Eccola la prova provata che il processo di costruzione del Partito Democratico è in panne. I DS sono costretti a rinviare il consiglio nazionale tra le proteste di alcune “componenti”, in primo luogo il correntone di Mussi (“se rinviano- ha osservato- vuol dire che la tensione verso il nuovo partito è piuttosto debole”) e il loro congresso si preannuncia articolato in tre mozioni: quella che fa riferimento a Fassino e D’Alema, il correntone di Mussi e Salvi, la mozione di Angius e Caldarola. E potrebbero essere quattro con i “liberal” di Morando.
Le cose non vanno meglio nella Margherita, dove la componente più vicina a Prodi, non fidandosi della larga adesione al progetto ha deciso di presentare una propria mozione. Ma la prova vera è un’altra. La fornisce il segretario DS Piero Fassino: “e’ destituita di ogni fondamento l’idea che si sia fermi, che si aspetti non si sa che, che ci sia incertezza: non c’e’ nessun incertezza, semplicemente
fondare un partito non e’ semplice come friggere quattro uova”
E dopo aver dichiarato questa sua facilità nel fare le frittate, dando atto anche agli amici della Margherita di stare lavorando assiduamente per il PD, Fassino scopre le carte: “il “rapporto Ds-Margherita e’ essenziale, ma forse non sufficiente” “Quindi pensiamo che occorra – ha
proseguito Fassino – aprire un confronto con lo Sdi, per verificare la possibilita’ di un pieno coinvolgimento, cosi’ come vanno coinvolte altre forze politiche che appartengono al
campo dell’Ulivo. Mi riferisco ai repubblicani, ai socialdemocratici, ai socialisti di Craxi, ai movimenti ambientalisti ed ecologisti. Contemporaneamente bisogna aprire un confronto con l’associazionismo democratico che in questi anni e’ stata una componente fondamentale della vita
dell’Ulivo”. E’ la storia di sempre. Succedeva nel vecchio PCI, poi nel PDS e ora nei DS: quando si è fermi al palo si lancia l’appello al confronto con altri che sono rimasti fuori (e magari fuori vogliono restare) e, soprattutto, si tira fuori l’ “associazionismo democratico”.
Il nostro augurio è che SDI, repubblicani, socialdemocratici e socialisti di Craxi non abbocchino all’amo. In ogni caso sappiano che, se abboccassero, altri darebbero vita a quel soggetto liberalsocialista nel quale dimostrerebbero di non voler credere.
IL PD E’ AL PALO E FASSINO LANCIA L’AMO AI LAICI
Succedeva nel vecchio PCI, poi nel PDS e ora nei DS: quando si è fermi al palo si lancia l’appello al confronto con altri che sono rimasti fuori. Il nostro augurio è che SDI, repubblicani, socialdemocratici e socialisti di Craxi non abbocchino all’amo.

Invece credo che questo appello di Fassino(il quale ovviamente cerca alleati fedeli da mettere dentro il partito democratico per non farsi triturare dai democristiani della Margherita..) sia una cosa positiva perchè finalmente chiarirà chi in quel che resta del mondo laico e riformista è interessato a fare da valletto dentro il partito democratico e chi invece vuole essere libero e fare altre cose. Secondo me SDI, socialdemocratici di Carta, socialisti di Bobo Craxi e temo anche Repubblicani Europei finiranno dentro il grande frullatore ma in questo modo almeno si arriverà ad una finale chiarificazione tra chi vuol essere correntina del PD e chi di FI( o di ciò che nascerà dall’unione di FI e AN) e chi invece come noi vuol essere altro ovvero se stesso.
Ferretti, non la conosco, ma mi scusi: non basta! Bisogna essere d’acciaio.
Di fronte alle sirene, chi vuole uscirne deve mettersi la cera nelle orecchie!
Fuor di metafora: I laici, per una volta, tirino fuori i loro…..argomenti e non si lascino irretire la lusinghe.
Sono meno ottimista del pur bravo articolista. Perchè io non dubito che abboccheranno all’amo tutti quegli esponenti laici e socialisti che non si muovono se non in direzione della seggiola.
Per cui, gli uomini e le donne di buona volontà si preparino se veramente vogliono occupare lo spazio che rimarrà vuoto.