Ormai l’ ha deciso. Il premier Conte ha fatto la sua scelta. Darà forma ad un suo partito ad una sua lista. Le voci romane riferiscono che il simbolo sia già stato depositato. Si chiamerà ” Insieme “. Quindi Giuseppi, come lo chiamò Trump, seguirà le orme di due ex premier, Mario Monti e Lamberto Dini. Ambedue si presentarono alle elezioni con un raggruppamento che portava il loro nome e ottennero un modesto risultato elettorale. Non sfondarono. E dopo pochi mesi il loro partito si dissolse nel nulla. Conte si è deciso, molto galvanizzato dai sondaggi che danno la sua popolarità ai massimi ed anche ascoltando i consigli di qualche vecchio leader come D’ Alema. I voti li prenderebbe drenando il PD e i grillini. Il PD sarebbe quello più in sofferenza. I sondaggisti parlano di un terzo di elettori che abbandonerebbe i dem. D ‘ Altronde il PD, in questa ultima fase si è vincolato strettamente a Conte e ai grillini, consigliato dallo stratega Bettini che da terre lontane è solito dettare la linea a Zingaretti con la solita paginata di intervista sul Corsera. I voti che andrebbe a raccogliere l’ ipotetico partito di Conte sarebbero anche rappresentati da un elettorato moderato che nelle ultime elezioni non è andato a votare perchè non aveva feeling nè con il centrodestra nè con il PD. Si apre una nuova partita, dove sicuramente i vecchi partiti conteranno sempre meno.
Roberto Caputo

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