Anche perché fu una delle peggiori figure della mia esistenza.
Bello e di successo. Studente di medicina (quasi alla fine). Era (lo devo dire) uno notevole e con un sacco di amici. La sua passione: il windsurf, e, pensavo, lo fossi anche io: la sua nuova ragazza: una all’ultimo anno del liceo. Iniziammo la storia a marzo. Amici carini, sempre fuori (tutto davvero fichissimo). Anche, con un po’ d’imbarazzi: immaginatevi (lui) all’uscita da scuola con la macchina (poi di quelle scappellate!). Che vergogna!
Dal mio punto di vista, posso ammettere di essermi invaghita di ogni cosa, non ultima, della parte (meramente) fisica.
Ai primi di giugno, capii che lui aveva un’altra, o meglio, capii di essere io l’altra. Il ragazzo era abbastanza fidanzato (con l’altra… appunto) da sentire in giro la parola “matrimonio”. Siccome, alla fine, una come me era una Giovane Marmotta cresciuta da esploratrice e bisognosa di verità, m’intrufolai nel suo giardino (parlo di una bella casa appena fuori Firenze). Lo feci in uno di quei fine settimana in cui (lui) diceva di avere altro da fare. Attesi nei cespugli come la puzzola che ero, e voilà… credo fosse una delle più belle ragazze che avessi mai visto. Elegante, decisamente charmant.
Come in una tragica commedia, il bassotto di casa cominciò ad abbaiare. Ruzzolai all’indietro. Frasche e foglie ovunque. Praticamente, il casino che farebbe un cinghiale. Mi alzai in piedi.
Fu un momento che ricordo con qualche fastidio perché (raramente, come allora) provai quella sensazione di voler sparire.
Lui rimase annichilito. Lei mi chiese se fossi un’amica del fratello più giovane del porco (con “porco” intendersi il mio ragazzo… che poi era il suo di fidanzato).
Risposi di si (mentendo). Dissi che giocavamo a nascondino (dico, a nascondino a diciotto anni! Chefffigura!!!). Poi salutai entrambi a capo chino. Mi allontanai.
Quella sera lui chiamò. Ovviamente non risposi né a quella né a nessun’altra delle sue telefonate. Finì così. Tutt’ora non capirei se rimasi più male per me, oppure per lei (all’idea andasse a sposarsi un simile tanghero).
Sono sportiva e non mi scandalizzo dei tradimenti, ma quello era riuscito a tradirne due (e bene) in un botto solo. Almeno una ritengo avesse il diritto di sapere (altrimenti si perdono i rifermenti, no?)
Feci la maturità in condizioni non ottimali. Fortunatamente, ero abbastanza sgobbona da trovare nei libri le certezze che avevo perso fuori.
Andando a correre lungo l’Arno, ho visto uno (non tutto intero) che si era messo a fare windsurf tra una riva e l’altra del fiume. Sono bravatine da fessi che avrebbe potuto fare lui (o uno dei suoi amici). Non ho (ovviamente) indagato su chi fosse. Ho solo aumentato il ritmo e l’ho lasciato alle spalle (come feci allora).
Adesso, dopo la doccia, ho solo voglia di una buona cena.

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