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Il PD è in agitazione perché si ritrova un Renzi in casa e non sa come farlo fuori

di Domenico Civitano | 23 Marzo 2014

L’Italia oggi è stretta tra due interessi. Il primo quello dall’America che vorrebbe l’Italia fuori dall’Eurozona Il secondo è quello dell’Ue, o meglio, dalla Merkel che preferirebbero trattenere l’Italia nell’Unione Europea per non farla  saltare.

renziassembleaI rottamati eccellenti del PD non si danno pace per la presenza autoritaria di Matteo Renzi nel Partito. Tutto lascia pensare che Bersani, D’Alema Letta, Fassina, Bindi, Cuperlo e Civati si stiano organizzando per dare corso a una scissione per formare un nuovo partito di sinistra diverso dal PD di Renzi.

Costoro copiano l’azione ripugnante dei fuori usciti dal PDL che hanno formato un nuovo centro destra per oscurare Berlusconi e conservare le poltrone del potere.

I suddetti rottamati del PD devono capire che la scalata veloce di Renzi non è legata alla sua smania di sostituire Letta a Montecitorio, ma piuttosto a forze internazionali che si servono di Renzi per loro fini politici tutti da scoprire. Un dato mette la pulce nell’orecchio dei benpensanti ed è il grande interesse verso Renzi sia da parte dell’America, che della Germania.

C’è ancora da capire bene la mossa del Presidente  della Repubblica che, inaspettatamente nomina senatore a vita il prof. Mario Monti, uomo fedelissimo della Merkel, e subito dopo gli conferisce l’incarico di formare il governo.

Allora perché il Presidente degli Stati Uniti è tanto attratto dal comportamento di Renzi specie dopo che questi dichiara di non accettare ordini dall’Ue per come deve fare i compiti italiani per essere in linea con le direttive europee o meglio dire con quelle della Merkel.

Lo stesso comportamento inaspettato da parte della Merkel in persona che approva con enfasi i programmi di Renzi.

E’ un grosso problema politico internazionale (tutto da scoprire) che passa attraverso l’Italia. Intanto, l’economia Italiana perde sempre più la propria consistenza per non essere più il bel Paese da visitare e fare investimenti e poi per la concorrenza tedesca sui prodotti locali da esportare.

L’Italia oggi è stretta tra due interessi. Il primo quello dall’America che vorrebbe l’Italia fuori dall’Eurozona Il secondo è quello dell’Ue, o meglio, dalla Merkel trattenere l’Italia nell’Unione Europea per non farla  saltare.

La verità è che se l’Italia rimane nell’eurozona deve osservare le regole imposte dal trattato di Maastricht che punta in primo luogo sul debito pubblico, per ridurre il quale il governo italiano deve solo inasprire le tasse e impoverire il Paese.

Atteso che continuando di questo passo la rivolta civile non la frenerebbe nessuno e la prospettiva è: morti, feriti e una dittatura dal seguito imprevedibile.

Se Matteo Renzi vuole rimanere a governare per volere del popolo italiano e non per forze occulte, deve trascurare i bisogni, pur condivisibili, dell’America e della Merkel e deve ripristinare la sovranità nazionale, fare uscire dallo stato di povertà chi è senza lavoro e senza futuro per cui si registrano fatti orrendi e pietosi nello stesso tempo. Garantire la sicurezza di girare l’Italia senza alcun timore da parte dei visitatori stranieri che hanno sempre sostenuto la nostra economia.

La vittoria delle primarie è legata al bisogno del cambiamento, per una migliore distribuzione del reddito, una Sanità più competitiva e veloce, eliminazione dell’evasione  fiscale diffusa su tutto il territorio fino alla sicurezza di vivere senza il timore d’imbattersi nella multiforme delinquenza nazionale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

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