
L’Amministraziome Trump si aspetta che Israele apra il Valico di Rafah nei prossimi giorni per permettere il transito dei residenti della Striscia di Gaza: è quanto riporta il Times of Israel, citando fonti del governo federale statunitense. Israele si era detto disposto ad aprire il valico ma solo in uscita dalla Striscia, e per lo stesso motivo l’Egitto aveva deciso di mantenerne la chiusura evitando una perdita di popolazione auspicata dall’estrema destra israeliana. Il procuratore generale israeliano Gali Baharav-Miara ha dichiarato all’Alta Corte del Paese che, a suo avviso, il primo ministro Netanyahu dovrebbe essere chiamato a spiegare perché continua a consentire al ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir di mantenere il suo incarico nel governo. “Il ministro Ben-Gvir sta abusando della sua posizione per influenzare in modo improprio le attività della polizia israeliana nei settori più delicati dell’applicazione della legge e delle indagini, violando i principi democratici fondamentali”, ha affermato in una dichiarazione riportata dal quotidiano israeliano Haaretz. Secondo Haaretz, questa dichiarazione fa seguito alle petizioni presentate all’inizio del mese scorso per la destituzione, dimissioni di Ben-Gvir. Diciannove gruppi israeliani per i diritti umani hanno condannato la decisione del governo di revocare le licenze operative a 37 gruppi umanitari internazionali che operano a Gaza e nella Cisgiordania occupata. “Parallelamente e nell’ambito dell’attacco di Israele alla popolazione di Gaza, dall’ottobre 2023 l’accesso umanitario è stato fortemente limitato”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta i gruppi per i diritti umani, tra cui Adalah e B’Tselem. “Gli aiuti essenziali, tra cui cibo, medicine, alloggi e articoli per l’igiene, continuano a essere ritardati o negati”, hanno aggiunto. Hanno inoltre invitato il governo israeliano a “interrompere immediatamente le procedure di cancellazione, rimuovere gli ostacoli all’azione umanitaria e ai diritti umani e consentire alle organizzazioni internazionali di operare in modo sicuro ed efficace”. Al momento ad Oxfam (è una confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo) “non è arrivata una notifica ufficiale” da parte di Israele riguardante un’eventuale sospensione della licenza per operare a Gaza, attesa in virtù della stretta per 37 organizzazioni internazionali annunciata dal governo di Benjamin Netanyahu dopo l’introduzione di nuovi requisiti: lo ha detto, parlando con l’ANSA, Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie dell’ong in Italia. In merito alla stretta annunciata di Israele, il portavoce di Oxfam ricorda che l’Associazione delle ong Internazionali per lo sviluppo (Aida) ha in programma di presentare ricorso, azione giudiziaria che potrebbe posticipare l’entrata in vigore dei nuovi requisiti.
Nella zona di Gaza controllata da Israele, le Idf hanno distrutto solo la metà dei tunnel terroristici di Hamas. Secondo un articolo del sito di notizie Walla, (Walla! è un sito internet di informazione, motore di ricerca e provider di e-Mail israeliano. Uno dei primi portali di Internet, Walla! è considerato uno dei più famosi siti internet israeliani) che cita stime delle autorità di sicurezza, il ministro della Difesa Israel Katz ha ordinato alle Idf di intensificare le operazioni per localizzare e distruggere tali tunnel sul lato controllato da Israele della “Linea Gialla” a Gaza. Il sito riporta che le truppe israeliane, compresi gli ingegneri, stanno lavorando 24 ore su 24 a tali sforzi, anche implementando nuovi metodi per rendere i tunnel inutilizzabili. Secondo il piano di pace presentato dal presidente Usa Donald Trump, la Forza Internazionale di Stabilizzazione dovrebbe iniziare a schierarsi a Gaza questo mese, accompagnata da un graduale ritiro delle truppe israeliane dall’area. Le forze israeliane attualmente controllano circa il 53% della Striscia.
Giuseppe Basilico

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