Oh ragassi, siam mica qui a circumnavigare il Transatlantico, siam mica qui a doppiare il Capo di Napolitano, siam mica qui a risalire le sorgenti del Dio Po

Ma non stiam qui ora a guardare il capello, che io da tempo mi sono orientato sulla calvizie responsabile. Dunque, procediamo con ordine, quello urgente di acquisto di cravatte verdi chè qua dobbiam fare un governo prima che il tacchino canti tre volte – o il gallo, ora non mi ricordo bene, ‘sti pennuti son tutti uguali, amarissimi assai.
Comunque, queste sono le tappe e non facciamo il solito casotto, perchè io ve lo dico a chiare lettere: oh ragassi, siam mica qui a circumnavigare il Transatlantico, siam mica qui a doppiare il Capo di Napolitano, siam mica qui a risalire le sorgenti del Dio Po – siam qui ad aprire nuove rotte, del tutto inesplorate, chè noi ci diamo sempre a grandi imprese. Poi, che c’entra, sono loro che non ci prendono, ma ora dobbiamo partire in missione per conto del Porcellum, mica possiam perderci alla prima curva del grafico sbilenco di Fassina, eh.
Prima tappa: donare a tutti i parlamentari una copia del “Manuale del Giovane Turco” che, come spiega la sottopagata Geloni nella sua mirabile prefazione,”con dovizia di dati e rigore scientifico, indica chiaramente ai lettori la strada da intraprendere, con tanto di regole fondamentali, quelle scritte e quelle non scritte, schema di gioco e strategia, esercizi per tenersi in forma, manifesto ideologico e bozza per lo statuto del partito (dopo la presa del potere)”. Aggiungere una postilla: questo è quanto vi toccherà se non mi sosterrete – prevedo la corsa a fare il governo con me, che qua siam tutti bravi a scherzare, ma poi con Fassina non ci vuole mai giocare nessuno, dicono che ogni volta che parla dieci cittadini della Comunità Europea chiedono asilo alla Cina, ritenendola più liberale.
Seconda tappa: negare tutto, negare sempre. Noi non abbiamo mai manifestato dubbio alcuno sui sinceri sentimenti democratici dei leghisti, noi non abbiamo mai messo in dubbio la loro assoluta fedeltà al tricolore, noi non li abbiamo mai accusati di essere dei volgari secessionisti animati da razzismo verso il Sud – una cosa possiamo dire in tutta sincerità: noi non li abbiamo mai accusati di essere colti e raffinati, e su questo punto fermo possiamo costruire una solida e duratura alleanza.
Terza tappa: aprirsi al nuovo. Accettare ogni e qualunque nome proveniente da ambienti esterni alla politica e salutarlo con alte grida di gioia, chè per il teorema Boldrini-Grasso, altrimenti noto come “occupy le istituzioni senza dare nell’occhio”, tutto va bene pur di tenere in piedi la ditta. Quindi, sia chiaro e lo diciamo una volta per tutte: sì a Balotelli Ministro della Pubblica Istruzione, pieno appoggio a Vasco Rossi al Welfare, tripudio per Valeria Marini alle Pari Opportunità – sul Mago Otelma alle Finanze siamo già in fase di avanzata trattativa, se ne occupa Stumpo, uno che di magie se ne intende parecchio, come riesce a far sparire gli elettori lui, neanche Silvan ai suoi bei tempi.
Quarta tappa: rivedere gli otto punti, secondo la sempre utile strategia delle maggioranze variabili. Cosa sono i numeri se non convenzioni? Quindi otto può diventare dodici oppure tre, perchè noi siamo aperti, flessibili, dialoganti e disponibili – soprattutto, disperati, quindi si accetta tutto, basta si possa dire “siamo al governo” e giustificare così la nostra fin qui evanescente presenza in vita, per tacer delle opere.
Quinta tappa: preparare l’equipaggiamento necessario per l’esplorazione. Io porto la birra, qualcuno avvisi Fassina che la sua bussola è tarata male – ancora non ha capito che più va a sinistra, più fa crescere la destra. Peggio di Colombo, che almeno scoprì l’America sbagliando rotta. Se c’era Fassina, erano ancora tutti fermi a Palos a discutere se il legno delle caravelle fosse un bieco prodotto dello sfruttamento di manodopera basca – e intanto Berlusconi sarebbe già stato a vendere il bunga bunga agli indigeni di Santo Domingo, ed a battezzare con il suo nome le Cayman. Oh, ragassi, ma perchè non abbiamo mai imparato nulla dalla Storia?!

Comunque Chiara come al solito la tua analisi è amaramente lucida, come l’ironia ce sottende le tue parole. Ma perchè l’auatocelebrazione non fa vedere che solo lavorando tutti insieme al cambio della legge elettorale, questione lavoro.meno tasse e poco altro si potrebbe allentare la crisi?
Ma almeno ridendo e scherzando , parlando di galli e tacchini, cambiando le pile alle anguille elettriche, cadesse lui nel baratro verso cui sta spingendo sempre più arrogantemente l’Italia. Possibile che la sua smania di potere non gli faccia vedere il dramma dell’Italia?