• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il presente che imita il passato inconsapevolmente

“Sindrome 1933”: un libro che impressiona per la lunga lista delle analogie fra il presente italiano ed europeo e tutto ciò che caratterizzò l’ascesa e l’inizio del governo di Hitler.

di Grazia Carifi | 19 Maggio 2019

Un contratto di governo tra due partiti che si erano insultati fino al giorno prima? Gia’ visto! Qualcuno raggiante che si affaccia al balcone? Gia’ visto! Un popolo sfiduciato al voto, “tanto peggio le cose non possono andare”? Gia’ visto! L’ esplosione di populismo in Europa, scossa da movimenti anti-immigrati, anticorruzione, anticapitalismo, antisemiti? Gia’ visto anche questo. E tutto in un periodo, quello della Repubblica di Weimer che si concluse nel 1934 con la nascita del fenomeno nazista e la conseguente ascesa di Hitler al potere, saldamente mantenuto sino alla tragedia finale.

Potrebbe essere anche “Déjà vu” il titolo del saggio scritto, in tempo reale, mentre tutto il “gia’ visto” oggi accade, da Siegmund Ginzberg, storico, saggista, giornalista per anni inviato all’ estero, che invece ha preferito intitolare questo libro, edito da Feltrinelli, “Sindrome 1933”. Un invito a riflettere rivolto ai suoi contemporanei italiani, ma anche europei.

La sequenza dei “déjà vu” e’ lunga e, pertanto, impressionante. Spirito di solidarieta’ additato come “spazzatura umanitaria” (oggi, buonismo); l’ odio per le èlite, additate come la fonte di ogni ingiustizia; contro la cultura “dei professoroni”, come qualcun direbbe oggi; contro i giornali, o “giornaloni”, colpevoli di remare contro. Senza contare che uno dei primissimi provvedimenti del ministro degli interni del governo Hitler, Wilhem Frick, fu chiudere le porte agli immigrati, in gran parte poveri ebrei dell’ est Europa che fuggivano ai progrom e alle persecuzioni, nella speranza di fuggire in America dopo aver attraversato la Germania. A questo si aggiunge una politica tesa a raccogliere ogni protesta, ogni lamentala, ogni desiderio del popolo cui viene regolarmente promessa soddisfazione, anche a scapito delle casse statali tedesche, sempre piu’ svuotate – piu’ che in nome del popolo in quello della propaganda di regime -, tanto da obbligare l’ allora ministro dell’ economia Hjlmar Schacht, ad escogitare strumenti diabolici di rimpinguamento virtuale del tesoro di Stato. “Hitler – ci ricorda Ginzberg, che in questo saggio ha profuso una puntuale  e pignola documentazione da storico – prometteva qualcosa a tutti, fregandosene dell’ ortodossia economica, dell’ indebitamento e dei rapporti internazionali”.

Perche’ leggere questo libro? La risposta e’ affidata alle parole dell’ autore. Per dare una spiegazione a quella “sgradevole sensazione di déjà vu” veicolata dalle notizie di ogni giorno”. Per ricordarci che “ci sono, in molti paesi, leader poco raccomandabili, arrivati al potere sull’ onda di un voto popolare”. “Sono andato in cerca di analogie, che sono per definizione imperfette, e forse anche superficiali, non come strumento di polemica o propaganda, ma come strumento di comprensione” . “Temo – scrive Ginzberg – il presente che imita il passato inconsapevolmente, magari senza accorgersene. Ecco perche’ sono andato in cerca di analogie”. “mi preoccupa – osserva – una specie di coazione a ripete involontaria, il riaffacciarsi di dinamiche, meccanismi che avevano portato al disastro la Germania di Weimer, e con lei l’ intera Europa”. La storia non si ripete mai allo stesso modo, ma le dinamiche tendono a ripetersi, anche se non ce ne rendiamo conto. Il guaio e’ che sappiano a cosa hanno portato  nel passato, ma siamo ciechi circa il futuro.

“SINDROME 1938”, di Siegmund Ginzberg, Feltrinelli. 16 euro.

Grazia Carifi

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, estero, euro, europa, futuro, germania, giornali, governo, la germania, provvedimenti, regime, repubblica, speranza, tesoro

Info Grazia Carifi

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti