il quale si rivela di una leggerezza così greve da farmi rimpiagere i vetero conformisti. Non riconoscere il neo conformismo significa tagliarsi ogni possibilità di manovra anche e soprattutto nel prendere le distanze dall’annosa querelle destra-sinistra, che ormai non produce più niente. Anzi, i neoconformisti, che sono molto peggio dei neo-con, pensano d’aver trovato la formuletta facile per ridurre tutte le battaglie a uno schemino collaudato. Senza considerare ad esempio che quando la diversità avrà trionfato, si stratificherà come normalità della diversità (gen. sogg.), senza considerare altresì il problema dei problemi, ossia il costituirsi automatico delle gerarchie che riporta la questione a zero. Io non voglio fare sfoggio, odio i maestrini e se tale appaio, trattami male. Ma si sentono e scrivono cose che sono veri sfondoni, accumuli di superficialità e ingenuità da ragazzini a cui non si può non reagire. Chiara è una persona intelligente che basta provocare un attimo perché il vestito che s’è cucita addosso le risulti troppo stretto, e lei lo sa bene, molto bene. E allora diamo fuoco al meglio che ciascuno ha dentro, sennò sembra d’essere al catasto. Il mio “Pensa Nulla” non è altro che questa protesta. Quanto all’invito a prendere in seria considerazione i miei interventi, ti ringrazio, ma per primo devo mettere in guardia da me stesso, spesso dove sembra che bolla ciccia potrebbero esserci solo rape. Spesso, ma non sempre. Antonio Dani

    Rispondi
  2. franchini

    4 Febbraio 2007 alle 18:53

    Chi. Bo., Chi. Bo.,
    debbo ritenere, che stretta da Dani e franchini –ma, lo sai che con te, qui, amo giocare- tu abbia avuto un sussulto di insofferenza.
    Mi scuso, comunque. Non sono stato chiaro. Eccessivamente sintentico. Il mio intervento c’entra. E come!
    In effetti qui tu dici di Veronica e Silvio: quindi affronti e pubblicizzi –affermo: pubblicizzi- questa improvvisata, studiata e convenuta per quattro gorni con il direttore di Repubblica, lagnanza femminile.
    In altra sede, cui rimandi, provochi un discorso sui pacs (qui debbo asserire il mio pensiero sulla evidenza economica -e sola- dei pacs -; non ci prendiamo in giro, per cortesia, offendendo la libertà delle persone che è discorso molto più serio e che implica un complesso di interventi codicistici, a volte pure impossibili da raggiungersi per le diseguaglienze economiche). Anche qui, scherzosamente o non, disquisendo e fomentando problematiche di “attualità”.
    Consentimi di chiedermi, di chiederti (ed ho fatto preciso riferimento al 1981) se questo dialogare incessante su cose molto minime non nasconda o possa nascondere le deviazione da fatti che interessano in maniera incidente la società e la politica italiana. Non, quindi, rivendicazioni femminili o pretese pseudo libertarie (!) –sia ben chiaro, rispetto la vita e la scelte di tutti di tutti; ripeto le scelte, quindi intrise e provenienti dalla cultura del sapere!-.
    Ironizzare, come fai con destrezza e sapienza, non significa ignorare. Anzi, a volte ha la funzione, anche inconsapevole di esaltare.
    Trovo quindi fuorviante la tua osservazione –poichè sei persona di alto profilo- che slega i vari eventi alla mia dietrologia.
    Mi spiace esser serio. Qui vengo per leggerti come tu vuoi, con animo leggero. Ma, a volte, occore mettere misura alle cose.
    Chiedo ancora: cosa dobbiamo aspettarci emergente e sconvolgente tra i fumi del nostro discorrere: un governo diverso, la grande coalizione? Il cambio dei vertici delle … (tutto è sospeso e confuso, nascosto, tra Vernica e Silvio, tra i pacs)
    Approfitto. Non me ne vorrà l’acuto Dani se osservo che infonde troppa cultura nei suoi interventi. Chiedo: insegue i chi o quanti possono equivocare che “pensa nullo”, nella sua forma negativa, esalti e riconosca la qualità eccellente della composizione redazionale, dei suo estensori, del suo direttore?
    Dani va letto attentamente. Chiede troppo. Però insegna. Mi insegna a riflettere e ricordare.
    Caramente, con un bacio (posso?) a Chi. Bo., cui dedicherò il mio prossimo scritto.
    franchini

    Rispondi
  3. malabrocca

    4 Febbraio 2007 alle 16:27

    Sono stato tre giorni in montagna, dove non arrivano i giornali, dove evito di accendere la TV e dove non porto in PC.
    Vi assicuro, potete non crederci,ma vi assicuro che di Silvio e di Veronica proprio ma proprio non me ne poteva importar di meno.
    Splendeva un magnifico sole , gli uccellini cinguettavano di primavera, sotto di noi, sicuramente come monito, dominava un “lago di nebbia, sembrava ovatta che copriva il chiasso mediatico e non lo volesse far emergere.
    Poi d’ un tratto apparve nel celo un falco che si mise a girare intorno, bellissimo, ero affascinato da tanta eleganza e da tanta maestosità.
    Quanto è bella la natura quando l’uomo non ci mette mano.
    Un attimo, quasi un sibilo, il maestoso rapace in picchiata, a pochi passi da me, aveva colpito nel pollaio di un vicino e riprendeva quota con un certo affanno, portandosi dietro un enorme pollo.
    Ecco ho pensato,chissà perché, non bisogna mai fidarsi di chi fa la “ruota” e si mostra disinteressato ed elegante, quando meno te lo aspetti ti fa fare la fine del pollo.

    Rispondi
  4. Antonio Dani

    4 Febbraio 2007 alle 15:31

    Ma certo! E chi vieta di pensare che nato Gesù, Giuseppe sia corso al Gran Sinedrio per chiedere il divorzio, ma là ha incontrato Pecos Bill che lo ha invitato a una gita sulla Senna dove Baudelaire li aspettava con la cocaina nel panciotto regalato da Gengis Kahn, ecc….continua tu cara e simpatica, Chiara, signora del libero pensiero ironico e diverso. A.D.

    Rispondi
  5. ChiBo

    4 Febbraio 2007 alle 11:41

    Dunque, in questa pagina di Novella 2000, con un nome antico e fuori moda, forse vi è sfuggito qualcosa. 1. Di Pacs si parla altrove, dunque chi ha qualcosa da dire su questo argomento lo faccia nello spazio dove si sta svolgendo un dibattito sul tema e le opinioni di tutti vengono accolte. Perchè saremo anche fuori moda e fuori tempo ma, che volete farci, ancora crediamo nella libertà di espressione. 2. Sono costretta a ripetere per l’ennesima volta che questa è una rubrica ironica e, in quanto tale, “forza” gli aspetti della realtà per farne una lettura diversa, non migliore o peggiore, solo diversa. 3. Non essendo nessuno di noi nè Veronica nè Silvio, non possiamo realmente sapere cosa intercorra fra loro, ma potrei, con la stessa veridicità di chi afferma il contrario, dire che chi non vede in quanto successo uno scambio di messaggi cifrati su privati interessi familiari commette un grave errore. E allora?! 4. Last but not least, sarebbe stato da parte mia “imperdonabile” non cogliere un simile assist: Veronica scrive una puntata di questa rubrica ed io non la pubblico?! Via…

    Rispondi
  6. Antonio Dani

    4 Febbraio 2007 alle 10:35

    Sì, onesto Franchini, attendersi novità in Italia è pura follia. Lo vedi. Una volta c’erano “Sogno”, “Confidenze”, “Grand Hotel”, “Novella 2000”. Ora c’è “Pensalibero”, e guarda che non è una battutaccia di chi si crede superiore. Informazione e scolarizzazione hanno scaltrito temi e interventi, ma la qualità contestuale, il rapporto intellettuale e emotivo sono identici. Pensiamoci bene, anche la denominazione “Pensalibero” è attardata, rincorre la figura ottocentesca del libero pensatore, che allora aveva un senso, ma oggi? Forse sarebbe preferibile “Pensa Nulla”. Che si parli di Veronica e Silvio è tristissimo, che non se ne intuisca la sceneggiata prefabbricata induce al suicidio. A.D.

    Rispondi
  7. franchini

    4 Febbraio 2007 alle 00:24

    “Pole Veronica essere uguale a Silvio?!” e “Veronica e Silvio: per favore non scherziamo” : due scritti di angolazioni diverse cui, riferendomi anche alla nutrita dialettica sui pacs, rivolgo questa nota “dietrologica”.
    1981, Vermicino. Mentre si soffrivano le sorti dello sventurato Alfredino, tutti distolti, si andavano a consolidare, sotto silenzio, eventi imprevisti –per qualche senso “anomali”- che portarono alla Presidenza Spadolini, dopo quasi 35 anni di governo DC.
    2007. Si dibatte con dispute da stadio sui pacs. Tutti attenti –in verità confusi tra libertà, consapevolezza, trasgressione, moda, condiscendenza, responsabilità- alla salvaguardia dei “valori” propri; dell’incolto “così è se mi pare”. D’improvviso, l’ulteriore disputa –preparata e organizzata, come documentata e asserita-. E precipita il livello della attenzione, della guardia sociale, poltica. Le povertà –l’impossibilità a vivere civilmente in un paese civile di pacs e liti familiari da serie televisiva americana- aumentano. Le dignità degradano. La maggioranza parlamentare “prende atto” delle risoluzioni adottate dal suo governo.
    Quale sarà la “novità” di domani? In Italia, anno 2007.
    Attenderla è follia?
    franchini

    Rispondi
  8. Gabriele Ariola

    3 Febbraio 2007 alle 19:14

    Sbagli.
    La morale è che Veronica ha concordato tutto con Silvio e che io ho problemi più seri di cui occuparmi.

    Rispondi
  9. ChiBo

    3 Febbraio 2007 alle 19:07

    Dunque la morale sarebbe: chi la fa l’aspetti, oppure chi di spada ferisce di spada perisce…avverto un sentore di maschilismo strisciante. Sbaglio ?!

    Rispondi
  10. Gabriele Ariola

    2 Febbraio 2007 alle 23:40

    Il Cavaliere è sempre stato un pò esuberante.
    Prima di divorziare,intratteneva ottimi rapporti con un’attricetta,tale Veronica.

    Rispondi
  11. malabrocca

    2 Febbraio 2007 alle 08:52

    Io eviterei di prendere SB come esempio del bullo nostrano.
    Egli dimostra in ogni occasione di essere quello che a Roma chiamano “burino rifatto”, tanti muscoli, nel suo caso soldi, niente cervello.
    Apre bocca e dà fiato, senza mai curarsi delle conseguenze, tanto poi ha sempre la possibilità di smentire e retificare, con tutta la forza dei suoi media servili ed accondiscendenti.
    Non a caso per tutta la giornata della pubblicazione della lettera della moglie, nessuno dei suoi mezzi di informazione ha ripreso uno scoop uscito addirittura in prima pagina su Repubblica.
    Detto questo, un uomo come lui, al di la del suo potere, finanziario, politico e mediatico, mi fa tanta pena.
    Spero per noi, che la signora Lario, che ha dimostrato tanta tenacia e tanta determinazione, lo possa perdonare, perché potrebbe incattivirsi e e col suo smisurato potere, possa fare a questo paese ancora più danni di quelli che già ha fatto.
    A questo punto, penso che solo una donna siffatta,possa tenerlo a freno.

    Rispondi

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