
Si ammazza molto nell’America latina; in El Salvador si anno 3.340 assassini (52,02 ogni 100mila abitanti), in Giamaica 35,99, in Honduras 57,32, in Venezuela 44,39. In Colombia negli anni ’90 si avevano 100 omicidi ogni 100mila abitanti ma dopo la fine delle guerre tra Narcos si sono ridotti a 25. Gli Usa, con 5 omicidi ogni 100mila abitanti, sono il paese occidentale più violento. La Russia li doppia con 10 ammazzati ogni 100mila abitanti. gli Asiatici ammazzano meno di tutti, da 0,16 omicidi ogni 100mila abitanti di Singapore, a 0,26 del Giappone, a 0,32 di Macao, a 0,53 della Cina. L’Italia presenta praticamente gli stessi dati di Pechino, 0,57. I tedeschi un terzo in più degli italiani, 0,9 ogni 100 mila abitanti, gli inglesi il doppio, 1,2, i francesi più del doppio, 1,40. Norvegesi e sloveni uccidono meno deli italiani. In Europa, il paese più pericoloso è la Lettonia, 3,75 ogni 100 mila abitanti. In trent’anni si sono ridotti li omicidi in Italia (nel 1991, 3,39 per 100mila abitanti) e negli Usa (1991, 9,7). Nel 2017 però ci sono stati 464mila omicidi, molto più ce nel 1992 quando gli omicidi erano stati 395.542. Le guerre uccidono 89mila, il terrorismo 26mila.
In Italia si uccide poco. 314 assassinati nel 2022, 304 nel 2021, 286 nel 2020, 315 nel 2019. Qualcuno troverà tendenze di crescita; si dirà che ci sono più criminali perché hanno steso 28 vittime nel 2022 rispetto alle 26 del 2021; ed invece è solo il caso. L’unico dato certo è che muoiono ammazzati più uomini che donne. Quest’anno ci sono stati 184 omicidi fino a luglio, di cui 65 vittime donne divenute 75 a ottobre, nell’ambito di 115 delitti avvenuti in famiglia. Siamo nell’ordine di un’inezia lo 0,005% della popolazione. Ogni analisi guarda al microscopio le fattezze di una formica confrontandola con una termite, e cerca di vedere quante volte la pugnalata è arrivata da destra invece ce da sinistra; oppure se la rivoltellata ha colpito alle spalle o meno. Numeri tanto piccoli non dovrebbero suscitare allarme ma soddisfazione perché l’Italia è all’altezza dei paesi asiatici, i più pacifici al mondo. Invece no, spasmodicamente si recita una tragedia per raccontare la crudeltà’ della vita in famiglia.
Tempo fa, quando a vanvera si parlava di regime e di bavaglio alla stampa era sorto il mito dei giornalisti uccisi, martiri del diritto di cronaca. E per la cronaca ne sono stati uccisi in Italia 28, in 75 anni, meno di uno ogni 3 anni. Con tutta la pietà ed il rispetto delle dipartite, una delle categorie più protette non dovrebbe usare simili artifici retorici per dare valore al proprio lavoro. Ance la comunità gay ricorda i suoi martiri, nel 2022 un assassinato e tre suicidi per le vessazioni e gli stupri subiti, nel 2023 un altro omicidio. Poi gli assassini si disperdono in aggressioni, e bullismi, contate fino a 11 certe; come dire, ma ce ne sono ance di incerte. Senza contare spintoni, ricatti e brutte parole. Ance nella tragedia della guerra argomenti così importanti trovano uno spazio di luce. Una tremenda scoperta, come la testa mozzata di un 25enne palestinese, Ahmad, ritrovato sul ciglio di una strada di Cisgiordania. Il ragazzo era fuggito nella casa famiglia di gay arabo-israeliani discriminati, The Different House di Tel Aviv; ma i fratelli, zii e cugini ce il giovane temeva, come testimoniano dalla struttura, l’anno riacciuffato. Ora israeliani e palestinesi in guerra a gaza anno ben altro cui pensare e forse molti del overno israeliano non condividono le parole del renzianoScalfarotto, La situazione delle persone Lgbt in Medio Oriente è un tema gravemente sottovalutato. Certo, è un fatto che Israele sia l’unico porto sicuro nella regione per ay e affini.
C’è poi un problema di calvicidio. In Mozambico, come noto, un albino vale moltissimo (€65mila) per gli stregoni ce ne usano li organi per rituali di prosperità. Ora ance i calvi, o meio coloro ce perdono i capelli per alopecia, interessano i curatori convinti ce la testa di un calvo contenga oro. in Burundi, Malawi, Mozambico e Tanzania vengono catturati e decapitati; numeri precisi non ce ne sono, l’Africa è scarsa di statistiche ce non interessino le multinazionali.
Tristissima è poi la vicenda degli infanticidi, bambini uccisi dai genitori. Tanto angosciante, frustrante, abbattente quanto minima nei numeri, neanche 270 in 10 anni. C’è la madre di Cisliano, Milano ce soffoca la bimba duenne; quella di Parabiango, Milano ce strozza un 4enne con il cavo elettrico e quella di Casatenovo, Lecco, che annega nella vasca il bimbo 5nne. A Cogne la vittima era il bimbo 3nne. Le madri, sempre per forte depressione, spesso postparto, hanno l’esclusiva, negli ultimi tre anni in 35 casi sui 39, dell’infanticidio, l’uccisione del neonato tra gli 0 e i 5 anni. Oltre arrivano i padri; il 44enne di Mesenzana e quello di Mozzarone, Varese, uno accoltella i figli 13nne e 7 anni; l’altro fa fuori il figlio 7nne. Eppure, a Milano un 24nne distrugge il figlio duenne con 51 pugni e calci; un altro a Motta Visconti, Milano, uccide la bimba 5nne ed il bimbo di 20 mesi. Nel 64% dei casi l’omicida è il padre, nel 36% la madre.
Su queste dolentissime note si chiude questa terribile parata che non ha nessun pride da ostentare. Se non i minimi numeri, l’insignificanza statistica che rincuora per i milioni di padri e madri che soffrono e si sacrificano per l’amore per i figli; per i milioni di compagni e mariti che adorano le proprie compagne e mogli; per le famiglie, ultimo saldo nido di amore, protezione e sicurezza per i suoi componenti. Rincuora il 99% su cui si può contare, anzi il 99, 995%. Con tutto il rispetto per chi si sgola per lo 0,005.
Giuseppe Mele

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