
(fonte Presidenza della Repubblica)
Mi chiedo se chi ha firmato ad Ancona il fermo amministrativo di 20 giorni della nave di Medici senza Frontiere (la Geo Barens) sia incorso nel reato di interruzione di un servizio di pubblica necessità ai sensi dell” articolo 240 del codice penale?
Che il soccorso in mare (chiunque lo svolga) costituisca un servizio di pubblica necessita’ (259 CP) nel caso di Medici Senza Frontiere è sancito a livello internazionale.
MSF da moltissimi anni gode, infatti, dello speciale status di partner del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) e su questa base in opera per conto delle principali agenzie del’ ONU, UNHCR in primis all’ implementazione di una vasta gamma di servizi di pubblica necessità in campo sanitario e del soccorso umanitario.
Questo status di MSF In Italia non può essre ignorato perché ogni disposizione e normativa interna non deve (o almeno dovrebbe) discostarsi da quanto previsto dal primo comma dell’ articolo 10 della Costituzione (conformita con il diritto internazionale).
I Ministri Piantedosi (soccorsi in mare) e Nordio (caso Donzelli/Del Mastro) hanno dimostrato in questi primi mesi di governo hanno utilizzato moltissimo il diritto amministrativo, che – per inciso – più di una volta e’ all’ origine delle inefficienza della nostra pubblica amministrazione.
A tutto c’ è un limite. Non si può usare il diritto amministrativo in modo spregiudicato senza tener conto delle gerarchie proprie dello Stato di diritto e delle norme internazionali.
Sotto il profilo del diritto penale italiano e del diritto internazionale bloccare una nave umanitaria per 3 settimane come punizione e’ quantomeno discutibile.
In ogni caso l’ idea di punire MSF perché ha salvato, salva e intende salvare “troppe” vite umane in mare è distante anni luce dall’ equilibrio tra giustizia e misericordia di cui ha parlato il Papa all’ inaugurazione dell’ anno giudiziario della Santa Sede.
Marco Mayer
https://www.repubblica.it/cronaca/2023/02/26/news/migranti_naufragio-389589719/

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