IL MASSACRO DI FORT HOOD
Il Presidente Obama nel commentare a caldo l ‘uccisione di dodici soldati, un civile e il ferimento di 30 a Fort Hood da parte del maggiore Nidal M. Hassan, ha usato il termine ‘horryfic’ che in italiano suona ‘spaventoso’ ma che in inglese ha un senso ancora piu’ profondo: qualcosa di ‘devastante’ ed orribile.
Devastante ed orribile e’ stato il gesto di questo maggiore medico di origine giordana, specializzato in psichiatria con alle spalle alcuni anni di lavoro nell’ospedale militare per i veterani di guerra. Walter Reed di Washington DC.
Nissan M. Hassan, a quanto riportano le prime informazioni, era un arabo molto religioso. A Washington ricordano che era solito recarsi alla moschea ogni giorno in tuta mimetica. E fin qui, per carita’, niente di male. L’Associazione Americana per le relazioni Musulmane si e’ affrettata a definire l’episodio gravissimo e ingiustificabile.
Resta il fatto tuttavia che un collega del medico-maggiore ha dichiarato che in molte occasioni Nissan M. Hassan si era espresso pubblicamente contro le guerre in Iraq e Afghanistan. Riportava episodi terrificanti riferiti dai soldati che si rivolgevano a lui perche’ affetti da ‘post traumatyic stress disorders’, una malattia che colpisce un gran numero di veterani rientrati dal fronte.
Nidal M. Hassan doveva lasciare Fort Hood per il teatro di guerra. Era la prima volta e la cosa sembra che non gli facesse piacere.
Quando ha puntato due pistole contro i 135 soldati che erano in fila per le visite mediche ed ha cominciato a sparare e’ stato messo a terra da una poliziotta Kimberly Munley, che a sua volta e’ in ospedale per le ferite riportate. Anche il folle attentatore e’ rimasto ferito.
Quello che stupisce e’ il fatto che si sapesse in giro che questo ufficiale medico era molto critico nei confronti degli Stati Uniti e auspicava che i Musulmani si ribellassero. In America il controllo dello FBI e della CIA e’ esteso ad ogni individuo anche minimamente sospettato. I colleghi che hanno ascoltato le recriminazioni del folle e non lo hanno denunciato si sono assunti una pesante responsabilita’.
Ultima notizia: sembra che lo FBI lo tenesse d’occhio dopo che aveva messo in rete un farneticante messaggio antiamericano. Complimenti per l’efficienza del Bureau. Che aspettavano?
PERICOLOSO FARE L’AMORE CON UN CAVALLO
L’altro giorno il simpatico proprietario di un noto ristorante di Cagliari ci ha regalato questa barzelletta sui sardi.
Domanda: “Sai come si ottiene la vera lana vergine in Sardegna?”
Risposta: “Quando la pecora e’ piu’ veloce del pastore!”
Non si adontino i sardi perche’ non siamo gli autori della battuta.
Ma sentito quello che e’ successo in South Carolina, la Sardegna diventa roba da ridere.
Secondo l’agenzia AP un tale e’ stato condannato a tre anni di reclusione perche’ approfittava sessualmente di un cavallo, di cui per ragioni morali non e’ stato specificato il sesso. La padrona dell’animale insospettita dallo strano comportamento della bestia e da alcune infezioni ai genitali ha installato delle telecamere ed ha colto finalmente in flagrante il seduttore che si e’ scusato, ha detto che e’ soltanto colpa sua (e non del cavallo, evidentemente), che non lo fara’ piu’. Nel frattempo e’ stato inviato nel piu’ vicino carcere. dove, per la legge del taglione, temiamo che passera’ brutti momenti tanto da farsi venire una febbre da cavallo.
DIECI CORPI PUTREFATTI IN CASA E IN GIARDINO.
Piu’ volte nei mesi passati i vicini di casa avevano telefonato al dipartimento sanitario della citta’ di Cleveland dicendo che non potevano resistere per l’odore di carne in putrefazione che si respirava nella zona. Al punto che una fabbrica di salsicce era stata costretta a sostituire tutte le sue tubazioni e scarichi perche’ principale accusata. Anthony Sowell, 50 anni, di cui otto passati nei marines, era schedato come ‘sex offender’. Accusato di avere usato violenza su un paio di donne si era beccato una condanna a 15 anni, scontata la quale era tornato a casa con l’obbligo di rispondere alle verifiche quotidiane della polizia. Le gente vedeva spesso Anthony Sowell seduto nel suo portico a bere birra. E la birra e’ stata la trappola mortale per almeno dieci donne delle quali fino ad ora sono stati ritrovati i resti nella casa e nel giardino di questo serial killer. Mr. Sowell offriva infatti una birra alle donne in cerca di un incontro facile. Versava nella bottiglia un sonnifero. E dopo la violenza sessuale, uccideva la vittima designata. Con l’ultima donna gli e’ andata male. Questa e’ riuscita a reagire e a fuggire ed ha informato la polizia. Anthony Sowell era gia’ scappato. Ma un vicino di casa lo ha riconosciuto in una strada del centro di Clevaland ed ha chiamato i poliziotti. Molti si chiedono come sia possibile che un mostro come questo abbia potuto farla franca per tanto tempo. La risposta deve essere ricercata nella stupidita’ della burocrazia e nel menefreghismo della gente.
Oscar Bartoli

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