• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il Regno sempre meno unito

Venti separatisti tornano ad agitare il Regno Unito. Con un documento senza precedenti,i leader di Scozia, Irlanda del Nord e Galles – riuniti oggi a Cardiff – hanno sottoscritto un memorandum d’intesa in cui rivendicano il diritto delle rispettive nazioni all’autodeterminazione. “Per la prima volta in assoluto – si legge nella dichiarazione – gli abitanti di queste isole hanno primi ministri in Scozia, in Galles e nell’Irlanda del Nord che sono tutti impegnati per l’indipendenza dal Regno Unito.

di Alessia De Luca | 15 Settembre 2026

Venti separatisti tornano ad agitare il Regno Unito. Con un documento senza precedenti,i leader di Scozia, Irlanda del Nord e Galles – riuniti oggi a Cardiff – hanno sottoscritto un memorandum d’intesa in cui rivendicano il diritto delle rispettive nazioni all’autodeterminazione. “Per la prima volta in assoluto – si legge nella dichiarazione – gli abitanti di queste isole hanno primi ministri in Scozia, in Galles e nell’Irlanda del Nord che sono tutti impegnati per l’indipendenza dal Regno Unito. Per chi osserva da queste isole, per chi osserva da tutto il mondo, non potrebbe esserci un segnale più chiaro che il tempo di Westminster sta per finire”. I leader aggiungono: “Le nostre nazioni hanno il diritto all’autodeterminazione. Nessun governo di Westminster ha il diritto di bloccare la democrazia o minare il principio secondo cui il nostro popolo deciderà il proprio futuro”. Il documento arriva dopo le elezioni locali dello scorso maggio, che per la prima volta hanno consegnato tutte e tre le nazioni non inglesi del Regno a partiti indipendentisti. In Scozia si è consolidata la supremazia dei nazionalisti del Partito nazionale scozzese guidati da John Swinney. In Irlanda del Nord già da due anni la prima ministra Michelle O’Neill è espressione del Sinn Féin, il partito repubblicano erede dell’Ira che punta a ottenere un referendum sulla riunificazione dell’Irlanda entro la fine del decennio. Mentre in Galles la débacle laburista ha aperto la strada al partito nazionalista locale Plaid Cymru di Rhun ap Iorwerth. Al vertice in Galles i tre hanno annunciato maggiore collaborazione in materia di economia, energia e cooperazione internazionale e promesso di coordinare le loro mosse per esercitare una maggiore pressione su Londra.

Quattro capitoli, un unico fronte

Il memorandum che le tre forze politiche si impegnano a sottoscrivere copre quattro ambiti: economia, energia, rapporti con l’Europa e cooperazione internazionale, autodeterminazione. Se quest’ultimo ne rappresenta il cuore politico, il terzo è quello che riguarda più da vicino il continente. Tutti e tre i partiti concordano infatti che le rispettive nazioni debbano tornare nell’Ue: il testo delinea i piani per “rifiutare il modello economico fallimentare di Whitehall”, condividere strategie di crescita ed espandere le risorse energetiche, affermando che “il futuro delle nostre nazioni appartiene all’Unione europea”. Il memorandum impegna inoltre i firmatari a rafforzare le relazioni con i “vicini” europei in vista dell’indipendenza. Al netto delle parole, restano però i numeri: né in Scozia né in Irlanda del Nord i sondaggi indicano oggi una maggioranza stabile per la separazione, e il potere di autorizzare eventuali referendum resta comunque a Westminster. Il vertice di Cardiff non avvia dunque alcun processo istituzionale, ma costruisce ciò che finora mancava agli indipendentisti britannici, storicamente divisi da culture politiche e obiettivi diversi: un fronte comune.

Trump: un endorsement ingombrante

A complicare il quadro è intervenuto, con un commento inatteso, il presidente americano. In visita a Dublino sabato, Donald Trump ha dichiarato che gli “piacerebbe” vedere un’Irlanda unita, definendo l’ingresso dell’Irlanda del Nord nella Repubblica “una gran cosa” e chiedendo, “come potrebbe essere un male?”. Le sue parole hanno scatenato polemiche e alimentato il dibattito. Per decenni la Casa Bianca – pur attenta al dossier irlandese e garante dell’accordo del Venerdì Santo che nel 1998 pose fine ai cosiddetti Troubles, il trentennale conflitto in Irlanda del Nord – si è sempre astenuta dal pronunciarsi sull’esito di un’eventuale consultazione. Per i nazionalisti è un assist, ma anche un rischio: un endorsement di Trump può mobilitare gli avversari tanto quanto i sostenitori, in un dossier dove la neutralità di Washington era finora considerata parte della cornice che tiene insieme un delicato equilibrio di pace.

Un futuro post-britannico?

Di certo, il “fronte di Cardiff” rischia di complicare l’avanzamento della politica di decentramento del premier britannico Andy Burnham. Da quando è diventato primo ministro a luglio, Burnham ha più volte ribadito il suo sostegno alla devoluzione del potere e delle risorse, ma il suo approccio alle amministrazioni di Belfast, Cardiff ed Edimburgo è molto meno chiaro. La settimana scorsa un suo intervento al Question time della Camera aveva innescato un botta e risposta con il premier scozzese Swinney in cui Burnham aveva infine ribadito che una ripetizione del referendum sull’indipendenza scozzese rimane “fuori discussione”. La posizione di Londra infatti è che la questione separatista scozzese sia stata risolta almeno per una generazione dal voto del 2014, che aveva visto la sconfitta dei secessionisti e una vittoria del “remain” con il 55% dei consensi. Swinney ha replicato alzando il tiro: “Per la prima volta in assoluto, Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono guidate da primi ministri indipendentisti. Non potrebbe esserci segnale più chiaro del fatto che lo status quo non è sostenibile e che Westminster deve prepararsi a un futuro post-britannico”, ha detto da Cardiff. Rivolgendosi direttamente al premier, ha aggiunto: “Andy Burnham dovrà ora fare i conti con l’idea di passare alla storia come l’ultimo primo ministro del Regno Unito”. 

Il commento

Di Antonio Villafranca, Vice Presidente per la Ricerca ISPI

“In un mondo di grandi potenze qualsiasi paese europeo è piccolo, Regno Unito incluso. Ancor di più lo sarebbero Scozia, Irlanda del Nord e Galles che sembrano rilanciare – con dei distinguo – l’idea di referendum per l’indipendenza. Queste istanze in giro per l’Europa ci sono sempre state, ma sono state attenuate dalla comune adesione all’Ue. Il Regno Unito avrebbe bisogno di un altro referendum: quello per il riavvicinamento a Bruxelles, non quello per l’indipendenza delle sue parti.”

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti