Il PSDI si accinge a celebrare il suo congresso a Bellaria ( RN ) il 5-6-7 ottobre prossimi per affrontare e discutere delle due novità della politica italiana: la nascita del Partito Democratico e la Costituente Socialista.
Sul primo la storia è tutta da scrivere, salvo la genesi che invece trova le radici nella permanente ricerca dell’incontro tra le componenti ex-democristiane, non solo di sinistra e non solo dei cattolici democratici, e comuniste, non solo riformiste dell’ex-PCI.
Sulla seconda, invece, la storia è lunga e di antica data e con grandi ambizioni rimaste spesso in nuce e accompagnate da rotture e divisioni.
Pensare ad una Costituente Socialista di pura riunificazione di piccole formazioni richiamantesi al socialismo ed alla socialdemocrazia europea, così come a tutt’oggi sembra e diversamente dalle aspettative suscitate a Bertinoro, probabilmente non porta al risultato sperato di costituire una grande forza socialista, socialdemocratica, laica ed interprete degli indispensabili apporti di modernizzazione in senso liberale.
La presenza di una forza politica che si richiami in modo esplicito al pensiero del socialismo europeo è assolutamente indispensabile in Italia per creare nuove condizioni di garanzia e di tutela di tutte le componenti presenti nel tessuto sociale del nostro Paese.
Una particolare attenzione va rivolta a tutte quelle parti sottoposte a disagio e/o a emarginazione, al fine soprattutto di evitare che si allarghi tale fascia a discapito del benessere conquistato dal dopoguerra ad oggi.
Inoltre, tale forza deve impegnarsi ad operare, “in primis”, per la riproposizione del pieno rispetto del principio del “bene comune”.
La prospettiva di costruzione di una grande forza che si richiami alla socialdemocrazia e al socialismo di stampo europeo potrà avverarsi nella misura in cui gli attuali dirigenti delle piccole formazioni che intendono aggregarsi avranno la forza di riconoscere anche gli errori commessi con scelte errate, passate e recenti, e quindi mettere in discussione anche se stessi e le proprie piccole leaderships.
Quindi apertura massima a tutte le energie nuove e quindi agli uomini che si riconoscano in questo processo di modernizzazione e di allargamento dei confini di partecipazione puntando a nuovi leaders credibili e portatori di idee e programmi realizzabili e non futuribili e non alla riproposizione di vecchi schemi che sono già stati condannati dalla storia.
Oggi siamo forse all’ultimo appuntamento per la riproposizione di una grande forza socialdemocratica, socialista e laica, ma non anticlericale ed interprete degli aspetti convergenti del pensiero liberale, e di sicuro ancoraggio europeo.
Non v’è dubbio della necessità di una tale importante e consistente presenza per poter garantire l’equilibrio nelle scelte necessarie a riportare l’Italia ad un recupero di credibilità economico-finanziaria coerente e compatibile con gli altri paesi europei, nonché ad un livello di maggiore equilibrio nella vita sociale riducendo le attuali disparità; senza dimenticare l’urgenza di una maggiore tutela della sicurezza dei cittadini, al fine di garantire una migliore qualità della vita.
Il PSDI è impegnato ad elaborare un manifesto di principi ed intenti che si richiamino alla socialdemocrazia ed invita tutti coloro che si riconoscono nello spirito di Bertinoro a concorrere ad elaborare queste tesi partecipando al Congresso a Bellaria al fine di poterci confrontare con i promotori alla Costituente Socialista e verificare il livello di condivisione di dette opinioni.
Alberto TOMASSINI – Presidente Consiglio Nazionale PSDI

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