
Il Centro è un luogo politico definito non già da idee proprie, ma da ciò che lo delimita. Nulla di nuovo. Quello che è nuovo è che dopo la pandemia vediamo affrontarsi due nuovi opposti estremismi. Se negli anni 70 era comunisti contro (neo)fascisti e negli anni 2000 gobal contro no global, gli anni 20 sono… diversi.
Da una parte abbiamo quelli che credono alle scie chimiche, i nemici di Soros, i no vax che si oppongono fieramente a quelli che chiedono il diritto per gli uomini di abortire. Non di procurare l’interruzione di gravidanza, no no, proprio di averlo per se stessi. E dei 51 generi. E dell’apocalisse climatica in 5 anni.
Ecco, nel vuoto in mezzo entra il Generale Vannacci con un libro in cui diviene estremista del buonsenso. L’energia ci serve, ma il riscaldamento climatico esiste. Il cambiamento climatico ci minaccia, ma è la tecnologia che ci salverà. Le scie chimiche non esistono. Il politicamente corretto sì ed è una minaccia per il diritto di parola.
Questo lo pone fuori dalla sfera no vax e, ovviamente, dalla sfera dei 51 gender. L’area in cui si trova è quella del centrodestra tradizionale. Ma non quello ideologico di Giorgia Meloni. Quindi?
Spariamola grossa: è un candidato ideale per Forza Italia. Non succederà mai, sia chiaro. Ma questo non cancella il fatto che è quello che serve al partito: è il buonsenso senza buone maniere.
Un attacco frontale al sistema, senza fantasie. Ora, il pensiero va affinato e ripulito un attimo. Ma molto poco, se non vogliamo perderne la carica sentimentale.
Ma basta coi sogni, lo candiderà probabilmente la Lega facendo un disastro con la base no vax restante. E perderemo una grande occasione per tornare a parlare di realtà.
Luca Rampazzo

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