Troppo giusto che accadesse il 2 giugno: la festa che celebra la nascita della repubblica, dunque la più emblematica, è stata l’occasione per confermare ancora una volta che il nostro è il Paese della Commedia.
Ricordiamo rapidamente: la nuova nomenclatura di governo che assiste alla tradizionale parata ostentando distacco e fastidio; il presidente della Camera che ci tiene ad essere fotografato con la bandiera della pace, come se tutti gli altri fossero lì, sul palco o a sfilare davanti al palco, per fare la guerra. E, poco distanti, a contestare la festa del 2 giugno, i massimi esponenti di alcuni partiti di governo. Poi, ancora, il giorno dopo i commenti scandalizzati della stampa per l’osceno scollamento della maggioranza di governo.
Tutta una insopportabile e stantia commedia, contro la quale, ancora una volta ci tocca manifestare il nostro senso di nausea.
Infatti, tutti i protagonisti di questo gioco delle parti ben sanno che, se realmente volessero potrebbero impedire ciò contro cui affermano di lottare e cercare di realizzare ciò in cui credono.
Comunisti italiani, Verdi e Rifondazione sono in grado, se lo ritengono, di mandare a casa questo governo e impedirgli manifestazioni guerrafondaie; Prodi, Margherita e DS sarebbero in grado di realizzare una politica estera seria e condivisa dalla stragrande maggioranza del popolo italiano, prendendo atto che l’unica maggioranza che potrebbe consentirla è quella delle “larghe intese”; gli scandalizzati commentatori che fingono sorpresa per quanto accaduto farebbero meglio ad essere più seri. Lo sapevano che l’Unione è un caravanserraglio con mille contraddizioni. E noi sappiamo che a loro sta benissimo così, perché un governo debole è più facilmente condizionabile.
Quello che ancora difetta è il senso di responsabilità e dello stato: finchè c’è bonaccia, certi calcoli meschini possono realizzarsi. Si determinasse una situazione critica di politica estera o economica, sarebbero guai per tutti!
Il paese della commedia
In occasione del 2 giugno – tra il fastidio della nomenclatura di governo alla parata e le contestazioni di alcuni partiti della maggioranza- una commedia stantia e falsa. Se realmente lo volessero, tutti i protagonisti di questo gioco delle parti potrebbero impedire ciò contro cui affermano di lottare

Segnalo, seguendo la linea dell’articolo, di leggere l’editoriale di Sergio Romano apparso oggi sul Corriere e che critica molto duramente il capogruppo rifondarolo alla Camera, il quale ha praticamente chiesto l’abolizione dei centri per immigrati con l’assegnazione ai clandestini di un anno di permesso di soggiorno ect ect…