• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il nostro governo non comprende la crisi climatica…

Il caldo che sta investendo l’Italia e l’Europa non è un’anomalia, è il volto quotidiano della crisi climatica. Per anni ci hanno detto che erano allarmi esagerati, fissazioni degli ambientalisti, paure infondate. Ora non servono più grandi discorsi. Basta guardarsi intorno. Il clima è già entrato nella nostra vita materiale. Decide quando si lavora, come si viaggia, quanto si consuma, quanto costa raffrescare una casa, quanto reggono le reti elettriche, quanto sono sicure le scuole, gli ospedali, le strade, i quartieri popolari senza alberi e pieni di cemento. Il governo continua a comportarsi come se il caldo estremo fosse un problema occasionale di protezione civile, da affrontare con qualche ordinanza, qualche bollettino rosso, qualche raccomandazione agli anziani e, nei casi più gravi, con la cassa integrazione per chi lavora all’aperto.

di Enrico Rossi | 25 Giugno 2026

Il caldo che sta investendo l’Italia e l’Europa non è un’anomalia, è il volto quotidiano della crisi climatica.

Per anni ci hanno detto che erano allarmi esagerati, fissazioni degli ambientalisti, paure infondate. Ora non servono più grandi discorsi. Basta guardarsi intorno.

Il clima è già entrato nella nostra vita materiale. Decide quando si lavora, come si viaggia, quanto si consuma, quanto costa raffrescare una casa, quanto reggono le reti elettriche, quanto sono sicure le scuole, gli ospedali, le strade, i quartieri popolari senza alberi e pieni di cemento.

Il governo continua a comportarsi come se il caldo estremo fosse un problema occasionale di protezione civile, da affrontare con qualche ordinanza, qualche bollettino rosso, qualche raccomandazione agli anziani e, nei casi più gravi, con la cassa integrazione per chi lavora all’aperto.

Sono misure utili, ma ampiamente insufficienti.

Servirebbe un grande piano nazionale di adattamento climatico: città più verdi, meno asfalto, più ombra, più acqua, trasporto pubblico efficiente, case popolari riqualificate, scuole protette dal caldo, reti energetiche moderne, agricoltura aiutata a cambiare, lavoro organizzato secondo nuovi orari e nuove tutele.

Invece si procede senza una visione. Il governo Meloni parla molto di sicurezza nazionale, ma sembra non capire che oggi la sicurezza è anche climatica.

Sicurezza significa non morire in un campo sotto il sole. Significa non lasciare gli anziani soli in case roventi. Significa non condannare i quartieri più poveri a sopportare temperature più alte perché hanno meno verde, meno servizi, meno protezione.

Soprattutto, sicurezza significa cambiare modello energetico. Basta con la dipendenza dai combustibili fossili. Basta con l’idea che il gas sia il futuro. Il sole, il vento, il risparmio energetico, l’efficienza degli edifici, le reti moderne e la tecnologia pulita non sono un lusso ideologico: sono la condizione per evitare che il Paese diventi più fragile, più povero e più ingiusto.

Il negazionismo climatico oggi ha cambiato faccia. Non sempre nega apertamente il riscaldamento globale. Più spesso lo minimizza. Dice che non è il momento, che costa troppo, che prima viene l’economia, che col tempo ci adatteremo.

In realtà, questo significa accettare che il disastro avanzi, rimandando ogni scelta seria.

C’è poi una contraddizione enorme che quasi nessuno vuole guardare. Mentre il pianeta brucia, l’economia della guerra cresce. Anziché intervenire sui cambiamenti climatici, si spendono cifre gigantesche in armi, eserciti, missili, bombardamenti.

Le guerre distruggono vite e territori, ma producono anche enormi quantità di emissioni climalteranti, consumano energia, devastano infrastrutture, alimentano industrie che fanno profitti immensi sulla paura e sulla morte.

Così il mondo investe nella distruzione invece che nella conversione ecologica. Arricchisce chi produce armi invece di sostenere chi produce energia pulita. Prepara nuovi conflitti invece di costruire sicurezza vera.

La crisi climatica ci pone davanti alla necessità di una scelta politica netta: costruire un nuovo sviluppo fondato su pace, lavoro dignitoso, giustizia sociale ed energia non climalterante.

Il capitalismo fossile, predatorio e di guerra ci ha fatto entrare nell’età del fuoco. Il mondo è sempre più caldo. Ignorarlo sarebbe una colpa storica.

Enrico Rossi

Pubblicato in : Editoriale

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti