Piove a Comacchio e le case sembrano sigillate. A caso si trova, tra una pozzanghera e una coda di auto sul vialone che porta a Pomposa, palazzo Bellini dove entomologi, tecnici, amministratori di fama fanno il punto su un tema centrale. Quale? Crisi economica? No. Salute del pianeta? Neanche. Futuro dell’anguilla? Nemmeno. Lotta alle zanzare sulla costa romagnola ed efficacia dei sistemi larvicidi. Bellissimo, perfetto. Si perché quello delle zanzare sembra un problema di una puntura e via, ed invece non lo è. Le zanzare cambiano, le zanzare sono tante, sono fastidiose ma anche utili. Per l’eco sistema. Per l’alimentazione di pesci e uccelli. Si scopre un mondo. Che ha capitale Comacchio, per via delle valli e dei luoghi di elezione per le zanzare, nel senso che qui si riproducono in quantità. Ebbene qui un gruppo di scienziati capitanati dall’entomolgo Romeo Bellini, da 17 anni lavora a censire, catalogare e controllare il mondo della zanzara, che da problema fastidioso è diventato problema sanitario, due anni fa con l’esplosione del caso zanzara killer di Castiglione di Cervia.. Ed è un problema interregionale perché ovviamente riguarda tutta l’area del delta del Po, territorio veneto e territorio emiliano. Ma coinvolge anche altre zone che non sospetteresti: dalla Toscana e all’Umbria, per il lago Trasimeno Il sindaco di Comacchio Cicognani è serena e combattiva: la zanzara da problema può diventare opportunità, e creare una occasione di studio e conoscenza dell’ambiente. Anche per il sindaco di Ariano Polesine Chillemi c’è spazio per una azione ambientale turistica. Ci vuole un’alleanza. Il Po non come barriera ma come ponte. A Berra fanno addirittura una Sagra della Zanzara. Con la fantasia si trasforma un problema in opportunità. Studio, ricerca, valorizzazione ambientale, festa. Tutto dentro il parco del Delta del Po. Tra l’altro la sindaca di Comacchio accenna a Mantova come possibile città gemellata della lotta mirata alla zanzara che significa contenerla non distruggerla. Perché aggiunge il noto entomologo Giorgio Celli, che è responsabile scientifico del progetto, la zanzara è un animale utile al sistema eutrofico. Ma può diventare pericoloso. Dopo circa 50 anni di pace, come d’improvviso il nostro Paese sembra tornato a rischio di malattie trasmesse da vettori, in primis le zanzare. Dice Celli che la “piccola epidemia causata dal virus della Chikungunya in Romagna nel 2007 la rapida intensa diffusione del virus West Nile alla fine dell’estate 2008 ci dicono che si è aperta una nuova stagione cui dobbiamo prestare giusta attenzione. La penisola è protesa verso l’Africa ed aperta a flussi migratori di uomini e animali. Le merci da porti e aeroporti entrano a milioni di tonnellate e non c’è speranza di erigere barriere sanitarie che diano garanzie”. E’ la globalizzazione. Anche delle zanzare. “Da sempre i parassiti si sono adattati ed hanno tratto vantaggio dalle società umane sviluppando patologie a volte acute, più spesso croniche. Non c’è angolo della terra che possa essere considerato isolato. In poche ore di aereo si attraversa l’oceano. Centinaia di specie vegetali e animali vengono introdotte inavvertitamente in nuove aree geografiche attraverso i nostri mezzi di trasporto. Le regioni bio-geografiche, così come le abbiamo conosciute e definite, sono destinate inesorabilmente ad omogeneizzarsi in un grande melting pot? Se è vero che non possiamo ancora prevedere il dove e il quando si scatenerà un’epidemia è però innegabile che le nostre capacità di valutare il rischio e di adottare misure di profilassi e pronto intervento sono in forte evoluzione” : C’è di che riflettere. “Il problema vero –conclude Giorgio Celli- sta nella capacità di individuarle sul nascere. La lotta al vettore rimane in molti casi la sola via disponibile per contenere malattie come la malaria e la dengue che mietono ancora oggi nel mondo milioni di vittime”. Per la zanzara di casa che da fastidio alla signora nella camera da letto che non riesce a dormire, Celli ha una soluzione tutta sua: “ammazzarla con una ciabattata o cambiare marito”.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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