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Il PD la smetta di fare politica in outsourcing

di Nicola Cariglia | 7 Aprile 2013

La sinistra. in Italia, è stata portatrice di grandi valori. Perché ora si è ridotta a cercare ossessivamente al suo esterno i segnali per indicare la rotta se non addirittura la prova della propria esistenza?

grasso_boldrini-1Mi considero da troppo tempo un appartenente alla sinistra in esilio. Un senza terra: insoddisfatto della “offerta” che i partiti “di sinistra”, senza eccezione alcuna, propongono in Italia. E francamente sono anche stufo di questa mia situazione. Perciò le cose che scriverò di seguito non sono dettate da malanimo, ma dal desiderio di fare riflettere sulla deriva pericolosa ( in primo luogo per il suo futuro) imboccata dal principale partito italiano appartenente alla sinistra, il PD.

Così svuotato e incerto da non ricercare dentro la sua tradizione e la storia dei suoi uomini migliori i messaggi da inviare agli elettori. E bisognoso di affidare al suo esterno i propri segnali. Un partito, insomma, che ha introdotto nella politica italiana la pratica dell’outsourcing. Che appalta ad altri il compito di proiettare la propria un’immagine. Si rifletta, al riguardo, sui seguenti fatti.

Cosa è che fa gonfiare ultimamente il petto al partito di Bersani, che rende orgogliosi i militanti , o, quanto meno, li rincuora dopo la sberla elettorale?  Niente di più facile. E’ il metodo Boldrini-Grasso, cioè l’elezione dei presidenti dei due rami del parlamento. Soprattutto quella del presidente del Senato, dal momento che alla Camera, grazie al porcellum, sarebbe stato eletto anche il gatto di Bersani se lo avesse candidato. Cosa rende sicuro della collocazione a sinistra e della aderenza ai grandi valori progressisti e rivoluzionari il popolo piddino? Essere contro Berlusconi e, al contrario, cercare il dialogo con Beppe Grillo. E la superiorità morale degli aderenti al partito da che deriva? Dallo stare incondizionatamente dalla parte dei magistrati tosti, quelli che prima mettono dentro il malcapitato che incappa nelle loro inchieste e poi fanno, quando le fanno, le indagini per cercare le prove.

A queste cose io, purtroppo, ci penso spesso. E il pensarci mi manda politicamente in depressione.

La sinistra in Italia, sia quella incappata nel grande e tragico abbaglio comunista, sia quella laica e riformista, è stata portatrice di grandi valori. Ha ingaggiato e vinto battaglie che hanno migliorato le condizioni di vita. E’ stata decisiva per rendere dignitoso e sopportabile il lavoro, realizzare l’uguaglianza fra uomo e donna, permettere a quasi tutti coloro che se lo meritano di studiare ed affermarsi. Ed ha sfornato personalità che ti facevano venire i brividi solo a guardarle e sentirle parlare. Impossibile non restarne ipnotizzati.

Perché ora si è ridotta a cercare ossessivamente al suo esterno i segnali per indicare la rotta se non addirittura la prova della propria esistenza? Boldrini per dimostrare l’atteggiamento non ostile verso gli immigrati? Grasso e i magistrati per esorcizzare la rabbia della gente contro gli sperperi del pubblico danaro e l’illegalità? E implorare Grillo per dimostrare di essere a sinistra? Proprio Grillo che ha contenuti e atteggiamenti che guardano piuttosto dalla parte opposta?

Più ci penso e più mi pare di avere un incubo. L’encefalogramma della sinistra è piatto. A tal punto da doversi attaccare a personaggi modesti, purchè esterni, per darsi una identità sempre più ambigua e scolorita.

Mai si era vista una forza politica che ricorresse all’outsourcing, all’appalto esterno, per indicare contenuti e direzione di marcia.

E così è sempre più dirompente la forza di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze agisce e parla in prima persona. Si dissocia dal letargo di una classe politica autoreferenziale e inconcludente. Tanto che persino considerazioni banali del tipo “ o ci mettiamo d’accordo col PDL o andiamo a nuove elezioni” provocano scompiglio e sospetti di tradimento. Di Renzi il PD tutto dovrebbe imparare il linguaggio diretto e l’abiura del politichese. Poi, si faccia il nuovo governo fondato sulle cose, senza pregiudiziali politiche o personali. Questo sarebbe un servigio reso al Paese. Se poi dal confronto interno e facendo i conti con la propria storia scaturisse finalmente una identità nitida, sarebbe un servigio reso alla sinistra italiana. Ed anche questa sarebbe cosa buona e giusta.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. paolo francia

    7 Aprile 2013 alle 21:53

    mi scuso, evidentemente il mio messaggio è rivolto a questo articolo di Cariglia che ho confuso con quello di Chiara.

    Rispondi
  2. paolo francia

    7 Aprile 2013 alle 20:37

    Chiara, ricominci di nuovo la tua enfasi renziana, senza renderti conto, purtroppo, che l’apporto di questa persona, all’Italia e al PD è nullo! Renzi, un Berlusconi di “sinistra”, con le sue apparizioni in TV insopportabili e stucchevoli come una orzata col miele! Renzi è già stato trombato dagli elettori del PD, ormai è vecchio pure lui, l0’inciucio PD, PDL produrrà altro strapotere e impoverimento degli italiani, mi auguro che questa persona ambiziosa per se stessa non sia mai portata a cariche istituzionali e che gli italiani non continuino nei loro errori.
    Questo il mio sentimento.

    Rispondi

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