Riccardo Marasco, indimenticabile amico – Ci conoscemmo alle medie: io passavo a prenderlo la mattina al Ponte Vecchio per andare a scuola, lui mi passava a prendere il pomeriggio al Ponte alla Carraia per andare in palestra. Ci siamo spesso visti nei tanti anni che sono seguiti, nel procedere di un’amicizia limpida e sorridente. Adesso che se ne è andato voglio ricordarlo con gioia a chi lo conobbe e parlarne con tenerezza a chi non ebbe questo privilegio né, forse, nemmeno quello di ascoltare le canzoni con cui quest’ultimo menestrello fiorentino, un cantautore che scriveva e cantava a modo suo la storia della nostra Firenze.
La notizia della sua scomparsa – è del 19 Dicembre il lancio d’agenzia “E’ morto Riccardo Marasco, il menestrello di Firenze” (AdnKronos.com) – è stata seguita da molti articoli, con note ufficiali di cordoglio e con esaltazioni della sua vena poetica e lirica: alcuni li trovate su La Nazione, “La Republica“, “Corriere Fiorentino“, “FirenzeToday“, “Il Tirreno” e “Nove da Firenze” ma ce ne sono ancora tanti e tanti.
Come mio ultimo personale omaggio, dedico a questo grande amico la prima bozza di “Dracula Bar” – un’operetta ancora incompleta, risalente a questi nostri ultimi mesi di incontri al reparto trasfusioni dell’ospedale di Careggi, nella quale parlo anche di lui.
1/1/16 – Un anno che comincia con un bellissimo ricordo
Come mio ultimo personale omaggio, dedico a questo grande amico la prima bozza di “Dracula Bar” – un’operetta ancora incompleta, risalente a questi nostri ultimi mesi di incontri al reparto trasfusioni dell’ospedale di Careggi, nella quale parlo anche di lui.

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