
Per questo autunno voglio un Lockdown nuovo di pacca, non importa per quale scusa, un Lockdown perpetuo, ecco. Dove la maggioranza resti chiusa in casa tra paure e paurose suocere, reclusa tra le quattro mura e la TV; nemmeno devono scendere a portare il cane fuori. Dal giorno che il desiderato blocco è finito, ad esempio, le strade sono tornate sporche come prima. Nei parchi sono fiorite con svariati colori, ogni specie di pacchetti di patatine, bottiglie varie, maschere d’ogni sorta: tradizionali, a fiori, di pizzo. Sbriciolati, per terra sono riapparsi: polistirolo, involucri, plastiche varie, ogni sorta di rifiuti. Al primo taglio della folta erba delle aiuole, sono riemerse abbellendo di colori attorno ai nostri marciapiedi, lattine di birra, assorbenti,coppette di gelato, palette e secchielli. Ah quanto rimpiango il lockdown: non ero più abituato a vedere vecchiette con la mascherina guidare l’auto con i guanti in lattice e brillanti anelli, gli occhi folli, di fuori, e parcheggiare sull’angolo della strada con le ruote sul marciapiede. Ho perduto la pazienza, un giorno, vedendo pubblici impiegati a zonzo invece che negli uffici, rigorosamente chiusi,per ” Smart no working” a fare le file davanti ai pochi negozi aperti. Una ha risposto ai miei epiteti, che lei lavora in Comune “.. Sa!”. Ma, reticente, con chi lavorava in comune non me lo ha spiegato. Anche io lavoro in comune, gli ho risposto a muso duro, ma col mio socio; poi… ” Mal Comune, mezzo gaudio!”. In un’altra occasione, mentre vecchi sciocchi in divisa, sull’auto della protezione civile circolavano disinvolti mano all’inglese nel parcheggio pubblico, hanno attirato la mia attenzione di scontento. Chissà perché dopo che hanno dato il via libera a tutti, tutti quelli con la mascherina, li trovi in flagranza continua d’infrazione di guida. O li vedevi in bici ancora peggio ciurmati: mascherina, occhiali e boccaglio.. Rivoglio il lockdown, lo rivoglio perpetuo, tanto io non ho suocera, vivo lontano dalla città, mai vivrò in un palazzo al sesto piano, non getterò nessuno dal balcone. E mai vedrò la TV, dove frequenti insulsi politici, con a capo l’arlecchino, si espongono assieme a sciocchi vari. Rivoglio il lockdown, me lo merito: uscivo di casa, in quei giorni, nel silenzio assoluto del villaggio deserto, come quei paesi western abbandonati, fantasmi. Nel silenzio profondo solo un paio di sacchetti di plastica trasparente e di un certo volume rotolano , nonostante tutto, sull’asfalto, come cespugli mossi dal vento che a folate spirava. Un piccolo impegno per raggiungerli e da probo ambientalista gli avevo recuperati e gettati nell’apposito cestino; avvenisse mai che una tartaruga ci soffocasse dentro casualmente. Evviva il Lockdown un momento di quiete, oltre i giardini ordinati e puliti come in Svizzera,… O quasi! Con l’eco idiota di auto a megafono acceso ” non uscite non uscite!”. Con i cingnali che in fila indiana attraversano la strada sull’imbrunire della sera per infilarsi nella macchia. Oh che meraviglia, vedere le lepri saltare nel ruvido parco, accarezzato dalla bruma con l’erba umida di argentea brina, quando i fagiani corteggiano le fagiane. Ma si sa, non si può avere tutto nella vita: e un giorno, meschino, qualcuno lassù non lo ha voluto più. Per contro, i morti per Covid19, nel senso a causa del lockdown,sono diminuiti. La gente non si è più gettata dalle finestre, gonfiato di cazzotti il suo parente prossimo, ucciso il gatto del vicino per farlo in forno con le olive all’uso dell’Artusi. Ma si è riversata pian piano in strada, stralunata, disabituata, senza crederci più, con occhiali e il neceser, nelle variabili più comiche, continuando a parcheggiare contromano, sui marciapiedi, ed ogni sorta di fantasiosa regola, purché avesse il celebre bavaglio e una sigaretta in mano per ampliare la capacità respiratoria polmonare. Ed oggi che dire in un ibrido dittatoriale di stato? Appena esci di casa e poni lo sguardo a terra, trovi il solito sacchetto di plastica davanti all’uscio, prosegui poi melanconico incontrando rabberciato, un tovagliolo di un ignoto Burger con contorno di cicche di sigarette. Ah… Sospiro ma un nuovo lockdown vero, o finto che sia.. Ma una bella dittatura che elimini i diritti fondamentali.. Degli altri… Insomma : un piccolo sforzo perdio e ci siamo!

Lascia un commento