
Ha dei valori Donovan, nati da quel “manuale delle regole, lo chiamano Costituzione ed è ciò che ci rende americani” e non intende recedere dai suoi principi di sano e onesto lavoratore. Chiamato a difendere una spia sovietica accetta il difficile incarico anche se sa di mettere a rischio la sua carriera e la sua vita familiare. Per l’impegno che mette nella difesa viene accusato di “eccessivo zelo” e malvisto dai vicini. Dovrà perfino convincere la moglie a sostenerlo perché “…stiamo vivendo una guerra basata sull’informazione…”. Ieri come oggi.
“Tutti meritano una difesa” ribatte a chi, come il presidente del tribunale che ipocritamente vorrebbe che il processo per la spia fosse, se non proprio una farsa, una semplice formalità. (“Abel avrà un processo e alla fine verrà condannato alla sedia elettrica”). Crede nella giustizia Donovan e Spielberg, uno dei registi che sa rendere al meglio l’amore per la patria degli americani, avvalendosi della sceneggiatura dei fratelli Coen e Matt Charman racconta un episodio della guerra fredda in un’America che, terrorizzata dal pericolo comunista, teme un attacco dei russi.
Il colonnello Abel, agente del KGB entrato negli Stati Uniti con passaporto inglese,vive a New York ed è un pittore di ritratti e paesaggi.
Per il suo autoritratto si guarda e si studia in uno specchio. Quindi nelle prime inquadrature abbiamo tre diversi punti di vista: Abel, il quadro e lo specchio, ad indicare le diverse facce di una realtà che non è quella che sembra, che sfugge ad ogni possibile catalogazione.
Abel è condannato a 30 anni di reclusione ma se l’Unione Sovietica ha le sue spie gli Stati Uniti hanno gli U2 e piloti addestrati a sorvolare e fotografare il territorio sovietico- Quando uno di loro viene abbattuto e catturato la CIA affida a Donovan il compito di patteggiare uno scambio e la scena si sposta in una Berlino ancora con i segni della sconfitta, con un muro che si sta innalzando e con le guardie che sparano su chi tenta di passare da Est a Ovest . Analizza anche i rapporti tra Unione Sovietica e DDR il film perché Donovan rincara la dose e vuole anche la liberazione di uno studente inglese ce si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato e la storia si conclude su quel ponte di Glienicke (che unisce Berlino a Postdam) noto a cinefili e no per i tanti film che alla fine degli anni cinquanta hanno raccontato la storia di tante spie scambiate proprio su quella striscia di terra controllata da aericani, sovietici e dalla DDR.
Se alla regia, alla sceneggiatura, alla fotografia, agli omaggi a registi famosi da Welles a Hitchcock, aggiungiamo due attori “monstre” quali Tom Hanks (Donovan) e Mark Rylance (Abel) possiamo parlare di capolavoro. Stranamente trascurato nelle nomination ai Golden Globe, speriamo che recuperi agli Oscar.

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