Chiediamo scusa ai lettori, non siamo presi dalla mania degli scritti seriali, ma dobbiamo tornare sul medesimo argomento quasi si trattasse della seconda puntata. Del resto, salvo eccezioni che si verificano ogni migliaia di anni, di Papa ce n’è uno solo e non c’è pericolo che l’abitudine dilaghi.
Quelli che ritengono normale impedirgli di parlare in un luogo dove era stato invitato, la menano dura con il fatto che al numero uno della Chiesa cattolica non mancano occasioni per far sentire la sua voce. E lo testimoniano in particolare i dati dell’Osservatorio di Pavia, una sorta di marcatempo delle chiacchiere in tv.
La circostanza, ci permettiamo, non rileva. Laicamente possiamo voler esprimere le nostre ragioni, non mettere ad altri la mordacchia. E non rileva nemmeno, ci permettiamo pomposamente di ribadire, che il Vaticano abbia preso la palla al balzo per vestirsi da vittima e passare all’incasso. Viene solo dimostrata la sprovvedutezza di certi laici duri e puri ai quali bisognerà pur notificare che essere laici non costituisce un’attenuante per l’idiozia.
E proprio a loro passiamo una sconvolgente notizia: all’estero, che tanto citano e tanto piace loro, quando si parla della penisola felice, quasi sempre si parla del Papa. E noi temiamo che anche lì Ratzinger sia più citato del Presidente Napolitano. Non sarebbe l’ora che l’Osservatorio di Pavia tenesse d’occhio anche il New York Times, il Guardian, Le Monde e, perché no, anche la Pravda?
IL PAPA, L’OSSERVATORIO DI PAVIA E IL N.Y. TIMES
Chiediamo scusa ai lettori, non siamo presi dalla mania degli scritti seriali, ma dobbiamo tornare sul medesimo argomento quasi si trattasse della seconda puntata. Del resto, salvo eccezioni che si verificano ogni migliaia di anni, di Papa ce n’è uno solo e non c’è pericolo che l’abitudine dilaghi.
Quelli che ritengono normale impedirgli di parlare in un luogo dove era stato invitato, la menano dura con il fatto che al numero uno della Chiesa cattolica non mancano occasioni per far sentire la sua voce. E lo testimoniano in particolare i dati dell’Osservatorio di Pavia, una sorta di marcatempo delle chiacchiere in tv.
La circostanza, ci permettiamo, non rileva. Laicamente possiamo voler esprimere le nostre ragioni, non mettere ad altri la mordacchia. E non rileva nemmeno, ci permettiamo pomposamente di ribadire, che il Vaticano abbia preso la palla al balzo per vestirsi da vittima e passare all’incasso. Viene solo dimostrata la sprovvedutezza di certi laici duri e puri ai quali bisognerà pur notificare che essere laici non costituisce un’attenuante per l’idiozia.
E proprio a loro passiamo una sconvolgente notizia: all’estero, che tanto citano e tanto piace loro, quando si parla della penisola felice, quasi sempre si parla del Papa. E noi temiamo che anche lì Ratzinger sia più citato del Presidente Napolitano. Non sarebbe l’ora che l’Osservatorio di Pavia tenesse d’occhio anche il New York Times, il Guardian, Le Monde e, perché no, anche la Pravda?

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