• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il rischio debito sfida i mercati

Un futuro radioso, ma in soli tre mesi e mezzo sono stati aggiunti 28 miliardi al debito, facendolo salire al 132,8% del Pil. E’ il biglietto da pagare per un selfie tra promesse e “numerini”.

di Beppe Facchetti | 21 Aprile 2019

Secondo Tria, va bene cosi. Il Pil è crollato quasi a zero, ma non occorrono correttivi. Vietato, sotto elezioni, parlare di manovra aggiuntiva, patrimoniale, aumento IVA pur già preventivato. Anzi: semaforo verde alla riduzione delle tasse, senza preoccuparsi della contraddizione tra aliquota piatta e progressività.

Un futuro radioso, ma in soli tre mesi e mezzo sono stati aggiunti 28 miliardi al debito, facendolo salire al 132,8% del Pil.  E’ il biglietto da pagare per un selfie tra promesse e “numerini”.

L’avevano definita una manovra “espansiva” perché metteva nel circuito i 7 miliardi del reddito di cittadinanza (per quota 100, solo le liquidazioni parziali). E guai a chi lamentava, come Confindustria e Cisl, che allo sviluppo erano state lasciate le briciole. Gente dal cuore duro, che ignorava la povertà proprio mentre la si poteva abolire per decreto…

Ora è invece il Def firmato dal Governo, non dai gufi, che ci racconta la nuda verità: le due misure bandiera, quelle che “mantengono le promesse”, e lasciano perdere bazzecole come il lavoro, gli investimenti e l’occupazione, non danno sviluppo, e (tabelle DEF) ridurranno il tasso di occupazione di 0,2 punti e aumenteranno la disoccupazione di 0,3. Del resto, come creare occupazione se si decide di sussidiare quelli che non lavorano e mandare prima in pensione quelli che lavorano? I pensionati non possono essere sostituiti automaticamente da giovani alla prima esperienza. In tempi buoni, il tasso di sostituzione è di 1 su 3, ma da noi – unici in Europa – è arrivata la recessione.

Avessimo almeno speso tutti questi soldi per fare davvero il famoso cambiamento, la cosa avrebbe un senso. Invece la Fornero è intatta, ci siamo regalati un paio di condoni, il reddito rischia di perdere la partita con il lavoro nero, la tassa, per non costare uno sproposito, richiede cancellazioni che susciteranno resistenze furibonde.

Conte osserva che è sbagliato fermarsi al primo semestre perché da giugno fioriranno le rose, ma Tria ribatte che occorrerà un gran secondo semestre già per stare a livello +0,2. Il pensoso Toninelli, in Tv, ci fa notare che era già stato detto che le misure chiave erano finanziariamente insostenibili. Invece sono state fatte. E allora sarà realizzato anche il rilancio per il 2020 che oggi sembra impossibile, anzi si troveranno i 46 miliardi (per Iva e tasse ridotte) da aggiungere a quelli correnti. Il bello del DEF è che non deve parlare di coperture. C’è cosi chi ancora attende i 70 miliardi di sprechi e privilegi da tagliare in poche settimane, previsti nella campagna elettorale 2018.

Ma c’è una differenza tra il primo giro, a Governo appena avviato, e il secondo, quello da percorrere con il nuovo debito sul groppone, 5 miliardi di interessi aggiuntivi da pagare, e il più alto spread del continente (sta allargandosi quello con Portogallo e Spagna, altro che Germania…).

Al secondo giro, innanzitutto potrebbe mancarti la compattezza della maggioranza parlamentare se i risultati elettorali sono diversi tra le due componenti, ma soprattutto sono i creditori che ti chiedono il conto.

Con 2363 miliardi di debito, in crescita, sono loro – i creditori – il vero ostacolo al libro dei sogni.

Salvini e Di Maio sperano che dopo le elezioni sia possibile scorrazzare tra nuovi debiti, perché cambierà secondo loro la geografia politica dell’Europa, ma sbagliano innanzitutto perché un’Europa sovranista sarebbe ancor più esigente verso l’Italia. Meglio quella tradizionale, più sottilmente politica.

Ma chi ha in mano il nostro debito, e vede le nostre Banche stracolme di titoli deboli, non fa ragionamenti politici.

Saranno i mercati, liberi di decidere quali speculazioni sono più attraenti e convenienti, ad aggredire un Paese che fa debiti per coprire spesa corrente e per abbassare le tasse.  Troppo facile.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, campagna elettorale, confindustria, elezioni, europa, futuro, giovani, governo, iva, lavoro, manovra, mercati, misure, patrimoniale, pensionati, pensione, recessione, risultati elettorali, soldi, spagna, sviluppo, tassa, tasse

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti