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Il misantropo di Moliere alla Pergola: un uomo cerebrale e indignato

Nora Venturini che dirige Valeria Solarino e Giulio Scarpati in questa commedia amara che mette in risalto vizi e difetti sociali che appartengono a ogni epoca.

di Redazione Pensalibero.it | 11 Novembre 2019

Il misantropo di  Molière  fu  rappresentato per la prima volta  a  Parigi a  Palais Royal  nel 1666  (con musiche del  grande compositore  Giovanni Battista Lulli, fiorentino approdato alla corte di Luigi XIV e naturalizzato francese  conosciuto come Jean-Baptiste Lully)   ma come molte altre opere del  grande drammaturgo  francese  è anche di  sconvolgente attualità  perché  coglie situazioni, problematiche, aspetti caratteriali  con cui ci troviamo a confrontarci.

Da martedì  12  a  domenica  17  Il Misantropo è in scena al Teatro della Pergola di Firenze   in un’ avvincente  versione di   Nora Venturini che  dirige  Valeria Solarino e Giulio Scarpati in questa  commedia amara  che mette in risalto  vizi e difetti sociali  che appartengono a ogni epoca  e  che non prevede un lieto fine.

 

Nora Venturini effettua il focus  sul rapporto  tra  Alceste (il Misantropo) in modo da cogliere un elemento importante ma spesso trascurato “a favore del tema politico dell’uomo onesto e sincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società”.

 

La regista ci  spiega che  “nella sua urgenza di chiarirsi con Célimène, che gli sfugge, Alceste è un personaggio contraddittorio sino al parossismo e per questo decisamente moderno.  E’ ,inoltre, un uomo cerebrale e indignato, per il quale il Bene, l’Etica, sono scelte assolute che non ammettono il minimo compromessi..

 

In questa  commedia dai risvolti drammatici, Alceste, uomo profondamente passionale, appare  in fondo  un masochista dominato da un desiderio tirannico per una donna che è il suo opposto in tutto, visione del mondo, stile di vita, idea dei rapporti umani.  Si indigna per ciò che desidera e  soffre, muovendosi in una società dove l’apparenza prevale sui valori.

Célimène, signora dei salotti, attorniata dalla sua corte mondana, non vuole rinunciare a niente, né all’amore esclusivo di Alceste, né al gioco seduttivo con una schiera di pretendenti.

“Proprio la loro incompatibilità è la molla che li spinge l’uno verso l’altra –  ha rilevato    Nora Venturini – tragici e comici insieme, Alceste e Célimène sono nostri contemporanei come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono ma si amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano eppure faticano a separarsi”.

La regista sottolinea che  possiamo ritrovarci e riconoscerci nei loro difetti; e ne ridiamo, guardandoci allo specchio. E un grande specchio incombe sulla scena di Luigi Ferrigno, il teatrino-salotto di Célimène, dietro le cui tende intravediamo la compagnia prepararsi per la rappresentazione

 

In questo Misantropo, dunque, problematiche odierne, tipiche del nostro quotidiano    emergono dal  contesto narrativo  classico del capolavoro di Molière. che  nacque in un momento di crisi e di sconforto del grande  drammaturgo  provocato dal fatto che due sue opere (Don Giovanni e  Tartufo) erano state vietate dalla censura e dall’abbandono della moglie. Quindi si distacca dalla comicità dirompente di altre commedie  e proprio per questo ha ottenuto un successo soprattutto  in epoche successive.

 

 

In scena, accanto a Scarpati e Solarino, ci sono Blas Roca Rey (Filinto), Anna Ferraioli (Arsinoè), Matteo Quinzi (Oronte, Basco, Du Bois), Federica Zacchia (Eliante), Mauro Lamanna (Acaste), Matteo Cecchi (Clitandro).   La produzione è Gli Ipocriti – Melina Balsamo.   I costumi sono di Marianna Carbone, le luci di Raffaele Perin, le musiche di Marco Schiavoni .Il testo  è nella traduzione di Cesare Garboli.

 

Gabriele Parenti

 

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: censura, crisi, mondo, parigi, stile di vita

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