
Poche speranze, almeno per il momento, di assistere a qualche inversione o correzione del mercato, che vive una paura latente e un aumento del risk off, con i rendimenti dei titoli di stato americani che, sul decennale, hanno raggiunto il 4.7%. La tensione si percepisce, non tanto sul mercato azionario, dove comunque c’è un andamento misto, irregolare e quindi bilaterale, ma sul mercato dei cambi dove il dollaro non accenna minimamente a scendere. Dopo una correzione, infatti, durata lo spazio temporale di una seduta, il mercato ha ricominciato ad acquistare valuta americana, senza soluzione di continuità, tanto che ieri l’andamento ha portato l’EurUsd a perdere 140 pips, da 1.0600 a 1.0460, con una pressione in aumento e target possibili anche a 1.0400 nel breve termine. Medesimo andamento per la sterlina che aveva, venerdì, toccato anche 1.2270, tornando però velocemente sotto 1.2100 e possibili obiettivi in area 1.1970. Sul fronte delle notizie, a sostenere i mercati azionari, e forse anche il dollaro, le notizie di accordo temporaneo al Congresso per mantenere i finanziamenti al Governo Usa per altri 45 giorni. Sul fronte dati ha aiutato il biglietto verde anche il dato sull’Ism manufacturing Pmi americano, uscito migliore delle attese.
RBA LASCIA INVARIATI I TASSI.
Sempre sul fronte dei cambi, discesa per il dollaro australiano, dopo che nella notte, la Rba ha mantenuto il tasso di sconto al 4.1%, nella prima riunione sotto il nuovo Governatore Michele Bullock, portando così a quattro le sedute senza rialzo del costo del denaro. In ogni caso nello statement si legge che potrebbe essere necessario rialzare ancora i tassi nel prossimo futuro per riportare l’inflazione nell’obiettivo 2-3 per cento per la fine del 2025. AudUsd sceso a 0.6317, quasi 200 pips pari a oltre il 3% di discesa da venerdì, quindi in meno di due sedute operative complete. 150 pips di discesa anche per NzdUsd arrivato a ridosso dei supporti chiave di 0.5855. Sceso anche il cross AudNzd sotto quota 1.0700. E il tutto mentre il UsdJpy è ormai a 150 Jpy per dollaro, con possibili interventi della Boj che però, da quando c’è Ueda governatore, non è ancora intervenuta a sostegno della valuta nonostante le ripetute minacce. Vedremo fino dove, la speculazione, spingerà e tirerà la corsa. Ma il mercato da questo punto di vista, diventa intrigante. E non dimentichiamoci ì che venerdì è giorno di Payrolls.
Saverio Berlinzani

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