Lunedì 16 ottobre ricorre il primo anniversario della scomparsa del dottor Pino Passetti – marito di una nostra cara amica, Maddalena Gentile – già primario di dermatologia all’Ospedale di Prato. Si godeva i primi anni di pensione quando ci ha lasciato.
Livornese puro sangue, colto, ma non esibizionista, umorista nato, goliardo con gli amici, dirigeva il suo reparto con molto rigore esigendo rispetto per l’ambiente di lavoro e per il personale. Aveva fatto apporre sulla vetrata dell’ingresso questo avviso:
“ Sono da respingere, con cortese ma totale fermezza, quelle richieste che suonano: “Mi dia un’occhiatina, tanto è roba da poco. “Mi guardi magari nel corridoio” “Mi dia una pomata per le bolle”- e aggiungeva :”Le persone che fanno questi discorsi sono leggere e quindi pericolose. Proprio a maggior ragione per queste persone ci vuole il posto giusto, il tempo giusto, la richiesta, il ticket, l’appuntamento, la compilazione di una cartella ecc.ecc.”
Vinse il concorso per primario: Conscio della professionalità acquisita sul campo, utilizzò un metodo semplice per affermare il suo primato: affisse dietro la scrivania un cartello con il suo curriculum, le sue ricerche, le sue pubblicazioni, con il calcolo del presunto punteggio totale, poiché confidava nelle chiacchiere che avrebbero fatto i propagandisti scientifici dei medicinali ai suoi colleghi sparsi in Toscana. Un discreto numero di colleghi rinunciarono al concorso.
Aveva la penna facile ed era un ottimo divulgatore della sua materia. Ha pubblicato “Venere pericolosa – Tutto quello che dovreste sapere sulle malattie veneree (Sansoni 1972), ottimo libro per i giovani, visto che nelle scuole vige un tabù permanente sull’argomento; “Quando l’amore fa ammalare, (Lyra libri 1986); “AIDS- la grande paura (Oscar Mondatori 1985, uno dei primi libri sull’argomento diretto al grande pubblico; “Alla luce del sole- fatti e misfatti dell’abbronzatura (Le Lettere 1994) con dedica alla moglie Maddalena che- scrisse- è sempre abbronzata.
Nel 1995 ha pubblicato per i tipi della Loggia dei Lanzi “magistrati alla deriva.Traggo dalla recensione che feci per la cronaca di Prato il motivo di quel libretto:
“I magistrati mi fanno venire in mente una storia futuribile, che forse pubblicherò e che potrebbe intitolarsi “La rivolta degli anestesisti”. Io da dermatologo ho un profondo rispetto per questa categoria. La loro attitudine a problemi internistici, medici, chirurgici, cardiologici desta la mia ammirazione. La loro capacità in medicina d’urgenza me li fanno apparire quasi dei supermen, proprio come una volta i giudici. Non esercitano la libera professione e guadagnano statisticamente meno degli altri medici. Non appaiono ma sulle cronache dei grandi interventi: i mezzi di comunicazione parlano soltanto del grande luminare, mai di loro: se un giorno dovessero guadagnare il triplo e fossero oggetto di interviste, si sciuperebbero. Vorrebbero interferire nei lavori degli altri specialisti e sarebbe la rivoluzione, anzi la confusione totale nelle corsie e nelle sale operatorie”
Il libro uscì quando ancora le nebbie di tangentopoli non si erano diradate del tutto e allora inventò la storia di una crociera nei mari del sud riservata ad un gruppo consistente di magistrati. Purtroppo un incendio obbligò gli illustri passeggeri a ritrovarsi naufraghi in una ubertosa isola. Finalmente rifocillati e ambientati, però cominciarono a dare segni di impazienza: volevano giudicare il prossimo, cominciarono a mandarsi avvisi di garanzia l’un l’altro”Vi furono anche molti casi di onanismo, cioè di magistrati che in piena solitudine inviavano avvisi di garanzia a se stessi
Si svolgevano anche ludi culturali, come i littoriali , da loro chiamati “Aprioristiche” Questi i titoli di alcuni saggi “Perché? Perché sì!” ; “Tira diritto collega, tanto il più pulito ci ha la rogna.”
Ad un certo punto si parla di una epidemia di borelliosi. Il lettore pensa al noto magistrato di Milano, quello del “Resistere”, Resistere”,Resistere”.Invece in nota si precisa:non si tratta di una finzione letteraria: La borelliosi, è una reale entità clinica. Trattasi di un’affezione provocata da puntura di zecca che trasmette una pericolosa spirochetosi.
Nella postfazione si legge che l’Autore dopo l’uscita del saggio è stato sottoposto ad indagini e ad intercettazioni, ma, precisa “Dato il passato irrimediabilmente borghese non è saltato fuori niente
Rivela, inoltre, inventando, che misteriosamente il libro è giunto nelle mani di Craxi ad Hammamet che ha letto con compiacimento la storia dei magistrati. Un altro libro, pubblicato nel 1998, aveva per titolo “Fiaba di Natale-per amore di Firenze” che narra le peripezie di Giuseppe, che nella foga di evitare le ire di Erode, con Maria e il Bambino Gesù,fugge, sbaglia strada e si ritrova a Firenze, un pretesto per narrare lo scarso senso dell’ospitalità dei fiorentini il degrado della città e tanti altri difetti, citando nomi non solo antichi ma anche attuali.
Il Padre di Pino, nell’immediato dopoguerra è stato redattore de “Il Telegrafo, poi de “Il Tirreno” e infine de “La Nazione”
Pino Passetti ha due figli, Laura, che vive a New York ed è corrispondente di un’agenzia di stampa statunitense per servizi giornalistici destinati alla RAI, e Filippo laureato in medicina specializzato in neuropsichiatria attualmente è ricercatore a Londra. Lunedì 16 alle ore 18 la famiglia e gli amici si recheranno al Cimitero degli Inglesi in Piazzale Donatello e, successivamente, alle ore 18.30 in Sant’Ambrogio si terrà una messa in ricordo di Pino. Chi scrive è certo che osservando la caotica e vorticosa girandola delle auto, dei motorini, degli autobus , Pino benevolmente, e con la sua dolce ironia, compatirà le “nostre misere pene di fiorentini allo sbaraglio.”
Giovanni Errera

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