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Il ribelle e il conformista

di Chiara Boriosi | 4 Maggio 2014

peluLa ribellione è una cosa seria, lo è a tal punto che non ammette di essere confusa con il velleitario ribellismo – la prima, è il combinato di forza interiore, libertà intellettuale, capacità di costruzione, senso della sfida quotidiana; il secondo è mero gesto, generato dal conformismo di un modello pret à porter, qualcosa di preconfezionato che chiunque può indossare senza sforzo, semplicemente adeguandosi alla banalità del luogo comune.

Dovremmo dunque essere grati allo sfiatato rockettaro che ha riacceso i riflettori su questo tema, poco frequentato nell’accezione primaria ma molto in quella velleitaria, in un paese come il nostro dove i finti rivoluzionari hanno sempre abbondato a scapito dei pochi individui degni di tale definizione – chè, si sa, qui non si va tanto per il sottile, di solito siamo prontissimi ad offrire patenti di eccellenza a chi è buono solo a strillare più forte degli altri, lanciando slogan ad effetto, senza sobbarcarci l’onere, e la fatica, di un minimo sindacale di analisi critica dei contenuti.

Chi appartiene alla generazione nata all’inizio degli anni Sessanta – come la sottoscritta, e come Piero Pelù, che si son trovati a frequentare lo stesso liceo fiorentino a cavallo fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta – forse più di altri ha dovuto fare i conti, e pagare un prezzo molto alto, con le false illusioni e le conseguenti amarissime delusioni alimentate proprio da quella demagogica spinta al ribellismo che, di rivoluzionario, non aveva in realtà nulla, essendo basata sulla spiccia e fideistica divisione in quelli che stavano dalla parte giusta – l’unica a prescindere, la sinistra schiacciata sul monolite sovietico e tuttavia, chissà perché, ritenuta “libera” – e tutti gli altri che, qualunque obiezione osassero sollevare, venivano immediatamente bollati come “filoamericani” e dunque guerrafondai. Scusateci la povertà di linguaggio, ma non dipende da noi.

Eppure, ci è toccato in sorte di vivere, in quegli anni davvero bui, coincidenti con la nostra giovinezza, dentro il film in bianco e nero – e più nero che bianco – di uno dei momenti più tragici della nostra storia, gli anni del brigatismo rosso, delle esecuzioni consumate a sangue freddo per strada, di uno stato messo sotto ricatto da coloro che, poi, furono sbrigativamente liquidati con la cinica definizione dalemiana di “compagni che hanno sbagliato”.

E certo non era quella la via della ribellione, semmai della cieca rivolta, pagata col sangue di tanti innocenti, sulla pelle di un paese anche allora impoverito dalla crisi economica e, prima ancora, da una avvilente rigidità ideologica che lo rendeva quasi impotente a reagire ed a rialzarsi. Non a caso, allora, per chi votava la prima volta, l’unica vera scelta rivoluzionaria era rappresentata dai radicali, e da quell’autentico corsaro di Marco Pannella, che si batteva per i diritti civili, che parlava di responsabilità individuali abbattendo il falso mito del collettivismo e, di fatto, ci proiettava in avanti, fuori dalle secche di quel mondo imbalsamato e perbenista che era del tutto incapace di farci vedere un futuro, non possedendone la chiave di progettazione e tantomeno quella di immaginazione.

Cadde il Muro di Berlino, e con lui ogni falso mito colpevolmente propagandato dai venditori di bugie nostrani, che tutto avevano sempre saputo e tuttavia tutto avevano sempre taciuto, salvo poi scrollarsi i calcinacci di dosso senza nemmeno prendersi il disturbo di dire “abbiamo sbagliato”, per avviarsi sulla via della nuova piccola resistenza italiana, quella di un altro falso mito, l’antiberlusconismo, destinato a creare una nuova generazione di pseudoribelli, fedelmente conformisti alla vulgata demagogica quanto del tutto incapaci di costruire una visione concreta del futuro.

Ma per noi, nati negli anni Sessanta – e dunque anche il presunto ribelle Pelù – l’immagine che davvero avrebbe dovuto insegnarci molto, o forse tutto, sulla ribellione e sulla libertà, sul coraggio e sulla battaglia, resta quella del ragazzo cinese che, in Piazza Tienanmen, sfidava a mani nude un carrarmato. Nella sua danza poetica, disperata, e tuttavia ricca della grazia possente e lieve che vestiva i suoi gesti di tutta la stupefacente rivelazione della nuda libertà, c’era una scelta, una speranza, un’idea che toccava tutti noi – l’impossibilità della resa, della rinuncia al bene più prezioso che possediamo, spesso senza merito, la nostra radicata, profonda, persino folle propensione all’essere liberi.

Per questo, molti anni dopo, nella nostra già avanzata maturità, ci siamo riconosciuti nelle parole, consegnateci come un testamento spirituale da un uomo consapevole di essere vicino alla morte, riassunte nel suo “Stay hungry, stay foolish” – restate affamati, restate folli, detto da chi aveva vissuto una storia familiare devastante, un percorso da studente irregolare, una lotta strenua con la malattia, eppure aveva creato un mondo nuovo, grazie alla sua concreta, tenace, e persino felice capacità di avere una visione del futuro, di difenderla e di realizzarla contro ogni “non si può fare, non è possibile, non si è mai visto”.

La vera ribellione è immaginazione e costruzione di un mondo nuovo, contiene il futuro perchè ha la capacità e la forza necessarie prima a pensarlo e poi a realizzarlo, dunque il vero rivoluzionario di questi anni è stato un signore in maglioncino girocollo nero, Steve Jobs, e non un patetico ultracinquantenne insaccato in una canotta di pelle che legge vuoti slogan da un foglietto su un palco – perchè la differenza, sempre e comunque, sta nei fatti, nel prodotto dello sforzo costruttivo. Le parole, a meno che non siano il frutto dell’intelligenza letteraria e poetica, sono solo emissioni verbali, facili da spendere, perchè del tutto gratuite, ma impossibili da utilizzare per costruirci sopra qualcosa di stabile e duraturo per le generazioni a venire.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luigi

    11 Maggio 2014 alle 11:21

    Cercando di superare la Censura dei mass media Italiani, che fa sembrare Hitler un dilettante, riporto qui una notizia dal Veneto, di interesse pubblico da leggere velocemente, prima che sia fatta sparire.

    179 COMUNI SUPPORTANO IL REFERENDUM PER L’INDIPENDENZA
    GRAZIE!

    I Comuni che stanno cambiando la storia del Veneto

    Approvando l’ odg con proposta di legge 342/2013 per indire il referendum per l’indipendenza del Veneto.

    Date, Citta ed Abitanti che hanno aderito alla 342 al 27.09.2013….

    Totale abitanti: 3.523.711
    TOTALE PROVINCE: 4

    Rispondi
  2. paolo francia

    10 Maggio 2014 alle 00:51

    L’Italia è ormai uno Stato illegale, marcio fino all’osso!
    Da troppe cose, non si capisce perché voi che ci abitate non vi ribelliate! Questo è il problema, non le 80 euro elettorali *regalate” da Renzi!
    Perché non porta, Renzi, immediatamente, le assicurazioni auto al livello dell’Europa? E’ normale che per una assicurazione completa auto io paghi LA META’ di quanto pagassi in Italia, dove avevo anche meno coperture?!? E la tassa di circolazione? Qui non esiste!
    Renzi, invece di regalare queste inutili 80 euro, dovrebbe cambiare e equiparare spese esose dei cittadini italiani a quelle di altri cittadini europei.
    Purtroppo, alla luce dei fatti di cronaca, non resta che l’astensione e il voto a Grillo, l’Italia è marcia, e illusi e irresponsabili coloro che non hanno capito che, prima di rimettere le cose a posto, si deve azzerare tutto il marcio, azzerare Renzi e Berlusconi tanto per cominciare.
    Facciamo piazza pulita, e poi tra una decina di anni, levata la mafia e quindi cambiato lo Stato (che è uno Stato connivente con la mafia), cominciamo a parlare di politica.

    Rispondi
    • Luigi

      10 Maggio 2014 alle 09:09

      Mi meraviglio Paolo che tu non sia ancora venuto a capo della cosa.
      L’ Italia è stata creata dalla Francia, attraverso la pessima monarchia Savoia, per crearsi un vicino debole e sottomesso.
      I vari stati confluiti erano solo Monarchici e assolutisti, prodromo del Fascismo.
      Tuttavia poichè siamo la terra dei più grandi generali di sempre, forse la capacità di riportare in vita la vera democrazia popolare nel Veneto indipendente, che l’ha goduta per Mille anni, è a portata di mano e poi libererà anche voi.
      Dobbiamo solo correggere alcuni errori passando da una democrazia Veneta aristocratica ad una popolare.
      Nel momento che noi Veneti, gli unici che l’hanno autoprodotta, inizieremo a creare effetti speciali di democrazia e di superiore Civiltà, andremo nel Sole a contattare le intelligenze che vi vivono e insieme esploreremo L’Universo.
      Petanto in esecuzione di questo piano, impedirò che il mio nome venga mai più riscritto nel libro d’Oro dei Conti di Venezia, per il Cielo non posso farci nulla, cosa potrei mai farci se tutta la volta Celeste gira intorno al piccolo Corno a Nord e alla Croce del Sud, nel sud?
      Dieci anni fa pareva che la forma stessa dell’Universo fosse di un Corno infinitamente lungo, quindi mi preparavo al giorno che tutto l’Universo si trasformava in un articolo di Pensalibero che lo contenesse tutto per poi ricrearlo senza Berlusconi.
      Tuttavia, come tutte le novità scientifiche, anche questa che L’Universo sia un Corno, ha bisogno di conferma, che non arriva!

      Rispondi
  3. paolo francia

    8 Maggio 2014 alle 01:02

    Classe, eleganza, raffinatezza, cultura, sensibilità, charme, modestia, tutte qualità che mancano al politico arrivista e, evidentemente, a chi lo sostiene.
    La favola di GianBabbeo è perfetta, vi si trovano tutti i personaggi e le spiegazioni di strane passioni.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    7 Maggio 2014 alle 18:40

    Continuo a credere che l’entusiasmo renziano di Chiara sia frutto di onestà e raccoglimento, anche se questa parola sembra astrusa per la politica. Alla Leopolda Chiara rivisse gli anni giovanili quando alle assemblee si sentiva anatroccolo escluso, e le varie “leopolde” furono per lei una rivincita, la riappropriazione del giusto se nel giro di boa dei cinquanta, con tanto di nostalgie e ripensamenti del bene o mal fatto. Chiara scambiò Renzi per il compagno di scuola sfortunato giunto finalmente a riscattare gli anatroccoli esclusi, mostrando per fortuna in ciò sotto l’aplomb lucido e razionale la sua forte emotività femminile, dico per fortuna perché di discorsi più o meno giusti se ne ascoltano a bizzeffe, difficile è incontrare un sentire onesto. Per difendere il quale ora Chiara sarà costretta a vari ripensamenti, ma stupidi noi se andremo a caccia di contraddizioni da rinfacciarle.

    Rispondi
    • Luigi

      7 Maggio 2014 alle 21:34

      Quindi tecnicamente affetta da sindrome di Emilio Fede!

      Rispondi
  5. Luigi Marchiorello Dal Corno

    7 Maggio 2014 alle 12:50

    Come vedi Chiara, il tuo sostegno a Renzi, come un bomerang gli sta togliendo almeno mille voti la settimana!
    Pelù giustamente dichiara indignato di essere segno di stangate dalle camice nere di Renzi e al prossimo concerto, ha già il tutto esaurito.
    Certo tu ora, come un’adolescente alla prima cotta, che vede l’idolo riempirsi di brufoli, avrai ormai continui attacchi di panico: Non posso perdere il mio amore per quel rospo, se capisco che non salverà niente ma ruberà soltanto, che nera la visione della mia vita.
    Bene Chiara torna con tutti noi alla realtà, come vedi noi la sopportiamo!
    Certo se invece di questo patetico pezzo a difesa del potente di turno, avessi visto in tempo il sangue uscire dal suo tappeto e intervistato le puttane riguardo le loro colleghe assassinate di cui non si parlava, avresti salvato una vita e scritto da premio Pulitzer.
    Torna con noi cavalieri: se c’è il giusto Re, difendi il Re. Se non c’è il Re, difendi il popolo.

    Rispondi
  6. marzio siracusa

    7 Maggio 2014 alle 08:27

    Penoso il Matteo quando affronta i sindacati dicendo che “la musica è cambiata”. Ma chi la cambia? Lui, non eletto che sta a palazzo Chigi per la debolezza senile verniciata di strabiliante lucidità di Napolitano?

    Rispondi
  7. paolo francia

    6 Maggio 2014 alle 22:54

    Beh, non c’é che dire, governo battuto su quella assurda e inutile riforma del Senato, il sindacato piu importante che definisce il governo Renzi antidemocratico e Grillo che afferma, giustamente, che parlare con Renzi non serve a nulla perché non rappresenta nessuno, ed ha perfettamente ragione.
    Auguriamoci, per il bene dell’Italia, che a questo individuo sia impedito di occuparsi della cosa pubblica e che sia spedito dove sono andati i suoi predecessori.
    Subito elezioni, ma con altre regole, non con le sue ovviamente.

    Rispondi
  8. marzio siracusa

    6 Maggio 2014 alle 15:09

    La morte non può cancellare la posta in gioco per cui una vittima è tale. Ora mi sembra che la posta in gioco nel 1917 e nel 1942 fosse leggermente superiore a quella del decennio ’73 – ’83 quando gli ammazzati non rientravano in una posta in gioco storicamente credibile da parte dei carnefici, nemmeno delirante o immaginaria, Le vittime del terrorismo furono vittime di organizzazioni criminali con verniciatura politica, e se vogliamo accedere al cinismo politico che non mi appartiene, le vittime del terrorismo furono certamente più inutili di quelle del 1917 o del 1942. Oppure basta essere ammazzati in un incidente stradale per uscire di chiesa in bara confortevole tra gli applausi, come un qualsiasi martire di Belfiore?

    Rispondi
  9. paolo francia

    6 Maggio 2014 alle 14:07

    Ma io non ho un bel niente da giustificare, te invece che fai propaganda a Renzi e hai trasformato da piu’ di un anno questa pagina in “VotaMatteo” (ogni riferimento a VotAntonio è voluto), dovresti invece porti qualche domanda.
    Macome dici, meglio chiuderla qui, è un dialogo sterile e tra sordi.

    Rispondi
  10. Chiara

    6 Maggio 2014 alle 12:47

    Marzio: fare distinzione fra chi è morto in guerra e chi è stato ucciso in strada dalle Br è qualcosa che davvero mi sgomenta, tanto quanto la delirante affermazione che l’omicidio di una donna sia ragione sufficiente a determinare “esclusioni” politiche addirittura di ragione geografica.
    Luigi: il giusto insulto non esiste, è solo lo strumento di chi cerca facile visibilità, peraltro da stipendiato con denaro pubblico, grazie ad un contratto con la Rai.
    Paolo: a rendere deficienti gli italiani contribuirà certamente la scuola messa in mano agli ignoranti, e il resto non sono chiacchiere, come comodamente dici, ma le tue evidenti – e messe nero su bianco – contraddizioni che non sai nè puoi giustificare.
    Detto questo, mi pare che il livello di insensatezza raggiunto da questi ultimi commenti sia tale da richiedere di non andare oltre.

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    6 Maggio 2014 alle 11:47

    Se il ripetersi di omicidi non mafiosi ma con tendenze più o meno seriali nell’area fiorentina non può certo impedire che un suo cittadino e abitante diventi capo di governo, non di meno la cupa intellighenzia di sinistra di quell’area avrebbe dovuto chiedersi da tempo e senza cadere in razzismi, antropologismi o peggio nella romanzeria gialla, quali impulsi terragnoli con relativi miti e credenze aiutino nell’habitat fiorentino il profilarsi dell’omicidio seriale. La cronaca cittadina degli ultimi decenni è infarcita di prostitute, omosessuali o altri disgraziati assassinati su cui puntualmente cade il silenzio. Perché? Per non turbare l’immagine edenica di Firenze?

    Rispondi
    • Luigi Marchiorello Dal Corno

      6 Maggio 2014 alle 14:32

      @Marzio,
      Il problema non è il ripetersi degli omicidi, ma il fatto che appena l’ex Sindaco, proiettato alla propria carriera, è uscito dalla porta, salti fuori da sotto il tappeto il sangue, che il nuovo delitto salito giustamente alla cronaca, era stato preceduto da Quattro simili praticamente inascoltati.
      La prossima settimana Obama deciderà quali Rettori delle Università della Ivy League, ( Harvard, Mit, Stanford and Priceton) dimettere forzatamente, per aver sottaciuto le violenze carnali nei propri Atenei.
      Spero proprio che decida di dimettere un’altro suo dipendente, qui vicino con simili ragioni!

      Rispondi
  12. paolo francia

    6 Maggio 2014 alle 10:38

    La risposta di Marzio è ineccepibile. Non servirà la matita blu, né la bacchettata sulle dita della maestrina Chiara.
    Oggi, B & R, ovvero il gatto e la volpe, vogliono saccheggiare le urne e far ancor piu deficienti gli italiani, e pensare che c’é pure chi è contento, questa è la cosa gravissima, il resto sono solo parole.

    Rispondi
  13. Luigi Marchiorello Dal Corno

    6 Maggio 2014 alle 09:27

    @ Chiara,
    A rileggere oggi la tua rabbia contro chi insulta gistamente direi, in un concerto Rock, dove di solito si insultano Dei e Madonne, un leader politico da giochi di palazzo, completamente impallato.
    Leggendo altrove di una donna crocifissa, legata con un nastro della ADSL già usato in altri 4 omicidi, in cui ‘Forse” c’é qualche coincidenza, mi chiedo nel vostro Stato Italiano, se fosse proprio il caso di cercare un Capo da questa Firenze.

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    6 Maggio 2014 alle 09:04

    Chiara, non ho voglia di polemizzare né di seguire i tuoi travisamenti. Non ho detto che la storia non c’è, ho detto che viviamo una storia mediocre, e non bastano i morti per fare di una farsa una tragedia. O vuoi equiparare i caduti di col Moschin e di quota 33 agli ammazzati dalle squallide BR, un coacervo di ignoranti cattolici infarciti di luoghi comuni e retorica rivoluzionaria?. Viviamo una storia mediocrissima e dire che tutto ciò che accade è storia significa davvero mettersi in mutande e accettare il grado più infimo del politically correct ormai cattolicissimo. Per me la storia si segnala dove si segnalano valori perseguibili, il resto è l’accadere bruto e biologico dove uomini e animali sono attori indistinti. Non illudiamoci di aver vissuto qualcosa, non abbiamo vissuto nulla e qua sta il nostro scontento. Quello che è successo in Fiorentina Napoli ci sia di esempio. Cos’altro dire d’un presidente del Consiglio, fino a pochi mesi fa sindaco di Firenze, che non ha capito quanto fosse inopportuno presenziare da tifoso la Coppa Italia Fiorentina Napoli, oltretutto in grottesca tenuta di Fonzie quarantenne per conquistare la crema elettorale degli idioti? Renzi non riesce a vedere le differenze tra Rignano sull’Arno e la Leopolda da una parte e l’Italia dall’altra, la sua interpretazione paesana dell’ufficio che ricopre è quanto mai sgradevole. Occorre poi sorvolare sulle parole di Napolitano per il quale Renzi ha fatto bene a restare in tribuna mentre proseguivano le trattative perché così non ha consegnato idealmente lo stadio agli ultras. E’ vero il contrario, se Renzi, Grasso e Abete se ne fossero andati avrebbero impedito di fatto Il “riconoscimento” della controparte, avrebbero sgonfiato le attese millenaristiche che i media da settimane accendevano sull’evento, ridotto finalmente a partita fra due squadre. E si giunge al punto. Se una Coppa Italia, con inno sgangherato cantato da una cantante sgangherata, suscita questi fenomeni inutile cercarli nelle frange violente della tifoseria. Sono i media che da decenni enfatizzano gli incontri di calcio per dare una ragione d’essere a un popolo spogliato di tutto, tassato oltre che nel portafoglio anche nei propri valori primari, derisi e sbeffeggiati come valori obsoleti. Mille ragioni ha Grillo a giudicare i fatti dell’Olimpico come il funerale della Repubblica e Renzi un “avanzo avariato” di politiche concluse e sepolte. Perciò ripeto motivandolo il mio slogan elettorale:

    Disertare le elezioni europee per impedire che i singoli dibattiti politici nazionali legittimino la scena di un “ parlamento europeo “ che non legifera e non rappresenta alcuno stato sopranazionale. Il cosiddetto “parlamento europeo”, che parlamento non è perché non produce governo ma solo commissioni, si offre unicamente come alternativa occupazionale non solo italiana dei politicanti falliti miranti a costituirsi in euroceto parassita, che si finge proiezione di uno Stato inesistente. Alle prossime elezioni politiche nazionali azzerare Partito Democratico e Forza Italia per liberare la nazione dagli impiegati della politica che i due partiti hanno incrementato a livello centrale e locale.

    Rispondi
  15. Chiara

    6 Maggio 2014 alle 01:39

    Marzio, non so a quale titolo tu possa stabilire cosa è permesso o non permesso di fare ed a chi. Poi, mettiti d’accordo con te stesso, prima scrivi che la storia non esiste più, poi di colpo, almeno mi par di capire, invece esiste ma viene ribaltata ……poi le nostre vite che si sono snodate e si snodano fra aspirazioni e figure mediocri, che non si sa bene cosa c’entri ma a te suonava bene…….
    Riscrivo quanto detto prima, la storia è quanto vediamo accadere, e in questo pezzo ho parlato di alcune cose che quelli della mia generazione, purtroppo, hanno visto e che fanno parte della storia, del nostro paese e non solo. Se per te non sono accadute, o non fanno parte della storia, è idea tua.

    Rispondi
  16. Chiara

    6 Maggio 2014 alle 01:30

    The Pusher: grazie :)
    Paolo Francia: campione mondiale di giro della frittata. Non ho detto proprio nulla a prposito del cambaire idea suo voto, ti ho invece ricordato i due mesi in cui mi hai messa in corce con alti lamenti sulla Cultura, e sugli intellettuali che secondo te avrebbero – solo loro – il diritto di governare questo paese ma, soprattutto, la scuola. Per cui incoerenza vuole che tu sostenga Grillo, li cui sprezzo per questi temi è dimostrato dall’aver messo in Commissione Cultura, scuola e ricerca uno con la terza media. Vedi, non sei l’unico a poter commentare ciò che scrivono gli altri,posso farlo anche io, specie quando l’incoerenza di certe posizioni è palese, e per di più mossa nero su bianco ripetutamente. Per cui, tieniti per te le reazioni rabbiose edimlara a ricordare ciò che scrivi, quello resta, sai. Ed io ho ottima memoria. Salutami tanto la tua venerata Cultura, sarà felice di essere in mani così competenti, anche grazie al,tuo voto. Ma non disperiamo, alla prossima Grillo potrebbe dare la scuola direttamente in mano ai bambini delle elementari, tanto cheti importa, tu vivi all’estero, e non credo che lì affidino la scuola a chi l’ha frequentata per soli otto anni.

    Rispondi
  17. marzio siracusa

    6 Maggio 2014 alle 00:17

    No Chiara, né a te né a nessun altro è permesso illudersi di aver vissuto una storia che meritasse d’essere presa per le corna e ribaltata costasse quel che costasse. Le nostre vite si sono snodate e si snodano tra aspirazioni e attori mediocrissimi, se non si parte da questo assunto si è destinati a pensare e dire cose stonate

    Rispondi
  18. The Pusher

    5 Maggio 2014 alle 23:17

    Bellissimo stile, bei concetti, condivido su tutto. Fortunatamente esiste ancora del giornalismo “pulito” e privo di preconcetti dettati da paraocchi.
    Complimenti Chiara.

    Rispondi
  19. paolo francia

    5 Maggio 2014 alle 22:23

    No Boriosi, la figuraccia la fai te, facendo da un anno e piu propaganda per Renzi, io sono coerente con me stesso, cambio idea perché solo gli imbecilli non la cambiano, votai Berlusconi, quindi sono al di sopra di ogni sospetto, una volta si puo’ sostenere un politico adatto a quel momento, altre volte quando il quadro è desolante e palese che il tuo paladino pensa solo alla sua carriera, allora si puo’ votare Grillo, o astenersi, con molta dignità e credibilità.

    Rispondi
  20. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 19:11

    Marzio Siracusa: la storia vera è quella che vediamo accadere oggi giorno. Vere, purtroppo, furono le Br, vera piazza Tienanmen. E non intendo coltivare nessun reducismo, che non so come o dove tu abbia rintracciato nel mio pezzo, ma solo, e lo ripeto per l’ennesima volta, una riflessione su temi che mi hanno sempre toccata, in ogni età della vita. O non mi è permesso neanche questo?!

    Rispondi
  21. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 19:07

    Elio Capriati, grazie, sei uno dei pochi – almeno in questo spazio, visto che altrove la discussione è ben altra, per mia fortuna – che ha capito il senso di questo pezzo e la riflessione che lo ha mosso.

    Rispondi
  22. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 19:03

    Paolo Francia: ah, ecco, quindi i programmi scolastici, i progetti di ricerca, si decidono con la sensibilità. Dunque, quello che mi ha messo elenchi di nomi di grandi intellettuali, plurilaureati, che a sui dire erano gli UNICI degni di governare questo paese, scrivendo appunto programmi scolastici, per cominciare, era un tuo omonimo?! La tua risposta, Paolo, qualifica te per ciò che sei, un altro velleitario che dimentica in un attimo ciò che sosteneva a spada tratta un attimo prima. Brutta figura, la tua, visto che ciò che hai scritto è ancora ben leggibile nell’archivio di questo sito, e lì resta a testimoniare la tua insostenibile coerenza.
    Luigi: oggi giorno il blog di Grillo lancia terrificanti slogan antisemiti, trovo davvero curioso che questo non risvegli la tua delicata sensibilità antifascista. Invece di chiedere a me ridicole patenti di provata feee antifascista, fossi in te le chiederei a chi intossica l’aria con tale robaccia.
    Quanto al resto, se ogni occasione di libera espressione popolare legittima quanto votato, bè allora le primarie del Pd, con tre milioni di partecipanti, hanno scelto un leader, quindi va bene no?! È del tutto coerente con il tuo assioma. (p.s. Non ho visto tre milioni di veneti alle urne, però)

    Rispondi
    • Luigi

      5 Maggio 2014 alle 19:21

      @ Chiara
      Nel risveglio, devi migliorare la tua logica e diminuire il tuo livore per chi critica il tu ex, ovviamente le primarie del Pd legittimano il leader del Pd, mica chessò, a fare il Re delle due Sicilie!

      Rispondi
  23. Luigi

    5 Maggio 2014 alle 17:45

    Benissimo vedo che è fatta, al 3 come ti avevo promesso:” Vivo, penso e scrivo da persona libera”.
    Basta così, vedi che nato nel 52 ad 11 anni come ti ho scritto prima, quando tu sei nata, avevo pulito tutto, ora o sono un mago oppure ho ragione, non fare come il mio ex prof di matematica, che quando unico gli mettevo il risultato giusto, mi diceva che mancavano tutti i passagi, quindi avevo copiato.
    Le elezioni Chiara non hanno bisogno di regole pre imposte, le elezioni creano le nuove regole, (“Referendo??? Sei sicura? Io ricordo Plebiscito!) perchè sono la voce della volontà del Popolo e non avendo tempo da perdere dietro questioni di lana caprina, semplificando ti dico che la voce, le aspirazioni espresse col voto e la volontà dichiarata pubblicamente di un intero popolo la ignorano solo i fascisti.
    W IL VENETO INDIPENDENTE DAL TUO EX ADORATO RENZI!

    Rispondi
    • Elio Capriati

      5 Maggio 2014 alle 17:59

      Uè nn mi fare rimpiangere il regno delle 2 Sicilie :-) Cm il Veneto è una bellissima regione ITALIANA

      Rispondi
      • Luigi

        5 Maggio 2014 alle 18:19

        Credi che nel regno delle 2 Sicilie ad un plebiscite che chiede se la volontà espressa col suo voto dal Veneto debba avere valore di Legge, vincerebbero i no?
        Il Veneto è stato partecipe e ha sempre difeso l’Italia, da 3000 anni, di cui 2850 seppur indipendente.

        Rispondi
  24. paolo francia

    5 Maggio 2014 alle 16:43

    Si vede che il titolare di licenza media , ha piu’ dignità di un plurilaureato, e magari molta piu capacité e sensibilità, da questa risposta si capisce tanto, mi dispiace davvero per te.

    Rispondi
  25. marzio siracusa

    5 Maggio 2014 alle 16:22

    A leggere questo ultimo intervento i meriti di Renzi stanno nel ritorno al centro sinistra. E questa purtroppo è l’ennesima verità autoreferenziale, un altro esempio del “reducismo inventato ” da generazioni che hanno solo subito la vulgata di padri e nonni. Sveglia, signori, sveglia: mammi, babbe, nonni e nonne sono morti, siamo capaci di quacosa di nostro, di virilmente nostro, magari fatto da donne, ma senza che il belìo d’oltretomba diventi sghignazzo del “reducismo” d’un boy scout?

    Rispondi
    • Elio Capriati

      5 Maggio 2014 alle 17:41

      La prima repubblica è morta e sotterrata. Ora sta nascendo la terza repubblica. Nessuna nostalgia. Ma prima si fanno le riforme costituzionali per uscire dalla palude e poi si vota col maggioritario.

      Rispondi
  26. Elio Capriati

    5 Maggio 2014 alle 16:04

    Errata corrige del commento: “gli” spunti di riflessione….e “ai” più avanzati strumenti….

    Rispondi
  27. Elio Capriati

    5 Maggio 2014 alle 15:58

    Ottima analisi la tua chiara oltre che stimolante per i spunti di riflessione sulla diversità ribellione/ribellismo e sulla riscoperta di un famoso slogan, più che attuale, del 68 francese (preistoria per qualche giovane): “L’ Imagination au pouvoir”, fantasia e immaginazione al potere era lo slogan di maggior successo in tutta Europa in quel fatidico anno. Daniel Cohn-Bendit in Francia, Mario Capanna da noi, Rudi Dutschke in Germania, tutto il movimento cavalcava questo mantra per dare uno scrollone ai parrucconi di regime e sostituire il vecchio sistema con forze fresche e aperte al nuovo. Basta con Moro e con Fanfani , Malagodi e Almirante, con Nenni e con Ingrao, il futuro deve essere in mano ai giovani, si diceva qui da noi. Insomma una rottamazione ante litteram. Nessuno vi riuscì, perché le parole d’ordine erano giuste ma l’ideologia sbagliata, quella marxista-leninista crollata, in tutte le sue varianti, clamorosamente nel 1989. Oggi la rottamazione è riuscita a un certo Renzi, checché se ne dica, perché sta adoperando le idee giuste, ossia una visione progressista e solidaristica basata su un mix socialcristiano /liberalsocialista, corredata, inoltre, dal ricorso agli più avanzati strumenti tecnologici e massmediali. In questo senso la “vision” renziana” capovolge l’assioma di MacLuhan perché è il messaggio a “strumentalizzare” il mezzo di comunicazione e non viceversa. Questo lo ha capito Grillo che, ora, portando nell’arena politica il più violento tifo da stadio (come un qualunque Genny ‘a carogna) vuole delegittimare con insulti e offese il giovane premier che gli ha sparigliato il gioco. Ma cà nisciun’ è fesso, dicono a Napoli. Detto ciò, cambiando discorso, non posso non criticare Paolo, pur concordando sulla vicenda Moro, in ordine a una certa disinformazione : il centrosinistra della prima repubblica, nel bene e nel male, era basato su valori politici e tradizioni storiche di ampio spessore, distrutti dall’operazione tangentopoli, a torto o a ragione. E si chiamava Centro-sinistra perchè c’erano i centristi/conservatori ,targati Dc, e per la sinistra c’era il Psi, Nenni e De Martino. Perché tanti anni di Centro-sinistra? Perché c’era la conventio ad excludendum del Pci a causa della guerra fredda e del mondo diviso in due blocchi, terminato con la caduta del muro di Berlino nel 1989, divisione che tanti guasti ha causato alla democrazia. Ora in quella tormentata stagione di C/S, leggi come lo Statuto dei lavoratori, quella sul divorzio, quella sull’aborto, diritto di famiglia e altre furono conquiste realizzate in via principale dal Psi, con il sostegno dei radicali e, in minor misura del Pci. Questo per la verità storica.

    Rispondi
  28. marzio siracusa

    5 Maggio 2014 alle 15:58

    A settant’anni dalla guerra tutto questo pavoneggiare il “reducismo” di settantenni e cinquantenni mette in luce una cosa sola: siamo generazioni assetate di storia vera perché viviamo da decenni una storia finta, solo mediatica, e magari anche tragica, ma finta. E come anche la morte oggi possa essere una farsa, è sotto gli occhi, non occorre tanta sociologia della comunicazione. Siamo essetati di storia vera, e invece di cercarla andiamo dietro alle comparse e ai guitti. Così la storia vera riprende a marciare a nostra insaputa, e domani ci sorprenderà col solito: ” Ma era sotto gli occhi, come non ce ne accorgemmo? “

    Rispondi
  29. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 15:20

    Luigi, risvegliati tu, che ne hai di bisogno. Io sono nata nel 1963, quando il fascismo era caduto da un pezzo e, a differenza tua, non no bisogno di tener vivo un nemico inesistente con un vecchio nome, per giustificare le mie idee. Preferisco avere l’onestà intellettuale di chiamare le cose con il loro nome: nazionalismo, populismo, demagogia, senza travestirle con l’uso di un fantasma del passato. È più utile per l’analisi delle cose, soprattutto è più onesto.
    Quanto al presunto scopo terapeutico – addirittura – del tuo intervento, timejmfrazio di cuore ma, vedi, io credo nella libertà individuale come massima espressione di responsabilità individuale, e me me assumo ogni onere. Vivo, penso e scrivo da persona libera, non credo spocchiosamente di dover educare o curare qualcuno, libera,ente mi confronto e lascio ad ognuno la legittima libertà di pensare ciò che vuole e di essere chi vuole, senza gravarlo di meschine etichette fuori dal mondo e dalla storia. Il giorno che pensassi di tacitare o sminuire qualcuno dandogli semplicemente del “fascista” mi vergognerei di me stessa, per la mia pochezza di idee e contenuti.

    Rispondi
  30. Luigi

    5 Maggio 2014 alle 14:02

    Cara Chiara,
    Povera bambina, che per trovare antifascisti in casa, deve pensare ai nonni, dai 4 agli 11 anni io mi infilavo nei cunicoli della soffitta, portando giù Lugher e bombe a mano e preparandomi a cambiare persino nome per la vergogna di un Re, seppur lontanissimo di parentela, necessariamente non sorretto da noi e tu non potrai mai capire che sacrificio sia dover ignorare il Re legittimo o ora un Governo in carica, per un cavaliere.
    Chiara, apprezzo il tuo pensiero liberale ma lottare contro il fascismo è prima di tutto lottare contro se stessi, lasciami lavare I piedi a te e poi tu lava le mani a me.
    In realtà ti avevo posto un tranello a scopo terapeutico, le dita non le avevo scoccate, nel nome di Paolo al mio scoccare delle dita risvegliati Libera nel Pensiero: 1, 2, 3: Slack.

    Rispondi
  31. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 13:57

    Paolo Gonnelli, alla fine degli anni Sessanta, se di questo volgiamo parlare, la scuola era già di tutti, aperta a tutti, pubblica e pagata con le tasse dei cittadini. Le battaglie di cui tu parli, al netto di ogni demagogia, hanno generato il risultato che oggi tutti siamo chiamati a pagare, purtroppo.
    La tutela, ed ipertutela, di chi già aveva un lavoro, mentre gli altri erano ignorati, cosa che si evince bene dal fatto che oggi la CGIL, su cinque milioni di iscritti, ne ha tre e mezzo di pensionati – se questo è il sindacato dei lavoratori, forse qualcuno ha sbagliato indirizzo.
    Le battaglie sociali non si fanno con la rigidità ideologica nè con l’ortodossia a prescindere, non si poggiano sull’irresponsabile incremento a dismisura del debito pubblico lanciato come una bomba sulle incolpevoli generazioni a venire. Tu sei già in pensione, io invece non ci andrò mai, devo pagare, e con me moltissimi altri, l’incosxienza ed il cinismo di una generazione di politici e sindacalisti che ha pensato solo al proprio piccolo orticello del presente da coltivare, in termini di serbatoio elettorale, ed ha lasciato a noi l’onere di pagarlo.
    Non discuto, sia chiaro, la buona fede di chi, come te e molti altri, ha creduto di far bene, ma il punto tragico cui siamo scesi dovrebbe aprire gli occhi a tutti, quindi prima di scrivere a me che devo svegliarmi, forse un occhietto minimamente obbiettivo e raziocinante dovreste aprirlo voi. Chè io non ho tutele di alcun genere, e so anche chi devo,ringraziare per questo scippo che ho subito, subisco e subirò senza averlo scelto, perchè è stato consumato sulla mia pelle quando non avevo l’età e la possibilità per contrastarlo.

    Rispondi
    • paolo

      6 Maggio 2014 alle 12:46

      Chiara avrei tanto al voglia di discutere con te attorno ad un buon caffè e forse ci troveremmo daccordo molto più di quello che queste poche righe possono far pensare

      Rispondi
  32. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 13:44

    Paolo, a barare sei tu, che ti arroghi il diritto di dire a me, che ho scritto il pezzo, cosa questo pezzo contenga, a dispetto di quanto ti ho risposto prima. Aggiungo: mi hai assordata per un paio di mesi, questo inverno, con la tua sperticata lode della Cultura contro la barbarie rappresentata dal novello Attila fiorentino, allora ora spiegami come mai quel grande Guru di Grillo ha messo in rappresentanza del suo movimento alla commissione cultura, ricerca e scuola della Camera, un deputato titolare del diploma di licenza media. Se questo è il rispetto per la cultura mostrato da chi osanni, qualche problema di coerenza ce l’hai tu, mica io.

    Rispondi
  33. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 13:37

    Luigi, avendo un’età avanzata, come si capisce da quanto ho scritto nel pezzo, posso serenamente dire che le mie idee, e di conseguenza il mio modo di analizzare gli eventi, è sempre stato lo stesso, e quanto scrivi tu ne è la prova. Negli anni del liceo, siccome non ero di destra nè di sinistra, ma LIBERALE – non ideologica, dunque – ero allegramente etichettata di “fascista”, come fai tu ancora adesso, da quelli di sinistra, e di “radicale” da quelli di destra.
    Ora, venendo io da una famiglia dove l’antiifascismo, quello vero però non quello comodissimo praticato da chi è seduto sui propri privilegi, è stato a suo tempo fermamente adottato da persone che hanno pagato un prezzo altissimo pur di restare liberi – ovvero i miei nonni – anche mettendo a rischio le proprie vite, la penosa accusa di essere fascista, rivoltami da chi non ha altri argomenti da usare, mi scivola serenamente addosso.
    Quando vedrò carrarmati in strada a reprimere la nostra libertà di cittadini, oppure di fronte ai seggi elettorali, allora ti assicuro che mi ribellerò, e non per il pericolo fascista ma perchè la libertà va difesa da chiunque voglia sopprimerla. Fino ad allora, l’unico tentativo di regime che mi senti di denunciare e combattere è quello dell’imposizione dell’ignoranza, del becerume, del qualunquismo populista, che non mi appartengono, perchè i miei occhi – mi duole dirtelo – sono sempre stati ben aperti, al contrario di quelli di molti altri, e questo è uno dei motivi per chi non ho mai avuto tessere di partito o di altro genere, per mantenere sempre la mia libertà di critica senza diverso chinare il capo di fronte a nessuno,
    Quanto al referendum veneto, trattasi di tipico espediente a basso costo – in Toscana detto “mezzuccio” – per gettare fumo negli occhi a chi, al contrario di me, non solo ha poca voglia di ragionare e di informarsi, ma neanche si scomoda a comprendere che tale referendum non ha valore. Contento tu.

    Rispondi
  34. paolo

    5 Maggio 2014 alle 13:33

    carissima Chiara, visto che anch’io sono di codesta generazione, anzi un po prima, devo riconoscere che la tua analisi , forse è dettata dalla tua esperienza. Che non può essere esaustiva per tutti.
    Alcuni punti:
    – alla fine degli anni sessanta vi era una sottomissione culturale e politica, e anche economica delle classi più deboli che quello che tu condanni, senza sapere, quelle lotte quei tumulti dei lavoratori portarono a elevare socialmente e culturalmente la società tutta
    – la battaglia per la scuola di tutti e per tutti pose le basi per una crescita, e un elevazione sociale di classi che fino allora erano condannate all’ignoranza
    -le battaglie per i diritti civili, di cui sia i radicali che vasti strati sia politici che civili vi furono portarono ad una crescita civile del Paese: ricordo solo alcuni di essi, statuto dei diritti dei lavoratori, eliminazione del delitto d’onore, diritto di famiglia, divorzio e aborto.
    tanti gli errori sono stati fatti in ogni epoca, in quella soprattutto l’esclusione di oltre il 30% della popolazione dalle scelte di governo. Non a caso due uomini di grande valore come Moro e Berlinguer arrivarono a quella conclusione. E per quel che mi riguarda penso che Moro fu ucciso proprio per quello. ( piccola notazione ” compagni che sbagliano” mai fu detto da ambienti legati al PCI, anzi l’allora PCI dove io militavo si è sempre schierato contro quei fenomeni di delinquenza politica, ma si aprirebbe un’altro fronte di discussione).
    Poi vorrei parlare di quello che furono gli anni ’80, debito pubblico alle stelle in cambio di sostegno elettorale, dimmi il contrario? 1983 debito 83% sul Pil 1992 153%.
    Quindi se mi dici che coloro che volevanomodernizzare questo Paese dal 1994 in poi hanno solo pensato ai loro interessi va bene ma altro penso proprio che si possa dire!
    con affetto
    Paolo Gonnelli

    Rispondi
  35. paolo francia

    5 Maggio 2014 alle 13:29

    Chiara, è tristissimo invece che tu faccia pezzi assolutamente politici per farli passare altra cosa! Mai sentito parlare del “tra le righe”?!? Nel tuo non c’é neanche bisogno di arrivae a tanta finezza, perché è chiaro il messaggio.
    Per favore, scrivi quel che vuoi, ma accetta le critiche o le lodi senza barare.
    Renzi ha dato dello psicopatico al capo del movimento che raccoglie circa il 23/24% degli elettori, ha sistemato i “suoi”, fa accordi pessimi con Berlusconi, inganna su rimborsi e tasse,poi farà anche qualcosina di buono, ma questo non cambia la natura dubbia del suo personaggio e della sua pessima presa di potere.
    Svegliati, ha ragione Luigi.

    Rispondi
  36. melina pitari

    5 Maggio 2014 alle 13:27

    Grazie Chiara hai interpretato con lucidità il pensiero di chi ha creduto e ora spera..il rokettaro ha fatto della demagogia becera per conquistarsi la platea della piazza (non pagante) ed è s ivolato sulla cosi detta buccia di banana….

    Rispondi
  37. melina pitari

    5 Maggio 2014 alle 13:21

    Grazie chiara hai interpretato alla perfezione di molti che hanno creduto e ora sperano, la demagogia utilizzata dal rokettaro sfigato per accaparrarsi la platea della piazza (non pagante) e stata una scivolata molto pacchiana

    Rispondi
  38. Luigi

    5 Maggio 2014 alle 12:34

    Cara Chiara,
    Quando riaprirai gli occhi? Renzi ti ha accecata completamente peggio delle cotte per il compagno di classe che non ti sta dando niente e ora diventi sorda persino a Paolo, che certo sa capire quando la musica è cambiata.
    Che tipo d’ipnotismo stanno usando contro di voi?
    In Veneto 89% ha votato per l’indipendenza, io sono qui e ti giuro che con un 5% di margine d’errore, è proprio così.
    Sei in grado di vincere l’ipnotismo e capire che questo capita solo al regime fascista, nei paesi democratici è impossibile per definizione?
    L’ultimo colpo l’ha proprio dato Renzi, che dopo aver basato tutta la sua carriera sul fare il democratico, per la “panza” gli è andato bene tutto pur di mangiare al potere con I suoi, che avevano tutti spergiurato: Mai al potere senza elezioni.
    SVEGLIATI allo scoccare delle mie dita e mantieniti libera e indipendente.
    Un Bacio Principesco, se proprio sei in coma fascista, risvegliati.

    Rispondi
  39. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 11:52

    Maria Rita e Carla, grazie di cuore

    Rispondi
  40. Chiara

    5 Maggio 2014 alle 11:52

    Paolo, è triste che tu non abbia capito che questo NON è un pezzo politico, ma solo una riflessione personale e generazionale alla quale, a causa del livore che ti acceca, non hai voluto o saputo partecipare.

    Rispondi
  41. paolo francia

    5 Maggio 2014 alle 09:28

    Si, il finale è sempre quello, Renzi che risolve, col suo faccione grasso, i problemi dell’Italia, del mondo e dell’Universo, da piangere si, ma di tristezza.
    Non c’é bisogno di dover parlar male di uno per incensare un altro, diciamo che sono due grosse mediocrità, musicali, umane e politiche.

    Rispondi
  42. Maria Rita Monaco

    5 Maggio 2014 alle 08:10

    Chiara, uno dei tuoi pezzi più belli in assoluto. Mi ha commosso. Io dopo le sue perole sul palco del 1 maggio avevo pensato una semplice equazione Pelù sta a ribelle come bla bla bla sta a niente.Grazie per le parole dedicate a Jobs che incita ad osare , credere, sognare anche noi che abbiamo da tempo raggiunto l’età adulta.

    Rispondi
  43. carla ceretelli

    5 Maggio 2014 alle 01:35

    un essere viscido e abietto..per usare eufemismi
    ma in fondo pelu chi
    bellissimo pezzo, Chiara

    Rispondi

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