• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il prezzo delle bugie: bancarotta per Rudy Giuliani

di Domenico Maceri | 24 Gennaio 2024
Palácio do Planalto, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

“La dichiarazione non dovrebbe sorprendere…..Nessuno avrebbe potuto credere che il sindaco Rudy Giuliani avesse le risorse per pagare una cifra punitiva così alta”. Con queste parole il legale di Giuliani ha spiegato la bancarotta del suo assistito dopo la sentenza di diffamazione che ha costretto l’ex sindaco della Grande Mela al risarcimento di 148 milioni di dollari. Giuliani era stato condannato di diffamazione su Ruby Freeman e sua figlia Wandrea Moss, due impiegate nel seggio di Atlanta nell’elezione del 2020. Giuliani, lavorando da avvocato tuttofare per Donald Trump, aveva accusato ripetutamente le due donne di avere causato frode elettorale facendo vincere Joe Biden nello Stato della Georgia.

Le due donne non avevano fatto altro che il loro dovere e per le accuse di Giuliani e Trump hanno subito minacce, hanno dovuto cambiare casa, ma alla fine sono riuscite a vincere la causa che ha portato Giuliani alla bancarotta per cercare di proteggersi dai creditori. Il giudice di Atlanta aveva anche determinato che il risarcimento doveva essere messo in atto immediatamente ma adesso con la dichiarazione di bancarotta non si sa quanto potranno ricevere la Freeman e la Moss. Giuliani ha dichiarato debiti per 500 milioni di dollari secondo le informazioni venute a galla da una recente udienza in un tribunale di New York dove l’ex sindaco ha fatto richiesta di assistenza per rallentare i pagamenti e stabilire priorità. Giuliani ha ovviamente anche cercato assistenza finanziaria da Trump ma senza successo.

L’ex presidente da parte sua è di questi giorni sotto processo civile per diffamazione, accusato dalla giornalista E. Jean Carroll la quale nel mese di maggio aveva vinto una causa per aggressione sessuale. Gli eventi avvennero nel 1996 e l’ex presidente è stato condannato per l’aggressione e anche per averla diffamata. La giuria aveva stabilito un risarcimento di 5 milioni di dollari. Dopo la condanna Trump ha continuato a diffamare la Carroll la quale lo ha denunciato di nuovo chiedendo 10 milioni di risarcimento. Al momento di scrivere il processo è stato sospeso per la malattia di un membro dei giurati e per il fatto che l’avvocata di Trump, Alina Habba, ha avuto contatti con i suoi genitori i quali sono contagiati di Covid. A differenza di Giuliani le tasche di Trump sono profonde specialmente perché uno dei suoi Pac continua a raccogliere fondi dai suoi sostenitori che il tycoon continua a richiedere specialmente ogni volta che viene incriminato.

Le tasche della Fox News sono anche profonde e la rete di Rupert Murdoch è stata costretta a pagare 787 milioni di dollari alla Dominion Voting Systems per diffamazione subita. La Fox aveva ripetutamente accusato il sistema di software della Dominion, usato nel conteggio di voti in una ventina di Stati, di avere assegnato voti a Joe Biden invece di Trump, alimentando la bufala della frode elettorale. Il patteggiamento ha risparmiato a Murdoch l’imbarazzante processo nel quale lui stesso e i più noti conduttori sarebbero stati costretti a testimoniare. Documenti rilasciati chiariscono che questi conduttori sapevano della sconfitta di Trump all’elezione ma continuavano ad alimentare la “grande bugia” per mantenere alti i loro indici di ascolti. I guai della Fox con la grande menzogna dell’elezione rubata continuano però poiché Smartmatic, un’altra azienda di macchine elettroniche per il conteggio dei voti simile a Dominion, ha anche esposto una denuncia per diffamazione. La richiesta di risarcimenti in questo caso è di 2,7 miliardi di dollari ma sembra che la Fox non sia interessata a patteggiare, facendoci credere che si arriverà al processo.

Trump non è l’unico politico ad avere difficoltà con la diffamazione che lui mescola con le elezioni rubate le quali avvengono solo in quegli Stati dove lui ha perso. Kari Lake, candidata a governatrice dell’Arizona nell’elezione del 2022, fu sconfitta dalla sua avversaria democratica Katie Hobbs. La Lake, seguendo la strada della grande bugia di Trump, ha sostenuto che la vittoria di Hobbs è dovuta alla frode elettorale senza però avere successo nei tribunali. Anche lei ha additato un colpevole per la sua sconfitta accusando il direttore delle elezioni del Maricopa County Stephen Richer di frode elettorale. La Lake ha asserito che Richer aveva aggiunto 300 mila schede elettorali illegalmente. Richer, anche lui repubblicano, ha denunciato la Lake per diffamazione. Nel mese di dicembre dell’anno scorso i legali di Lake hanno cercato di fare archiviare il caso asserendo che le accuse di Lake non dovevano essere accettate come fatto poiché consistevano semplicemente di “iperbole retorica”, ossia cose che si dicono in politica. Se la denuncia riceverà il via libera significherà la fine della “libertà di espressione”, secondo i legali della Lake. Richer però ha giustamente interpretato le parole come diffamazione e i magistrati hanno già indicato che il processo procederà. Le tasche di Lake non sono profonde come quelle di Fox News e Trump. Sarà interessante vedere se il tycoon, il probabile vincitore della nomination repubblicana, le verrà in soccorso. Non lo ha fatto con Giuliani e con ogni probabilità nemmeno con la Lake. In politica dunque si può mentire a volontà purché si abbiano abbastanza risorse finanziarie per ritardare i processi e dopo molto tempo in alcuni casi alla fine, forse, risarcire le vittime.

Domenico Maceri

Pubblicato in : EditorialeTag: azienda, dichiarato, elezioni, finanziaria, genitori, macchine, processo, rupert murdoch

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti